E(li's)booksUna voce sottile di Marco Di Porto. Recensione

Un romanzo fatto di destini intrecciati, che riesce a compiere il miracolo di far rivivere per noi le atmosfere, la religiosità, i sapori e i colori di quel mondo un tempo felice. (Lia Levi)

Oggi vi racconto Una voce sottile, di Marco Di Porto

Il libro

 Siamo negli anni trenta del Novecento e Solly è un ragazzo sensibile e intelligente che fa parte della piccola comunità sefardita di Rodi, dove gli ebrei in fuga dalla Spagna avevano trovato riparo alla fine del XV secolo. Inseguendo i protagonisti di Una voce sottile, ci ritroviamo in un piccolo mondo, antico e vitale, “un mondo straordinariamente felice”, dove le vessazioni imposte dal fascismo sono stemperate dalla gioia degli affetti e delle tradizioni. Con l’ausilio di un’accurata ricerca storica e di una sensibilità non comune, Marco Di Porto racconta la storia di suo nonno, Salomone Galante, attraverso un romanzo storico che è anche il tentativo di ricostruire la vita di una comunità ebraica ai margini del Mediterraneo nei feroci anni del nazifascismo.


La mia lettura

Nel 1912 Rodi era colonia italiana, tra gli abitanti c’era anche un nutrito gruppo di ebrei sefarditi originari della Spagna che avevano  trovato nell’isola greca pace e serenità nella più completa integrazione sociale fino a quando la violenza del fascismo si spinge fino a quest’angolo di paradiso.

Una voce sottile è un romanzo storico che parte dalle vicende familiari dell’autore, Marco Di Porto, il protagonista principale della storia è suo nonno Solly, unico sopravvissuto alla deportazione.

Il racconto di Marco Di Porto, anche nei suoi momenti più tragici, mantiene uno stile narrativo senza inutile enfasi, la ricostruzione dei fatti storici è puntuale e mai didascalica, le atmosfere e i sentimenti sono irrorati dalla bellezza naturale dei luoghi che contribuisce a rendere l’idea della tragedia, dello strappo, che si consumerà a tradimento.

Ho trovato bellissimi i discorsi sulla fede che Solly fa con l’amica Rachel, il disincanto di lei, le riflessioni profonde di lui che riesce a non traballare neppure davanti all’altrui disprezzo quando tutto comincerà a disgregarsi.

E’ bello il titolo, Una voce sottile, così è la voce di Marco Di Porto e sottile era la voce di suo nonno, degli altri ebrei della comunità di Rodi. Questo romanzo arriva in un momento difficile e leggendolo ho pensato che è un bene perché è sempre importante costruire, o ricostruire se preferite, una memoria educativa quando le difficoltà sono maggiori.

Le parole pacate di Marco Di Porto mi hanno rimandato ad un film di qualche anno fa di Ruggero Gabbai, “Il viaggio più lungo”, dedicato proprio alla storia della deportazione ad Auschwitz dell’intera popolazione ebraica di Rodi.

Ho trovato commovente, in Una voce sottile, lo sgomento, la sorpresa, di queste persone che si sono viste tradite dagli italiani, da quelli che, subentrati al dominio turco, avrebbero dovuto rappresentare un futuro nuovo, offrire migliori opportunità di vita e invece …

Quella degli ebrei di Rodi, che erano cittadini italiani a tutti gli effetti, è una storia trascurata, poco raccontata dagli italiani e dai greci. Nessuno, sino ad ora, né l’Italia né la Grecia, si è voluto far carico del loro ricordo e quindi trovo importante questo romanzo di Marco Di Porto che sarà, per chi vorrà leggerlo, una lettura di cui ricorderete soprattutto (e nonostante tutto ) l’amore di cui è testimonianza.

Una voce sottile di Marco Di Porto – Giuntina edizioni
Prezzo libro: 15,00 sul sito dell’editore  € 14,25 Prezzo ebook: 8,99 €

Pagine: 186
Legatura: Brossura

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