Passione e Competenza per un'Italia miglioreIl valore generativo della diversità nella formazione

Dawood, Javad, Noor sono tre dei rifugiati che prendono parte al progetto CoLab DISCO - Democratic and Inclusive School Culture in Operation finanziato dal Consiglio d’Europa e dall’Unione Europea,...

Dawood, Javad, Noor sono tre dei rifugiati che prendono parte al progetto CoLab DISCO – Democratic and Inclusive School Culture in Operation finanziato dal Consiglio d’Europa e dall’Unione Europea, che ha l’obiettivo di abbattere gli ostacoli nel processo di integrazione dei rifugiati nei Paesi d’accoglienza. Al progetto partecipano alcune università europee: per l’Italia c’è la Lumsa di Roma, presso cui tengo un corso sul Diversity management e il cambiamento organizzativo.

Il progetto, in un’ottica di educazione all’inclusione e all’accoglienza, prevede il coinvolgimento di alcuni rifugiati con competenze e conoscenze professionali di alto livello nello svolgimento di lezioni, seminari e workshop all’interno dei diversi corsi universitari. Un’innovazione concreta della didattica universitaria che può contribuire in modo significativo al superamento di pregiudizi e stereotipi sui rifugiati e, più in generale, sull’immigrazione.

Ho aderito all’iniziativa e sono convinta che gli studenti, attraverso l’ascolto delle testimonianze dei rifugiati e l’interazione con loro, abbiano maturato una nuova consapevolezza circa la portata dei concetti di esclusione e discriminazione, di apertura al dialogo e di relazione con la diversità, gli argomenti su cui ci siamo a lungo confrontati durante le lezioni.

Nel corso del seminario del 30 maggio su “Le competenze e l’Inclusione” promosso dalla Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento permanente , in cui si è discusso tra l’altro della certificazione delle competenze dei migranti e delle azioni intese al loro empowerment, ho evidenziato come coinvolgere i rifugiati nelle docenze sia un’opportunità per trasferire “competenze di vita”; non solo all’interno di percorsi formali di apprendimento ma anche nelle organizzazioni (come aziende e istituzioni) impegnate nel facilitare al proprio interno processi virtuosi di gestione positiva della diversità.

A fronte di sondaggi secondo cui una larga parte degli italiani percepisce le migrazioni come una minaccia per il Paese, è importante sviluppare strumenti adatti a comprendere e valutare il fenomeno migratorio nella sua complessità, a partire da un linguaggio corretto e dall’uso di fonti attendibili, promuovendo l’inclusione e l’integrazione, a partire dal mondo della formazione.

Una delle grandi sfide che la scuola e l’università devono affrontare è quindi quella di abituare le persone allo scambio, al confronto e alla collaborazione con una pluralità di soggetti provenienti da diversi contesti geografici e culturali, per imparare ad apprendere dagli altri e con gli altri, riconoscendo e valorizzando la diversità come un valore generativo.

Marcella Mallen
Presidente Prioritalia

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta