BabeleL’industria del ciclismo sul web: numeri e interessi

La domenica siamo abituati a vederli con passo scattante sulle strade delle nostre città, quasi sempre in gruppo. Il ciclismo ormai è diventato a tutti gli effetti uno sport alla portata di tutti e, vista la grande diffusione di questo sport, il web non si è lasciato sfuggire l’occasione ghiotta di inserirsi in questo florido mercato fatto di clienti appassionati che richiedono pezzi pregiati da montare sulla loro bicicletta da corsa.

 

Ciclismo ed e-commerce, in espansione le aziende che vendono online

Il ciclismo è uno sport settoriale, l’esperto è sempre alla ricerca di pezzi particolari e gadget per corredare la propria esperienza  anche sul web come su Ortlieb, dove l’utente cerca prodotti e oggetti che nel normale negozio di paese difficilmente può trovare.
Il mondo degli e-commerce ha abbracciato a pieno questa particolare tipologia di prodotti, favorendo magazzini e industrie che possono tenere un prodotto senza scadenza anche per diversi mesi in deposito, andando così a contrastare apertamente il gioco dei maggiori e-commerce sulla rete.

La specializzazione dei diversi e-commerce del mondo del ciclismo ha permesso loro di imporsi davanti ai concorrenti multi-prodotto che tendono a giocare sul prezzo, vendendo prodotti base che possono andare bene a tutti i clienti. Totalmente diversa è l’esperienza che accoglie gli utenti sui vari e-commerce, usati come negozi online dai classici negozi che hanno deciso di essere reperibili in tutta Italia.

L’ e-commerce e la sua difficoltà nel comunicare l’esperienza, è sicuramente una delle più grandi sfide per chi decide di aprire un’attività online che vende pezzi di ricambio e oggettistica per biciclette.

 

Il ciclismo come business, un mercato molto interessante

Anche se è uno sport di nicchia, il ciclismo negli anni è stato capace di muovere diverse economie grazie all’interesse delle persone e all’interessamento delle varie industrie.

Uno studio dell’università di Cardiff, ha calcolato che per assistere ad una gara di ciclismo, mediamente ogni spettatore ha speso 34 sterline per lo spostamento verso la tappa, 150 sterline per vitto e alloggio e altre 180 sterline per attività turistiche, merchandise e acquisto di prodotti.

Se rapportiamo al cambio in euro, ogni spettatore che si reca a visitare una tappa di un grande evento di ciclismo mediamente spende 300 euro in tutto l’indotto che circonda il settore del ciclismo e non solo.

Se contiamo una media di presenze ad ogni evento importante di 10.000 persone (numero al ribasso) possiamo stimare che, ad ogni evento, ci sia un indotto di spesa che sfiora i 3.000.000 di euro.

Queste cifre sono assolutamente in linea con la spesa media di chi si reca a vedere un evento, ma questi soldi sono anche rapportabili ai ciclisti della domenica che si avventurarono in viaggi lunghi e che molte volte sostano durante la giornata in vari bar e/o ristoranti per rifocillarsi durante il percorso.

 

Il ciclismo enogastronomico: la vera rivoluzione del 2020

In questo 2020 fatto di distanziamenti ed attenzioni, una nota di merito va sicuramente riservata alla nascita del ciclismo enogastronomico come fonte di reddito sia per gli organizzatori sia per le aziende presenti sul tragitto.

Esistono dei veri e propri gruppi social che organizzano gite in bicicletta con tappe già organizzate presso cantine e/o attrazioni turistiche con guide già confermate sul luogo. Il tutto viene organizzato settimane prima, portando sul territorio un centinaio di persone che normalmente non escono e non viaggiano su percorsi alternativi.

Un business organizzato prettamente sui social, che sfrutta per la sua organizzazione piattaforme gratuite e include partecipanti di tutte le età ed estrazione sociale.

L’indotto è silenzioso ma molto presente: meccanici, ristoranti, negozi di vestiario e negozi di vendita di biciclette, essenza reale di questo business che nei prossimi anni avrà sicuramente un boom economico.

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