BabeleQuali sono i fondamenti della green economy?

Nel corso degli ultimi anni le attenzioni dei governi e dei vari enti sono state incentrate tutte verso la questione ambientale. Una questione che è stata affrontata in maniera importante e che ha prodotti diversi risultati anche in campo lavorativo.

Tra i fattori più importanti introdotti nel corso degli anni c’è la green economy, ossia l’insieme delle attività produttive che mirano a ridurre il loro impatto sull’ambiente attraverso nuove fonti di energia, innovazioni tecnologiche e riduzione degli sprechi.

Si tratta, in pratica, della continua ricerca di nuovi modelli di sviluppo che puntano alla sostenibilità ecologica in campo lavorativo. Non a caso sempre più aziende e realtà hanno deciso di investire nel mondo green, ottenendo risultati inimmaginabili fino a qualche anno fa.

La situazione in Italia

Lo sviluppo della green economy ha interessato i maggiori Paesi nel mondo e non solo. In Italia la situazione si evolve a grande ritmo e secondo gli ultimi dati oltre 432 mila imprese italiane negli ultimi 5 anni hanno investito in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2 (o prevedono di farlo entro quest’anno).

Inoltre, secondo statistiche nel nostra Paese ci sarebbero circa 3,1 milioni di lavoratori che operano in questo settore. Nel corso dell’ultimo anno circa il 21,5% delle imprese ha investito su prodotti e tecnologie green. Inoltre, nel prossimi 5 anni, si prevede che l’economia circolare e sostenibile offrirà un’opportunità di lavoro su 5 sia nel settore privato, sia in quello pubblico.

Pensiamo ad esempio al fotovoltaico, uno dei settori più importanti per questo nuovo concetto. Nel 2009 erano circa 71 mila gli impianti fotovoltaici nel nostro Paese, per una potenza complessiva di poco più di 1000MW. Oggi gli impianti sono 820 mila, per una potenza che supera i 20.000 MW. Negli ultimi 10 anni nel mondo si sono investiti oltre 2.600 milioni di dollari in rinnovabili, di cui 1.300 nel solare e mille nell’eolico.

I fondamenti della green economy

Sono diversi i fondamenti della green economy, a partire dalla tutela del clima e dell’ambiente. Non a caso nel 2015 presso le Nazioni Unite è stata sottoscritta l’agenda che contiene i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che costituisce un quadro di riferimento indispensabile per l’Italia. Le politiche nazionali, regionali e locali dovranno pertanto rispettare tali obiettivi. Altro concetto fondamentale per la green economy è l’economia circolare. Un concetto molto caro al nostro Paese visto che l’Italia è prima in Europa nell’efficienza dell’uso delle risorse.

Come rileva Eurostat e riporta il rapporto GreenItaly, è in assoluto il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: 79%, il doppio rispetto alla media europea (solo il 39%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei (la Francia è al 56%, il Regno Unito al 50%, la Germania al 43%).

Grazie a questo concetto l’Italia risparmia potenzialmente circa 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di valori equivalenti al 14,6 % della domanda interna di energia e al 14,8% delle emissioni climalteranti (2018).

Con l’attuazione dei pilastri della green economy è possibile ottenere dunque una serie di vantaggi, come abbiamo visto, che comprendono un altro pilastro: il benessere inclusivo. Riducendo le sostanze inquinanti, è possibile ottenere la salvaguardia della salute degli uomini e quella del pianeta.

L’uso di fonti rinnovabili, come sole e vento, per la produzione di energia elettrica contribuiranno ad una drastica riduzione dell’inquinamento. Inoltre, grazie ad un uso cosciente delle materie prime esistenti in natura, si creano le condizioni per la nascita di attività green con conseguente sviluppo occupazionale.

Ovviamente il tutto è e sarà possibile sostituendo le energie attuali con le energie rinnovabili, ossia quelle prodotte da fonti per loro stessa natura rinnovabili e quindi sempre presente, come il sole, il vento, l’acqua, le correnti marine, onde del mare, colture agricole ecc.

Riuscire a produrre energia da queste fonti significa ridurre al minimo la produzione di anidride carbonica combattendo l’effetto serra. Ciò che però occorre evidenziare è che non tutte le tecnologie esistenti per produrre energie rinnovabili sono anche a ridotto impatto ambientale, come per esempio alcuni impianti geotermici o dighe idroelettriche.

Tutti obiettivi da ricercare attraverso una serie di interventi che incentivino la ricerca nel campo delle energie rinnovabili e nella produzione di beni ad alta efficienza energetica. In campo edilizio si può arrivare ad un risparmio energetico solo con la riqualificazione degli edifici più vecchi e con l’uso di materiali sempre più innovativi per la costruzione di quelli nuovi.

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