Promemoriail Centrodestra e il delfinicidio seriale

In bocca al lupo Parisi. Vai avanti, non ascoltare le critiche che vengono da Forza Italia Berlusconi in un messaggio a Parisi (17 settembre 2016) A Berlusconi probabilmente piace una particolare...

In bocca al lupo Parisi. Vai avanti, non ascoltare le critiche che vengono da Forza Italia


Berlusconi in un messaggio a Parisi (17 settembre 2016)

A Berlusconi probabilmente piace una particolare caccia a punti che potremmo chiamare “delfinicidio” che licenzia in tronco un delfino dopo l’altro, cresciuto dapprima nelle garbate e tiepide acque di Arcore, coccolato e lanciato nell’arena ma poi bracconato nei mari in tempesta del centrodestra italiano. La lista dei quasi eredi sacrificati sull’altare del padre nobile è lunga e annovera nomi di peso come Fini, Casini, Fitto, Tremonti, Formigoni, Bertolaso, Toti. E oggi?

In queste ore la vittima è Stefano Parisi, l’unico anti-Sala che è stato capace non solo di dare filo da torcere al candidato sindaco del centrosinistra a Milano perdendo di un soffio, ma sopratutto ha dimostrato l’irrilevanza che avrebbero i cinquestelle quando il bipolarismo funziona attraverso nomi credibili e programmi alternativi. Altro che antipolitica di maniera, piuttosto il suo contrario. Basta una buona dose di politica costruttiva e intelligente per avere un forte antidoto al non-sense grillino, molto spesso vincente non per meriti propri ma per demeriti altrui. Solo nella debolezza di un progetto politico fra i due poli di sinistra e destra e nella loro indistinzione autolesionista l’approssimazione pentastellata cresce come un fungo; viceversa candidati forti e programmi chiari liofilizzano la politica del vaffa e del click ebete.

Parisi sta sta cercando di avere un ruolo all’interno del centrodestra ma avendo questa situazione di contrasto con Salvini credo che questo ruolo non possa averlo


Berlusconi a Radio Anch’io (15 novembre 2016)

Detta così Parisi è programmaticamente inconciliabile con la destra euroscettico-catastrofista di Matteo Salvini, il cui unico scopo sembra – dicono dalle parti di Parisi – sguazzare all’opposizione e galleggiare nel meraviglioso mondo del quindicipercento. Di contro dalle parti della Lega sgranocchiano squisiti popcorn mentre Berlusconi uccide tutti i suoi figli politici senza “quid” e con essi ogni possibilità di offrire un centrodestra di governo alternativo alla sinistra. Fino a qualche tempo fa si notava il ghigno dei giornalisti quando berlusconi pronunciava la parola “rassemblement” eppure oggi va detto con tristezza e autocritica che il rassemblement – proprio lui, l’ex Cav. – l’ha fatto per davvero ed era riuscito nel coalizzare anime contrapposte fra loro. Vincendo le elezioni.

Che succede oggi? Malgrado Salvini non lo dica in tv, il centrodestra di governo esiste e lavora anche bene nelle regioni del Nord e ci riesce solo con le coalizioni allargate a liberali e popolari, e molti sindaci amministrano con giunte più che valide non prescindendo dalle forze di centro. Quindi la domanda di tanti osservatori è: tutta questa trazione estrema dove porta? Tutto questo baricentro di Salvini esiste per davvero oppure è utile solo in televisione o sui social? Proiettato poi sul piano nazionale che si fa con le istituzioni europee e le diplomazie estere? A quando una partecipazione dal basso con i congressi e le primarie?

A queste domande avrebbe voluto rispondere Parisi ma la sindrome post-berlusconiana non è finita e con essa la costante ed inquietante morìa di delfini.

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