Oggi voglio parlarvi del libro di Francesco Guccini, Tralummescuro.
Il libro
Radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore dell’ ispirazione artistica di Francesco Guccini. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana – piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori – e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l’italiano e il dialetto, come da sempre ama fare.
La mia lettura
Chi siamo? Chi siamo stati? Tralummescuro, è un racconto personale che spinge a ripensare al proprio percorso, è una presa di coscienza che ci sospinge verso un “luogo interiore”.
Raccontare e raccontarsi è congiungimento, questo è Tralummescuro, la lingua intima, famigliare, l’identità narrativa di Francesco Guccini è quella di sempre, carica di nostalgia, pregna di suoni, colori, Guccini recupera uno a uno i ricordi, li strappa all’oblio perché accidenti! Memoria e reminiscenza sono sempre in lotta e quante sono le volte che è l’oblio a vincere? Tante! E se è vero che dobbiamo convivere con la “frattura” tra il passato e il presente è anche vero che solo la memoria ci permette di pareggiare tra i vuoti e i pieni della nostra vita.
Chi conosce Guccini sa bene che ha raccontato spesso quel momento di rottura nella trasmissione della memoria tra una generazione e l’altra, la perdita definitiva di un mondo legato alla terra, alla montagna, che oggi è impossibile rivivere perché non è più supportato da qualcosa di concreto, di “verificabile”, Tralummescuro è l’insieme delle narrazioni, dei ricordi che Francesco Guccini rievoca per dare conto a se stesso della propria esperienza.
Quanta nostalgia per la “gente che hai visto discutere se fosse miglior poeta Tasso o Ariosto, che improvvisava di poesia in ottava rima, che portava nella cassetta di legno con un po’ di biancheria di ricambio, quando andava alla macchia a fare il carbone di legna o a fare il minatore di galleria, l’Inferno di Dante, o la Gerusalemme, o l’Orlando […] Era una civiltà e una cultura parallela a quella ufficiale, che però tutti possedevano pienamente”.
Cosa ne è stato dei riti collettivi, della memoria comune tramandata in famiglia, cosa è stato del mondo dei nostri genitori, nonni e, nel caso di Guccini del suo stesso mondo?
Io mi sono domandata cosa è stato anche del mio mondo di bambina che comunque era molto diverso da questo in cui ora, adulta, mi barcameno …
Fin da ragazzina sono sempre stata “ossessionata” dal tempo come Gulliver! Il tempo è il cardine su cui ruota la nozione stessa di cambiamento, alla retorica del divenire possiamo facilmente opporre l’immagine del permanere, il futuro diventa presente e il presente passato … ma “trattenere” il passato, tenerne traccia è qualcosa di necessario e Tralummescuro alterna quel che fu con quel che è e … “Signoremio” quanto è povero il presente!
Il mondo contadino che ci racconta Guccini è un qualcosa che si poteva raccogliere in una sorta di “trama unitaria” ma il presente scaccia il passato, tutto nasce dalle ceneri di ciò che è stato e la pretesa è di scandire con la cesura del proprio esserci il fluire degli eventi ed eccoci quindi a un’epoca in cui …
“D’estate, nei mesi di luglio e agosto, si riempie di turisti vocianti addobbati in improbabili fogge di scarpinatori che arrivano al rifugio in un’orda barbarica di bambini starnazzanti, telefonini squillanti, radio canzonettiere e cani di varia stazza e foggia diversamente baianti”
Ho ripensato io alle “sporte” piene di ciliegie di mia nonna, alla schiusa delle uova in maggio, tutti quei pulcini fragilissimi che uscivano dalle uova custodite con cura dalla “gallina ovarola” che ricorda anche Guccini, alle “vesce” cercate e trovate, anzi colte, perché tante ne erano!
Ognuno di noi, credo, sente quel bisogno universale di raccontare la propria memoria, di provare a capire la direzione della propria esistenza e di lasciare una traccia di noi stessi che ci sopravviva oltre il tempo vissuto, le pagine di Tralummescuro vi portano dai racconti di Guccini ai vostri e il viaggio è bellissimo.
Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto di Francesco Guccini
Giunti Editore Pagine:288 p., Rilegato € 19,00