GovernDanceLa mascherina tutta rosa e cuori

Essere coerenti quando si comunica è doveroso. Soprattutto se sei responsabile della cosa pubblica.

Non sarà sfuggito ai piu, quanto le mascherine siano diventate un elemento dirimente di comunicazione, piu’ o meno intenzionale.

C’è chi le indossa tricolori, chi firmate, chi ordinatamente e chi sghimbesce, chi assolutamente tinta unita, chi ….a cuoricini. Rosa.

La leggerezza con la quale la sindaca Raggi pone la sua mascherina a cuoricini rosa fra se, fra la sua parlata e il mondo, è sorprendente. Mi ha colpito, mentre sullo sfondo si vedevano proteste e cataste di sporcizia, la spontaneità, fluidità, naturalezza, con la quale la sindaca esponeva forte preoccupazione usando un registro visivo frou-frou e squisitamente femminile. Attenzione non quel femminile che colma il gap, ma quel femminile che accentua il gap.

Incoerenza fra leggerezza visual e gravità del messaggio espresso, adattamento ad un contesto drammatico e segnalazione di leggiadria ammiccante. Come spesso sono le comunicazioni della sindaca. Leggere.

Ora sembrerebbe che io abbia preso di mira la sindaca, in realtà mi interessa accentuare come nessuno di noi puo’ sfuggire alla coerenza della propria comunicazione se vuole incidere. Consciamente o inconsciamente, siamo condannati ad una certa sobria congruenza o alla delegittamazione dei nostri messaggi.

E se mi sforzo di ricordarne i contenuti, mi ricordo con maggiore nitidezza il cuoricino della mascherina, che il messaggio. Forse perché il messaggio bucava meno lo schermo del rosa confetto o forse perché le incongruenze sono sempre un pugno allo stomaco quando sono quelli che hanno la responsabilità della cosa pubblica a non riuscire ad essere credibili.

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