L'ambulanteVoglio un selfie spericolato, uno di quelli che mi fa volare dal tetto di un ipermercato

Voglio un selfie spericolato, di quei selfie fatti, fatti così. Dicono che le bravate dei ragazzi, quelle che possono trasformarsi in un gioco pericoloso, siano cambiate nel passaggio generazionale...

Voglio un selfie spericolato, di quei selfie fatti, fatti così. Dicono che le bravate dei ragazzi, quelle che possono trasformarsi in un gioco pericoloso, siano cambiate nel passaggio generazionale. Gli adolescenti della generazione di mio padre si esibivano saltellando intorno a un pozzo per tirare l’acqua; quelli della mia invece si accontentavano di una feroce sbornia attraverso un girotondo di superalcolici. Oggi è il tempo dei selfie spericolati e non di certo di quelli menzionati dal tormentone musicale dell’anno scorso Siamo l’esercito dei selfie.

Voglio un selfie spericolato, voglio un selfie come quello dei social network. Quante facoltà di psicologia delle università americane continuano a lanciare l’allarme degli adolescenti in ostaggio della cultura del selfie, alimentata dalla voragine dell’ostentazione della bellezza e della popolarità. Noi adulti siamo il loro riferimento e quando ammetteremo con franchezza che, del gioco pericoloso del selfie a tutti i costi, siamo maledettamente complici.

Voglio un selfie, lo voglio pieno di guai. Collezionare “Mi piace” non è come collezionare libri o francobolli, perché il nuovo metro del potere è fatto dall’ammucchiata di like sotto il selfie di turno. La frustrazione allarmante scatta quando il contatore non sale e si passa con disinvoltura dal selfie goliardico a quello pericoloso, che sfida la morte.

Voglio un selfie, vedrai che selfie. Gli adolescenti ci guardano e noi facciamo finta di niente come se poi fossero loro i produttori di tale mostruosità. Ci indignamo per il ragazzo che cade giù dal tetto di un centro commerciale alla periferia di Milano e non per tutti gli adulti spericolati che sono andati incontro alla morte: l’inglese e l’australiana precipitati giù sulla costa portoghese l’estate scorsa per il super summer selfie, giusto per citarne uno. Basterebbe ritagliare cronache di quotidiani o cercare tra le scartoffie della Rete i selfie più audaci che sono costati la vita a tante persone.

Voglio un selfie che se ne frega di tutto. Prima di fare la morale ai nostri figli, guardiamoci allo specchio perché siamo noi adulti i peggiori zombie dei selfie.

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