Oggi consiglio agli appassionati di filosofia una raccolta di lettere del filosofo Emil Cioran: L’orgoglio del fallimento.
Il libro
Agli inizi degli anni Trenta, a Bucarest, nel pieno del fermento culturale, politico e sociale che attraversa la capitale romena, un introverso e solitario Emil Cioran incontra per caso, presso la Biblioteca della Fondazione Carol, Ars¸avir Nazaret Acterian, giovane e brillante giornalista di origini armene, nonché autorevole membro della “generazione del ’27”. Grazie a lui entrerà in contatto con il gotha dell’Associazione Criterion, facendosi notare per le sue spiccate doti intellettuali e divenendo, ben presto, tra i leader indiscussi della “Giovane generazione”.
La mia lettura
Per i pochi che non hanno mai sentito parlare di Emil Cioran, ricordo che è considerato uno dei filosofi rumeni più importanti del XX secolo, da inquadrare tra i filosofi vicini al pensiero esistenzialista senza tuttavia considerarlo un suo esponente dal momento che di quel pensiero contestava l’impegno di natura politica.
Nietzsche,Schopenhauer e Leopardi, saranno di ispirazione per il suo nichilismo e pessimismo, l’ esordio letterario risale al 1934, Al culmine della disperazione è la sua prima opera che racchiude già quel tormento interiore alla base del suo pensiero e delle opere.
Questo libro, L’orgoglio del fallimento, è una raccolta di lettere che il filoso ha inviato e ricevuto da Arsavir Acterian e sua sorella Jeni Acterian, amici di Cioran.
Due parole su Arşavir Acterian. Protagonista della cosiddetta tânăra generație, giovane generazione di filosofi, teologi e scrittori che si formarono, tra le due guerre, all’Università di Bucarest con Nae Ionescu. Fu proprio durante l’Università che conobbe Emil Cioran e gli altri protagonisti dell’”esilio culturale” romeno.
Arşavir esordì nel mondo letterario solo dopo la caduta del regime di Ceaşescu, era il 1992 e aveva già 85 anni quando pubblicò il suo primo libro.
Jeni Acterian invece era la sorella minore di Arşavir, intelligentissima e fragile sia per la depressione sia per una malattia degenerativa che ne causò la morte a soli 41 anni.
Gli scritti di Jeni fuorono pubblicati grazie a suo fratello e fanno chiaramente intuire quella che era la vita culturale in Romania. Cioran la chiamava «brillante donna dei Balcani», a lei scrisse: Ciò che Flaubert ha detto di se stesso, mi si addice in modo assoluto: «Sono un mistico e non credo a niente»
Cioran amava definirsi un «idolatra del dubbio», «un dubitatore in ebollizione», le lettere contenute in L’orgoglio del fallimento che Cioran scrive ai due amici e le loro lettere a Cioran sono un modo per conoscere il filosofo anche con gli occhi di chi lo ha stimato e apprezzato e attraverso le parole che lui scrive a loro troviamo i fondamenti del suo pensiero.
Techirghiol 28 giugno 1933
Ciao Emil,
consentimi di mandare questa vita a farsi fottere! Nonostante sia enormemente disgustato, eccomi qui a vivere e a godermi la vita. Maledetta gioia! Ti prego, non considerare il mio sfogo giovanile o un’insignificante esternazione letteraria. […] Ti confesso ciò, fratello di pathos e di lucidità […] Siamo legati da un sordido tormento e soffocati da un’aria infetta.
Lettere di Cioran a Jeni Acterian
Parigi 28 marzo 1938
Cara Jenny
[…] Sarei stupido e bugiardo se nascondessi la gioia che mi ha donato la tua ammirazione […] Per me la vita non ha senso se non in quanto sete di infelicità, per le gioie della melanconia e per quella voluttà che fonde, da qualche parte, l’estasi e la distruzione.
Ile de Brehat 17 luglio 1938
Cara Jenny
Se vi fosse un rimedio contro la bellezza e le sue tentazioni distruttive, sarei il primo a guarire. Sono troppo debole o vittima di una nevrastenia molto sottile, pertanto trovo difficile sopportare il peso della percezione.
Delle lettere ad Arsavir : Parigi 6 giugno 1974
Mio caro Arsavir,
Si vorrebbe ancora attirare l’attenzione su un aspetto poco conosciuto di Eraclito […] E’ al signor Aram M Frenkian che dobbiamo l’abbozzo di questa nuova immagine di Eraclito […] Non conoscevo Frenkian […] non ho letto nulla di lui, ma mi sono commosso quando, nella tua lettera, mi hai detto di aver visitato la sua tomba
Parigi 23 dicembre 1974
Mio caro Arsavir
Grazie per la tua lettera e per il libro incompiuto di Jeni (E’ più interessante dell’aver scritto qualcosa di specifico. Intenzioni e rovine: non c’è niente di più accattivante; pensa ai Presocratici e a ciò che ne rimane).
Lettere di Arsevir Acterian a Cioran
Bucarest 23 maggio 1933
Oh “apologeta della barbarie”, nel buco in cui vivo mi è giunta voce che hai espresso, per così dire, il desiderio di conoscere il mio indirizzo. […] Dimmi un po’, utilizzando il nostro “elegante” gergo comune: perché ti sei comportato come un porco, un maiale selvatico, una zebra e via di seguito … e sei scappato d’improvviso dal luogo dove hai raggiunto una posizione di prim’ordine tra le nuove generazioni? […] Esprimo questo rimprovero solo per dimostrarti di aver letto i tuoi ultimi articoli e di essere aggiornato […] So che hai lasciato Bucarest per “disperazione”
Da giovanissimi, si preoccupavano già di trovare un motivo per l’ineluttabilità della morte, della sofferenza, si convincevano che la vita è vissuta all’insegna della precarietà e della fragilità.
Un filo sottile li unì a distanza per tutta la vita. L’orgoglio del fallimento è sicuramente una lettura impegnativa, tuttavia, per coloro che non conoscono Cioran può rivelarsi un modo alternativo per approcciarsi alle sue opere e alla sua filosofia.
L’orgoglio del fallimento. Lettere ad Arsavir e Jeni Acterian di Emil M. Cioran
Traduzione: Magda Arhip, Laureto Rodoni
Curatore: Antonio Di Gennaro
Editore: Mimesis
Pagine: 156 p. € 13,30