E(li's)booksI superflui di Dante Arfelli

"Sarebbe stato un uomo, come lui, Luca, o una donna o un altro essere in più, inutile, superfluo"

Il libro di oggi è un capolavoro senza tempo, I superflui di Dante Arfelli.

Il libro

L’Italia del dopoguerra è livida, stretta nella morsa della miseria e sfiancata dal tumulto della ricostruzione. Luca, un giovane di provincia, va a Roma in cerca di fortuna; ha in tasca due lettere di raccomandazione di altrettanti compaesani, il parroco e il segretario della sezione socialista, con le quali spera di trovare lavoro. Appena scende dal treno incontra Lidia, una prostituta che lo trascina nella pensione della “vecchia”, una vedova indigente quanto e più di loro, dove la ragazza alloggia ed esercita. Inizia così la questua del giovane che, rimbalzato tra notabili e uomini di chiesa, alla fine un lavoro, seppur precario, lo ottiene. Ma l’inadeguatezza non lo abbandona; così come non abbandona Lidia, né Luigi, l’anarchico militante, o Alberto, lo studente di Legge. Davanti ai loro sguardi si staglia l’orizzonte del possibile, che però non si può mai davvero afferrare. Una cricca di sconfitti, irrimediabilmente figli dei loro anni eppure così vicini ai nostri giorni, che guardano il mondo scorrere, a volte pensano di poterlo afferrare, e invece solo ciondolano, persi e insieme intrappolati.

La mia lettura

I superflui, The unwanted, per l’edizione americana, è lo splendido romanzo di Dante Arfelli tornato in libreria grazie alle edizioni readerforblind.

Non lo avevo mai letto nelle precedenti edizioni pur avendone sentito parlare, confesso che è stata una folgorazione, mi sono vergognata di essermi avvicinata così tardi a questo autore.

Ho citato il titolo dell’edizione americana perché ero curiosa di scoprire se circolavano ancora copie del romanzo negli Stati Uniti e ne ho trovate diverse online anche con piccole recensioni.

I superflui è la tragedia umana mostrata da tutte le angolazioni: socio-economica, emotiva, perfino fisica. Il realismo di Dante Arfelli è sordido e nostalgico, la realtà non è mai così scontata come si vorrebbe ma talmente instabile che è complicato prendere atto delle cose prima che crollino e I superflui sono destinati a essere sepolti da questa realtà.

La cosa che ho avvertito forte è il desiderio di concretezza di Arfelli, non si è preoccupato di risultare spietato, crudele con i suoi personaggi, è come se avesse sentito una responsabilità narrativa che necessitava di essere esplicita tanto da creare una tensione anche stilistica.

A proposito di letteratura che racconta il vero, voglio citare Filippo La Porta, «la letteratura nasce sempre da un attrito, da un contatto elettrico tra la lingua e qualcosa che comunque sfugge al nostro controllo, si tratti della società circostante o dei fantasmi della propria interiorità».

Credo sia particolarmente vero nel caso di Arfelli e de I superflui.

L’ Italia de I superflui è uscita dalla guerra ed è desiderosa di incamminarsi verso un progresso anche morale, Dante Arfelli invece ci mostra il naufragio del sogno di uscire dalla solitudine e di trovare una rinnovata e più sincera solidarietà. Luca, Luigi, Lidia, Alberto, non sono destinati a vincere, non c’è posto nelle loro vite per l’amore dichiarato e sincero, per l’amicizia disinteressata.

Luca pensava che fra poco sarebbe arrivato nella città dove avrebbe cominciato una nuova vita. Era strano come alla sua età, giovane, avesse già tante volte cominciato una nuova vita. Una nuova vita quando aveva dovuto lasciare gli studi, un’altra nuova vita quando era andato militare, un’altra quando gli era morta la madre, una nuova vita ancora adesso, partito dal paese in cerca dell’avvenire. Senza contare poi le piccole nuove vite, come quelle che aveva creduto di cominciare ogni volta che si era innamorato di una ragazza. Ma così non era solo lui, erano anche gli altri.”

Una prosa che descrive minuziosamente ogni particolare della vita dei personaggi, la banalità quotidiana e i sentimenti più profondi convivono, disperazione senza via di scampo e soprattutto nessun giudizio, solo il desiderio, l’impulso di voler mostrare le cose per quello che erano, senza sconti, senza edulcorazioni.

Scrittura come sfogo personale, rabbia che esce fuori come un fiume in piena, desiderio di provare a svelare una verità di cui l’autore è consapevole e che vuole condividere.

Lidia, giovane prostituta, cerca il riscatto nelle cifre incolonnate del suo libretto di risparmi, vuole credere nella possibilità di partire per rifarsi una vita, è un personaggio bellissimo, forse il solo verso cui l’autore ad un certo punto mostra un cenno di compassione.

Nessun ideale, nessuna nobiltà d’animo, solo una corsa scomposta verso un obiettivo poco nobile, l’agiatezza economica, fatto salvo il personaggio di Luigi che prova a lottare per qualcosa d’altro ed è destinato a sua volta a fallire, non c’è alcuna traccia di buoni sentimenti, di coscienza sociale condivisa.

I superflui è un romanzo spietato, bellissimo, triste, attualissimo perché oggi ne è pieno il mondo di “superflui”.

Quella sera Lidia non uscì. Seduta accanto alla stufa, ora spenta, gli occhi a terra, pareva che pensasse a qualche cosa. Luca la guardava, le guardava il ventre dove era cresciuto un altro pezzo di carne, una vita, che ad un certo momento sarebbe venuto fuori all’aria e sarebbe stato un uomo, come lui, Luca, o una donna o un altro essere in più, inutile, superfluo”.

Senza voler essere didascalica e per i pochi che non conoscono la storia di questo romanzo, ricordo che nel 1949 vinse in Premio Venezia (l’attuale Premio Campiello), fu pubblicato negli Stati Uniti arrivando a sfiorare il milione di copie vendute. L’autore non riuscì più a replicare questo successo con le altre sue opere tanto da eclissarsi per moltissimi anni fino a ricomparire con una rinnovata energia durante gli ultimi anni della sua vita.

I superflui è un romanzo che deve entrare a pieno titolo nelle antologie della letteratura italiana, deve essere letto e studiato, conosciuto come una delle pietre miliari della letteratura italiana del Novecento.

I superflui – Dante Arfelli

Prefazione di Gabriele Sabatini

Editore: rfb

Pp 313 Brossura € 17,00

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