GovernDanceOperazioni di mercato o…operazioni di pancia?

Ma siamo certi che certe operazioni di mercato non celino semplice rivalità fra vecchi colleghi manager?

A ben guardare la frenesia con cui alcuni capitani d’industria (o sedicenti tali) e alcuni grandi manager di organizzazioni finanziarie (o sedicenti tali) si stanno agitando intorno ad operazioni di mercato (o sedicenti tali), viene il dubbio che il motore non siano le razionali sinergie industriali o le possibili logiche di acquisizione di nuove quote di mercato, ne che vi possano essere valutazioni analitiche alla base di tale iperattività.
Se questi sedicenti tali, fossero nell’età infantile, potremmo addirittura azzardare una diagnosi di DDA -disturbo da deficit da attenzione, frequentemente associata appunto a disordine motorio.
Nulla di tutto questo.
E’ la vita che scorre, che lascia i segni di un’identificazione mai risolta con il mondo del denaro, del potere, del riconoscimento che gli altri ti danno per quello che fai e non per quello che sei, che sfocia nella disperazione dei molti, troppi, manager attaccati ad uno scranno non sufficientemente alto per farne dei servitori di padroni, ma solo dei servi di altri servi. Eppure pare sia sufficiente per raccontarsi, intimamente, di essere importanti, di valore, essenziali al Paese, con una malcelata retorica che scopre il fianco ad interessi stranieri anche quando si ostenta il dialetto della propria regione d’origine.
Una grande confusione in cui si scambia la prosopopea con la dialettica, il potere col ricatto, la persuasione con l’intimidazione.
E poi ancora il motore rancoroso di chi sa di non avere piu’ tempo per una prossima scalata, un’ulteriore promozione, l’ennesima dimostrazione di forza muscolare, poiché quella umana e nobile, in questa vita, non la si è ancora incontrata.
Il movente che fa di ogni omuncolo un lupo, in questi giorni viene rappresentato anche sulle prime pagine dei giornali e, alcuni, si fanno imbabolare dal distorto senso di successo che trapela dall’ignoranza di scribacchini a libro paga dei summenzionati sedicenti tali.
Alla fine, il tempo è signore e affermerà, magnanimo come sempre è nel lungo periodo, i valorosi e gli stolti. Non c’è bisogno di aspettare il Giudizio Universale, basterà, fra qualche anno, volgere lo sguardo al Paese; se avranno vinto i monopolisti, imprese, investitori e start-up saranno spazzati via, saranno altrove, in luoghi maggiormente saggi ed accoglienti. Se avranno vinto quelli che la sofisticazione strategica e la lungimiranza la usano al servizio del collettivo, il nostro Paese sarà di nuovo promulgatore di una politica industriale di successo, di eccellenze verticali e di innovazione esemplare. E’ facile augurarsi la seconda, è ancora piu’ facile temere che vincerà la prima. Operazioni di pancia a scapito di operazioni di mercato.

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