GovernDanceMario Draghi e il suo messaggio a Rimini: il coraggio della responsabilità

E' cosa buona e giusta fare autocritica rispetto a cio' che le generazioni piu' adulte lasciano a quelle piu' giovani ed è nell'ordine naturale della vita

Quando parliamo di lasciare ai giovani maggiore spazio non lo facciamo in un’ottica protezionistica o per sollevarli dalle loro responsabilità, come invece pare sia stata la critica espressa da alcuni, nei confronti dell’esortazione di Mario Draghi durante l’incontro di Rimini.
Si tratta di restare lucidi di fronte alle nostre responsabilità; non contano le intenzioni, ma cio’ che risulta dalle azioni. Le generazioni che si sono succedute dai baby boomers inclusi in poi, fino ad arrivare ai quarantenni di oggi, mostrano un crescente disinteresse per la cultura, la conoscenza, la consapevolezza, la visione a lungo termine e la pianificazione del futuro in ottica di sommo bene e interesse collettivo. Non sarà piacevole sentirselo dire, ma i dati mostrano esattamente questo: inasprimento delle disuguaglianze, abbassamento generalizzato nell’offerta formativa nei ranking internazionali, scarsa attitudine di agglomerazioni industriali nel privato, continuo aumento delle inefficienze nelle realtà pubbliche, depauperamento delle risorse pubbliche in ogni ambito. Sistema sanitario e giudiziario fra i peggiori in Europa in termini di gestione, efficacia, efficienza.
Questa eredità l’abbiamo costruita nel corso degli anni con le nostre scelte, scellerate e frammentate, ignare di una qualsiasi idea di politica industriale per il Paese. L’amarezza che ne deriva, per chi invece avrebbe voluto impattare diversamente e non ci è riuscito non è sufficiente a compensarne il danno.
Cosi, ci si ritrova fra anime affini, a domandarci cosa possiamo fare di diverso, come possiamo profittare di questa sciagura legata al Covid, evitando che resti insensatamente
inutilizzata nei suoi aspetti di insegnamento evolutivo per tutti noi. Fare di necessità virtu’ e, una volta passata l’emergenza, coltivare le virtu’ apprese e nuove, potrebbe essere un modo per iniziare a risarcire i danni fatti e plasmare una diversa eredità per i nostri figli. Del resto ogni buon genitore si interroga su cosa di meglio lasciare ai propri figli, non vedo cosa ci sia di male a farlo in maniera allargata per quei figli del mondo che sono il futuro di tutti noi.
Per questo ho anche molto apprezzato l’invito del Country Manager di Generali Italia, Marco Sesana, a fermarci, a prenderci un momento di riflessione sul come scaricare a terra i nostri propositi futuri, anziché sfornare semplicemente idee. La differenza, infatti, sta nell’azione, non nell’enunciazione teorica. Anche questo, ormai, dovremmo averlo imparato. O no?

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