Strani giorniLegge Zan e accordo con Forza Italia: è andata grosso modo così

Dialogo semiserio, e inventato, su come è andata la questione dell'accordo con Forza Italia.

La legge Zan è stata modificata con un emendamento che a molti e molte della comunità Lgbt+, e non solo, è sembrato un insulto verso la dignità delle persone che quella stessa legge dovrebbe garantire. Ho immaginato il dialogo tra chi ha voluto questa modifica. Un po’ per riderci sopra, un po’ per riflettere. Deve essere andata grosso modo così.

«Ma quindi nun li potemo più mena’?»
«Non potevi nemmeno prima, eh…»
«Sì, ma allora perché ‘sta legge?»
«Perché mo se li meni è più grave. Ma stronzo eri, stronzo resti».
«Capito. Ma je posso di’ che so fəroci?»
«Sì, si può».
«E che nun devono ave’ fiji, che poi magari fanno li zozzoni pure co’ loro?»
«Sì, puoi dire pure quello».
«Aoh, nun è che me mannano ar gabbio…»
«No no, tranquillo. Anzi se vuoi lo specifichiamo».
«Ecco bravo, mejo esse precisi».
«Ecco qua: “libera espressione di convincimenti od opinioni…”»
«Aoh, nun è che m’arestano a mi’ fijo? Quello c’ha er compagnetto recchione.»
«No no, tuo figlio può continuare a rendergli la vita un inferno. Basta che sta attento, sennò poi è bullismo».
«Quante ne inventate. Comunque mejo scrivelo, pure questo, me sa…»
«E vabbè: “nonché di condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee”. Ok?»
«Ma sicuro sicuro?»
«Sì-ì!»
«Ma n’antro po’ de garanzie? Chessò, ‘a libbertà, ‘a democrazzia…»
«Mi rovino: “nonché di condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte”. Va bene?»
«Ora me pare perfetto. Però nun t’o voto lo stesso».
«E perché?»
«Perché so fəroci. L’hai detto tu che c’è libertà de penziero».
«C’hai ragione pure tu, c’hai».

P.S.: si ringrazia Giovanni Gugliantini per la consulenza linguistica.