Lo Stato ci sta obbligando ad avere account Google o Apple?

L’ Italia è una Repubblica fondata sullo smartphone.

È un percorso iniziato con la direttiva europea PSD2 a causa della quale lo smartphone diventa obbligatorio per avere un conto online infatti la direttiva impone che i pagamenti digitali debbano essere autorizzati autenticando l’utente con almeno due elementi di riconoscimento. Le opzioni tra le quali le banche possono scegliere sono tre in totale:

  1. Utilizzare un oggetto che possiede solo il cliente. In questo caso quasi tutte le banche hanno individuato lo strumento che (quasi) tutti noi possediamo privatamente: lo smartphone.
  2. Ricorrere a una caratteristica univoca del cliente. Si tratta solitamente di un fattore biometrico e anche qui entrano in gioco gli smartphone, o meglio, le loro funzionalità di scansione ad esempio delle impronte digitali e/o di riconoscimento facciale.
  3. ottenere un’informazione nota solo al cliente, come un PIN o una password.

Questa procedura di Strong Customer Authentication (SCA) rispetta i tre pilastri della sicurezza: possesso, conoscenza, inerenza. La direttiva non obbliga all’autenticazione via smartphone ma ha portato le banche, chiaramente, in questa direzione e, alcune di esse, non lasciano alternativa all’autenticazione via app obbligando quindi i propri clienti al download delle stesse.

Venendo però a qualcosa di più recente ovvero all’ app IO ed allo SPID.

Per poter accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione online ho necessità di possedere lo SPID, il metodo più utilizzato (e gratuito) per averne uno è quello di rivolgersi alle Poste con il loro PosteID: tutto bene anche per gli anziani che sono clienti abituali degli sportelli gialli diffusi capillarmente in tutto il paese ma… per autenticarsi con il PosteID è obbligatorio avere l’app PosteID disponibile su Android e iOS altrimenti No way!

Ma d’altronde non vi è modo neanche di accedere al nuovo portale dei servizi pubblici IO che è stato pensato prima come app per Android e iOS ed, in seguito (speriamo), avrà una sua versione per web browser ovvero veramente universale ed alla portata di tutti.

Insomma pare proprio che per essere cittadini della Repubblica Italiana bisogna essere prima di tutto utenti di due aziende private americane, tutto bene?

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