Notes da (ri)vedereL’Italia e l’apprendimento online: una relazione ancora da rafforzare

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La scuola apre nuovamente le aule agli studenti con la didattica in presenza, adottando specifici protocolli di sicurezza, dopo aver vissuto un momento decisamente innovativo con la didattica a distanza, a seguito del lockdown imposto per diminuire la diffusione del contagio del Coronavirus. L’apprendimento online ha colto alla sprovvista la maggior parte delle famiglie italiane che non erano adeguatamente preparate e attrezzate. È sufficiente pensare che ben il 27.5% degli studenti italiani non aveva a casa un computer a disposizione con una connessione internet stabile.

Dal canto suo anche la scuola non era preparata e i professori, sia nel settore pubblico sia in quello privato, nella maggior parte dei casi non avevano ricevuto una formazione adeguata sulla formazione a distanza. Tutto questo è il risultato di una spesa pubblica per l’istruzione per singolo studente che si posiziona terzultima a livello europeo.

È stata proprio Preply, la piattaforma dedicata all’apprendimento online delle lingue, ad analizzare i fattori principali che facilitano il diffondersi del e-learning in un paese.

Analisi dei dati

Passiamo all’attento studio di Preply nel quale osserviamo diversi fattori. A cominciare dalla velocità media di Internet sul territorio nazionale: in Italia raggiungiamo 60 Mbit al secondo, solo la metà di altri paesi europei come Spagna e Francia.

Un altro aspetto da tenere in debita considerazione è stata la remunerazione di coloro che si occupano dell’insegnamento online. In questo caso, però, ci difendiamo bene con un dato che rientra nella media degli altri paesi analizzati (17 euro all’ora). Siamo in linea rispetto ad altre nazioni come Olanda e Svezia, anche se inseguiamo la Danimarca e siamo davanti alla Spagna.

«Siamo convinti che l’e-learning abbia un grande potenziale – ha detto Kirill Bigai, CEO di Preply – per migliorare le opportunità educative a livello globale. La pandemia da Coronavirus ha fatto emergere come le opportunità di insegnamento a livello digitale siano ancora mal distribuite. Ma ci sono discrete opportunità per cominciare a investire nelle infrastrutture digitali necessarie per la conversione verso l’apprendimento online. Questo è lo scopo dello studio: scoprire in che misura gli studenti hanno accesso a quegli strumenti e quelle risorse digitali adeguate allo scopo».

Nella graduatoria generale raggiungiamo il 22esimo posto su 30. Quelli citati sono solo alcuni degli aspetti da migliorare. Per una più attenta lettura dei dati e della metodologia impiegata, è possibile seguire questo link.

 

All’interno di questo contesto, la piattaforma online Preply favorisce l’incontro tra studenti volenterosi di apprendere una lingua straniera e oltre 15.000 tutor in tutto il mondo. In particolare, l’algoritmo aiuta ogni studente a trovare il tutor più adatto che riesce a soddisfare le sue esigenze in termini di fasce orarie disponibili, di livello iniziale di conoscenza di una determinata lingua, compreso il budget a disposizione. Conviene sottolineare che dal 2013 sono state effettuate due milioni di lezioni e il numero è destinato ad aumentare, specialmente in un periodo durante il quale è consigliabile evitare luoghi affollati.

Francesco Fravolini

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