Il libro
Merci, Monsieur Dior
E’ il 1946. In fuga da un fidanzamento infelice e dalle ristrettezze della vita di provincia, Célestine lascia la Normandia per cercare fortuna a Parigi. Qui è accolta dalla sua migliore amica Marie, che lavora come cameriera e la guida attraverso la città che sta risorgendo dagli orrori della guerra. Finché Célestine non si imbatte in un annuncio per un posto da segretaria: non immagina certo che di lì a poco si ritroverà nel sontuoso palazzo dello stilista Christian Dior, in crisi per la presentazione della sua prima collezione. La naturale grazia di Célestine incanta Dior, dandogli l’ispirazione per la nuova linea. In una città in cui la gente, dopo le privazioni della guerra, ha un disperato desiderio di ritrovare la bellezza, le creazioni di Christian Dior sbocciano come fiori, presentando uno stile e un’idea di femminilità completamente nuovi e incantando le parigine con la loro raffinatezza.
La mia lettura
Come avrete capito io leggo di tutto e quando voglio rilassarmi davvero punto dritta a qualche storia un po’ romantica, possibilmente con cenni storici e qualche spruzzata di verità, il tanto che basta per farmi sognare ad occhi aperti.
Ho voluto leggere Merci, Monsieur Dior attratta dalla copertina che come potete vedere rimanda subito ad uno dei magnifici abiti che l’emergente Christian Dior cominciò a disegnare in una Parigi provata dalla guerra.
Quello che mi ha più divertita leggendo Merci, Monsieur Dior sono state proprio le cose che ho scoperto di questo stilista la cui fama e il cui talento hanno continuato a crescere anche a distanza di decenni dopo la sua morte avvenuta in Italia a Montecatini il 24 ottobre 1957, aveva solo cinquantadue anni.
In fondo al romanzo, che è frutto della fantasia dell’autrice Agnès Gabriel, c’è un bibliografia che cita tutte le fonti a cui ha attinto per raccontare Dior, mi sono presa la briga di andare a controllare anche perché confesso che non sapevo praticamente nulla della vita dello stilista e neppure delle sue creazioni (sarà che è talmente inarrivabile … ) per cui leggendo il romanzo e curiosando in rete ho scoperto che:
ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Granville, era normanno, che lavorò per sei anni con Lucien Lelong il quale fu anche maestro di Balmain e di Givenchy.
Il primo atelier di Dior a Parigi era in avenue Montaigne, amava molto i fiori soprattutto il mughetto che comprava a Parigi da una fioraia che aveva allestito una serra solo per lui … nel romanzo la protagonista ha il compito di andare puntualmente a comprare fiori per lo stilista alla fioreria Lachaume in rue du Faubourg Saint Honoré!
Chiamò la sua prima collezione “Ligne Corolle” ho cercato i vari modelli e che meraviglia erano … la sua prima direttrice delle vendite fu una sua cara amica: Madame Suzanne Luling, una donna che eserciterà un grande potere nel mondo della moda.
Carmel Snow, temutissima redattrice di Harper’s Bazaar fu quella che, dopo la prima sfilata di Dior commentò: “ My dear Christian, your dresses have such a new look”.
E sapete qual è il famoso tailleur Bar? Io me ne sono innamorata solo a guadare le foto.
Agnès Gabriel ha scritto una storia dove solo apparentemente la protagonista è l’ingenua Célestine, questa storia è stata ispirata guardando una mostra dedicata a Dior, è stato un modo per rendere omaggio ad un uomo gentile, talentuoso.
Chi non ha sognato almeno una volta di avere in regalo abiti disegnati da un grande stilista? Célestine riceveva in regalo i cosiddetti abiti incompiuti o respinti, quelli cioè che lo stilista disegnava ma che poi non entravano nelle sue collezioni … un po’ come succedeva alle competitive e zelanti assistenti di Miranda Priestly che prendevano abiti e borse che “avanzavano” dai servizi fotografici!
In Merci, Monsieur Dior c’è anche la Parigi del dopoguerra con i suoi caffè, i musei, gli scorci sui monumenti che vorremmo subito andare a rivedere perché di sicuro viene voglia di prendere l’aereo e andare a fare un bel giro ai magazzini Lafayette o di andare nella campagna di Grasse a cercare lo Château de la Colle Noire, situato a Montauroux e acquistato dallo stilista nel 1951.
Una lettura leggera sostenuta da una prosa seria per questo romanzo al femminile che mi ha regalato qualche ora di assoluto relax e anche molti spunti per scoprire tante cose sul re della moda, Monsieur Dior.
Per esempio: lo sapevate che Dior ha scritto un libro di ricette? “La cuisine cousu-main “? A la Colle Noire coltivava fiori ma anche frutta e verdura, addirittura produceva marmellate stagionali!
I suoi colori preferiti: rosa e grigio
Il suo primo profumo fu Miss Dior del 1947 (io l’ho usato per molto tempo e mi sa che ricomincio!) e lo creò per sua sorella Catherine.
Ma non posso rivelarvi tutto altrimenti che lo comprate a fare il libro?
Merci, Monsieur Dior di Gabriel Agnès
Traduzione: Roberta Zuppet
Giunti Editore
Pagine: 432 p., Brossura € 14,90