Coerenza all’italiana, con Gramellini nel ruolo di se stesso

9 gennaio 2015 Massimo Gramellini, in preda all'indignazione per la strage di Charlie Hebdo, è Charlie: «La forma estrema, per molti incomprensibile, di libertà è la satira. Offensiva, provocatori...

9 gennaio 2015

Massimo Gramellini, in preda all’indignazione per la strage di Charlie Hebdo, è Charlie: «La forma estrema, per molti incomprensibile, di libertà è la satira. Offensiva, provocatoria e irrispettosa per definizione, ribalta ostinatamente il punto di vista, perciò è detestata dai possessori di verità assolute e dai fautori delle religioni, categoria ideologica di cui fa ormai parte il Politicamente Corretto caro agli americani.

La satira non è mai blasfema, perché non si occupa dell’assoluto, ma del relativo. Non di spiritualità, ma di umanità. La satira non manca di rispetto a Dio, casomai agli uomini che usano Dio per dominare altri uomini. […]

L’attenuante della provocazione che è echeggiata in queste ore sul «Financial Times» – la bibbia di un’altra religione dogmatica, quella dei soldi – è il sintomo di quanto sia ancora lunga e avvincente la marcia verso la libertà».

3 settembre 2016:

Massimo Gramellini, in preda all’indignazione per la strage del terremoto di Amatrice, non è più Charlie: «La vignetta di Charlie Hebdo che comprime in una lasagna i cadaveri dei terremotati di Amatrice è semplicemente schifosa. E la vignetta successiva, che spiega come il bersaglio della prima non fossero i morti ma la mafia che ha costruito le case, è banalmente razzista. […]

«Nemmeno Charlie, però, può continuare a ostentare il marchio del perseguitato che si è guadagnato sul campo per indignarsi di fronte al ribrezzo che provoca nei benpensanti, e nei pensanti in genere, la sua satira meschina. E meschina non perché attinge ai luoghi comuni più frusti sull’Italia (mafia e pastasciutta), ma perché i piedi che spuntano dalla lasagna potrebbero essere quelli della piccola Giulia che non si è riusciti a estrarre viva dalle macerie. La satira può uscire dalla testa o dalla pancia. Questa è uscita direttamente dal sedere (scusate, è satira)».

Insomma, fino a qui tutto bene un cazzo. “Ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi”. Cit.

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