E(li's)booksI leggeri di Nairobi di Marco Ciriello

"Lei ci pensa mai ai lettori? Per chi mi hai preso? Per Grisham?"

Il libro

I leggeri di Nairobi è un romanzo costruito come una sinfonia in tre movimenti. Intorno al protagonista, Muhammad Ali Okayo, a Nairobi, convivono molte altre storie, di un’Africa che ha recepito i sogni di Binyavanga Wainaina, scritte dal carcere da un prigioniero che ricorda Ngugi wa Thiong’o. C’è un medico italiano, figlio dell’uomo che curò Abebe Bikila, un tennista americano che dopo l’undici settembre è andato in missione in Afghanistan, un giornalista erede di Hunter Thompson, un lottatore di sumo che fonda la prima squadra ciclistica keniana, un sosia nero di Hemingway, i registi Zemeckis e Scorsese, il presidente cinese Xi Jinping, e sopra di loro c’è il primo viaggiatore abusivo dello spazio e tantissimi altri, per un romanzo che incrocia Stefano Benni con Kurt Vonnegut e Paco Ignacio Taibo II: mescolando sport, thriller e comicità.

La mia lettura

Ho letto diversi libri di Marco Ciriello e l’unica cosa che ho capito è che bisogna assecondare il suo talento, evitare di provare a incasellare la sua creatività in un genere prestabilito quindi posso solo dire di leggere I leggeri di Nairobi e … astenersi perditempo!

Il protagonista di questa storia è Muhammad Ali Okayo, è keniano ed è un vero fuoriclasse nella corsa, in lui riconosciamo tutte le caratteristiche che siamo abituati a trovare nei giovani atleti africani che nascono e crescono in posti dove la corsa è probabilmente uno dei pochi se non l’unico divertimento,  l’atletica è lo sport nazionale in Kenya e i corridori kenioti infatti vedono le competizioni di corsa prolungata come il mezzo principale per fuggire dalla povertà quindi il giovane Alì questo è.

Muhammad Ali Okayo diventa l’obiettivo di un fantomatico programma sviluppato da una società americana che cerca in tutto il mondo atleti da “contrattualizzare” come testimonial di un prodotto: un paio di scarpe, e il giovanissimo keniano rappresenta il non plus ultra per la loro strategia commerciale … ma anche per il governo cinese che ha tutto l’interesse a neutralizzarlo o naturalizzarlo per assicurarsi la vittoria alle Olimpiadi di Tokyo 2020!

I questo intrigo internazionale ricchissimo di humor conosciamo Wu Liangyong, potente ministro cinese per le Conquiste Sportive:

La vita del ministro per le Conquiste Sportive era tutta nel salto da un elenco all’altro, quando non compilava elenchi, una avvincentissima saga di nomi e dati, Wu Liangyong si metteva in salvo guardando video e foto della cantante Rihanna o comprando online cose che la riguardavano. Cresciuto col mito delle bambole occidentali, aveva trovato nella cantante l’evoluzione nera del suo sogno bambino

William Vollman il presidente della NK che vuole lanciare sul mercato le migliori scarpe da corsa al mondo:

La duttilità tattica di Vollman lo portava ad essere un fondamentalista della favola e poi ad assumere anche il ruolo del pragmatico che decideva quali prodotti avrebbero avuto una biografia economica e quali no.”

L’allenatore di Muhammad, il dottor Augusto Boetti:

era stato un abortista a Bombay, un chirurgo plastico a Manila, ma aveva cominciato con una associazione umanitaria in Pakistan.”

E tanti altri.

Ma di cosa parla veramente I leggeri di Nairobi?

Io dico che parla (anche) di sport come metafora di vita ma che però a sua volta la vita è metafora di letteratura, di scrittura, perché una storia può essere, per chi la scrive, sintesi della stessa umanità.

I leggeri di Nairobi parla di amore per la scrittura è un tripudio di rimandi a opere e autori della letteratura mondiale, il bambino africano sfruttato e strumentalizzato di questa storia è “ombra parlante” nella caverna di una trama limitata, tutto il resto è luce, è la chiave che l’autore ci porge per liberarci dal Truman Show.

Questa storia trascende l’autore che si incarna in essa.

Non posso raccontarlo questo libro senza sminuirlo o esagerare o rischiare di dire a quelli che son di bocca buona “non lo comprate che non fa per voi”, però mi viene una citazione per quelli che di sicuro abboccano agli ami di Marco Ciriello e vogliono avventurarsi ancora nella sua scrittura:

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo  [ I leggeri di Nairobi di Marco Ciriello]. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa.”

E non saranno pagine inamidate di ovvietà, quale fosse l’intenzione dell’autore magari ce lo spiegherà lui stesso, noi lettori abbiamo il diritto di divertirci e il dovere di condividere perché quella dell’autore è “intenzione umana in forma di linguaggio”.

Che cosa è la letteratura americana? Il post 11 settembre, il post Pearl Harbour, Indianapolis, Lincoln e Toni Morrison che pregano insieme, Bill che scopa dove loro hanno pregato, il Vietnam di Conrad, e il deserto di Antonioni, Jack che ride con Peter e Denis alla maratona di New York in chopper, le cosce di Marilyn, i marlin di Hem e la balena di Melville, l’eterna infanzia di Vonnegut, l’eterna maturità di McCarthy, i pesci banana di Salinger sotto l’arcobaleno di Pynchon, la lotteria di Shirley, Wallace che non dice ed Ellis che non ammette, i pompini di Zelda a Scott, la presidenza Sinatra, il capanno da surf dove dormiva Bruce, le moto di Dylan, la stella da sceriffo di Elvis, il mitra di Malcolm, le cosce di Ali che Ginsberg avrebbe preso a morsi, noi – tutti – mangia spaghetti di Martino e Jay Pignatelli di Dos Passos, le tute di James Brown e i sorrisi di Charlie Brown, le perizie di Gaddis, Jack che prende il vento in faccia, Pound in manicomio, Twain che fuma su un cazzo di battello, il campo di cotone sulla schiena di Liston, Kirk che se ne fotte e aiuta Dalton, la foto di Stanley all’America che piange FDR, i barbieri di DeLillo, ogni volta che parla Clint, le bugie di Orson, la mazza di Di Maggio, le giacche di Talese e Wolfe, Johnny che picchia la mamma di Ellroy e Mailer che lo teorizza, e poi che cazzo ne so.”

I leggeri di Nairobi di Marco Ciriello

Rubbettino editore

Pg 162 brossura € 13,30

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