L'ambulanteAttacco a Berlino: Fabrizia Di Lorenzo, bellezza e intelligenza slacciate nei social network

Capita che i social network ci facciano incrociare una persona, restituendoci la sensazione di conoscerla da sempre. Capita raramente. Mi è successo inciampando in un account di Twitter, quello di ...

Capita che i social network ci facciano incrociare una persona, restituendoci la sensazione di conoscerla da sempre. Capita raramente. Mi è successo inciampando in un account di Twitter, quello di Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza di Sulmona dispersa dopo l’attentato al mercatino di Natale di Berlino, un misto di bellezza e intelligenza.

 https://twitter.com/Bizia/status/805851754277507072 

@Bizia, questo è il nickname con cui cinguettava la giovane di Sulmona in trasferta a Berlino per un posto di lavoro. Quel lavoro negato a questa generazione Erasmus che non vuole barattare la propria dignità. Quando la dice lunga il suo ultimo tweet con quell’immobilismo “in mano ai dinosauri”.

Chissà se il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti si sentirà chiamato in causa, annoverato tra “i dinosauri”, dopo la spregevole dichiarazione che ha scatenato l’ira dei social network: “Ce li togliamo dai piedi”.

 https://www.facebook.com/giulianopolettiministro/videos/673250192848244/ 

Le scuse postate in video su Facebook, in uno stile felpato di renzismo da Prima Repubblica, sono state bocciate dal popolo social, che ha visto oltraggiata anche la memoria di Valeria Solesin, la ragazza simbolo dell’Italia ferita durante gli attentati di Parigi dell’anno scorso.

 https://twitter.com/rotanicolas/status/811559966666555392 

Poletti nel video-scusa ha omesso un particolare. Suo figlio Manuel non ha dovuto fare le valige per andare all’estero come Fabrizia o Valeria, perchè tanto il settimanale delle Coop da lui diretto riceve fior fiori di soldi pubblici, sottratti alle tasche di noi contribuenti.
I genitori di Fabrizia, colpiti da questo dolore immenso, riusciranno mai a farsene una ragione per aver visto la figlia “emigrare” e pagare le tasse per mantenere l’ennesimo “figlio di papà” della politica italiana, che predica bene e razzola male?

Per fortuna ci sono i social nework a smascherare “i dinosauri” e a sussurarci la bellezza e l’intelligenza di Fabrizia Di Lorenzo, che ci ha fatto venire, in queste ore di sgomento, una gran voglia di lasciare questa Italia miope, cialtrona, ingrata. Mi piace questa foto di Fabrizia, sembra il fotogramma di un film a lieto fine, un sorriso, il nasino all’insù, tanti sogni galleggianti nel suo sguardo luminoso. Vi ho aggiunto una spruzzata di neve perchè, come ci ricordano i versi di Mogol cantati da Battisti, “quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore”.

Ho spento l’albero di Natale e le sue luci artificiali. Rabbia, dolore, fate voi. Fabrizia e i suoi sogni al buio. Ho pianto.

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