Web FactoryGli insulti (presunti) a Beatrice Vio: Il Marketing dell’indignazione

Il Topic "Beatrice Vio insultata dal web" è diventata una case study di Comunicazione secondo me affascinante (non tanto per le tecniche adottate da chi ha sfruttato la vicenda - quello è misero cl...

Il Topic “Beatrice Vio insultata dal web” è diventata una case study di Comunicazione secondo me affascinante (non tanto per le tecniche adottate da chi ha sfruttato la vicenda – quello è misero clickbaitng e propaganda politica – ma per le reazioni degli indignati.)

Ricapitoliamo la vicenda:

– Beatrice Vio, campionessa paraolimpica di scherma, viene invitata dal Premier Renzi a un evento di Stato alla Casa Bianca

– L’evento è sfruttato da Renzi per fini propagandistici (legati al referendum costituzionale), per cui c’è chi critica la strumentalizzazione di Vio da parte del Premier. C’è anche chi critica il vestito ma non paiono esserci insulti (in ogni caso non sono documentati)

– A questo punto comincia il clickbaiting selvaggio: testate online (che probabilmente si erano preparate per tempo) e comunicatori renziani spingono sul topic “Bebe Vio insultata dal web” e tutti ci credono. Non importa che dagli articoli stessi da cui parta la notizia non sia documentato nessun vero insulto (e anche volendo dibattere su cosa sia un insulto e cosa no, si parla di 4 post critici su migliaia di complimenti.) Un occhio allenato nota la fatica a creare un post da un corpo di dati così ristretto. Per fare numero si fa parecchia confusione tra insulti e critiche (che sono condivisibili o meno, ma legittime. Si chiama diritto di critica) e si buttano nel calderone critiche a Agnese Landini (soprattutto da parte di colleghi/e insegnanti) e a Renzi stesso (questo soprattutto da parte dei renziani).

Perché si cerca di costruire una notizia? Facile: click e propaganda. La notizia funziona e scatena l’indignazione dell’utente medio. Ovviamente fa gioco ai renziani che possono agganciare gli insulti alla Vio un universo intero di significati (Chi insulta Bebe Vio è contro Renzi = Chi critica Renzi insulta Bebe Vio = Chi critica Renzi insulta Bebe Vio = chi critica Renzi è l’Italia peggiore, L?Italia che odia.

– I post su Vio diventano virali e partono a valanga commenti e post a difesa di Beatrice Vio. La sproporzione tra commenti a difesa di Vio e insulti/critiche viene notata dagli addetti ai lavori . La situazione è paradossale: migliaia di indignati parlano di analfabetismo funzionale, Italia che Odia e webeti (citando ovviamente Umberto Eco) senza che ci sia uno straccio di insulto vero e proprio documentato. L’impressione è quella di una caccia ai fantasmi.

– Partono altri articoli clickbaiter sulla vicenda, che riprendono gli articoli precedenti e ci mettono sopra il carico di retorica da editorialismo italiano. Oppure scrivono articoli violentissimi per protestare contro la violenza (presunta) degli insulti, invocando pene corporali. Ovviamente riferimenti ancora piùvaghi, niente di verificato, l’importante è commuovere chi capita di lì e non sa/non ha voglia di verificare le fonti.

– Le aziende (in questo caso una banca) sfruttano la situazione per fare Real Time Marketing (notare che dagli “insulti” si passa alle “critiche”.) Tra l’altro non si sono nemmeno sbattuti più di tanto. Dalle critiche si appiccica il fatto che loro la trovino una grande campionessa (cosa che non è mais tata messa in discussione dalle critiche, che invece erano incentrate sull’opportunità politica e sul vestito.)

PS Ovviamente non sto giustificando nessun insulto a Vio né avallando le critiche. Sto dicendo che sono legittime, non che le condivida.

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