Ipse DixitLe canzoni del Principe

Nel 2003 ho avuto la ventura di pubblicare una biografia di Francesco De Gregori, 250 fitte pagine in cui si snodava cronologicamente la sua storia, quella artistica e un po’ anche quella umana. Quando arrivava il momento di parlare di un suo disco le pagine cambiavano colore, diventavano di un bel grigio tenue...

“Nel 2003 ho avuto la ventura di pubblicare una biografia di Francesco De Gregori, 250 fitte pagine in cui si snodava cronologicamente la sua storia, quella artistica e un po’ anche quella umana. Quando arrivava il momento di parlare di un suo disco le pagine cambiavano colore, diventavano di un bel grigio tenue, e comparivano delle brevi (quasi sempre brevi) schede sulle canzoni che quel disco conteneva. Degli inserti, dei cunei di approfondimento dentro la storia principale. Qualche anno dopo mi è tornato l’appetito […] “  Enrico Deregibus.


“FRANCESCO DE GREGORI. I TESTI. LA STORIA DELLE CANZONI”, è un volume di oltre settecento pagine uscito per i tipi di Giunti a cura di Enrico Deregibus

Enrico Deregibus

Enrico Deregibus è giornalista, specializzato in musica italiana, e direttore artistico o consulente di molte rassegne musicali.

In campo editoriale ha pubblicato con Giunti nel 2015 la biografia di Francesco De Gregori “Mi puoi leggere fino a tardi”. L’anno seguente ha scritto le schede del cofanetto Backpack di De Gregori, opera che racchiude trentadue dischi del cantautore romano. È ideatore e curatore del Dizionario completo della canzone italiana (Giunti, 2006). Con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi nel 2007 ha curato il volume su Luigi Tenco “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti “ (BUR).

Nel 2013 per NdA-Press è uscito “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta di suoi scritti con interventi dello scrittore Gianluca Morozzi. Ha partecipato inoltre a decine di altri volumi a vario titolo (prefazioni, contributi, interventi). Collabora a festival musicali, rassegne, contest come “Voci per la libertà-Una canzone per Amnesty”, il Premio Bianca d’Aponte, il Premio Andrea Parodi, “PeM-Parole e musica in Monferrato”, il Premio Bindi, il Premio Giorgio Lo Cascio, “Pigro-Omaggio a Ivan Graziani”, “Collisioni” e vari altri. È consulente del MEI-Meeting Etichette Indipendenti e lo è stato per molti anni del Club Tenco, per il quale si è occupato anche dell’ufficio stampa.

Nel 2010 ha curato “La leva cantautorale degli anni zero”, un progetto comprendente una serie di serate live e un album di trentasei giovani cantautori di varia estrazione, tra i quali Brunori Sas, Mannarino, Nobraino, Patrizia Laquidara, Dente, Erica Mou, Zibba, Ettore Giuradei, Beatrice Antolini. Nel 2017 ha realizzato “Luigi Tenco, marzo 2017. In qualche parte del mondo”, un omaggio al cantautore piemontese che si è tenuto contemporaneamente in più di trenta località italiane e a Parigi, alla Sorbona. Attualmente dirige il Forum del giornalismo musicale di Faenza, nell’ambito del MEI.

“Rimmel” è una canzone milanese, “La storia” l’ha cantata per primo Gianni Morandi, “Il cuoco di Salò” era una filastrocca per bambini, “La donna cannone” inizialmente non doveva essere pubblicata, “Sempre e per sempre” ha portato al licenziamento di una ragazza, “Un gelato al limon” di Paolo Conte doveva far parte di “Viva l’Italia”, “Buonanotte fiorellino” non parla di un incidente aereo, “Bufalo Bill” aveva una strofa in più…


Enrico Deregibus ha tratteggiato in modo inconsueto l’immagine di uno dei più affermati artisti italiani, Francesco de Gregori, utilizzando il testo delle canzoni del cantautore romano come filo di Arianna. Il lavoro di ricerca è stato approfondito e puntuale; oltre millecinquecento documenti consultati e citati, comprese testimonianze ed interviste.

I testi delle canzoni ci sono tutti, verificati dall’autore. In quasi cinquant’anni di attività De Gregori ha scritto più di duecento testi, che mai prima d’ora erano stati oggetto di una raccolta integrale.

Se cercate nel volume la spiegazione dei testi di De Gregori, forse è meglio risparmiare e passare a qualche altro libro. Se invece volete elaborare voi stessi i numerosi indizi, le particolarità, le atmosfere,  le sensazioni ed i racconti che l’autore ha scovato con fiuto certosino e metodo da storico, il gioco vale la candela.

La mia generazione è cresciuta con De Gregori, le canzoni appena accennate accendono la memoria ed il loro suono torna alla mente istantaneamente. I miei figli, ormai giovani uomini, conoscono i brani più famosi.

Mi piacerebbe che fossero proprio i giovani di oggi a leggere questo libro, che decolla nel lontano 1972 e non si sa quando atterrerà.  E mi piacerebbe che, dopo avere letto i testi, questi ragazzi e queste ragazze fossero tormentati dalla curiosità di ripescare una vecchia incisione (un vinile sarebbe perfetto, ma anche un file digitale può andare bene) per sentire il rumore che fa quel testo.

L’ho letto questo libro, l’avevo promesso ad Enrico che è un amico. E’ scritto molto bene, settecento pagine ed oltre che non pesano. Mi ha stimolato una certa nostalgia ma anche la tentazione, talvolta, di dire a me stesso che, di quella certa canzone, probabilmente non avevo capito un bel nulla.

Poco importa, le canzoni sono tanto di chi le compone e le interpreta quanto di chi le ascolta; va bene così.

Bravo Enrico, hai fatto un ottimo lavoro.

“L’ho letto con molta curiosità. È un libro scritto molto bene, fatto bene, con il rigore dello storico. L’autore ha costruito un controcanto fra quella che è la mia storia personale e gli avvenimenti storici paralleli: una bella idea”. Francesco De Gregori.