Dopo SkuolaScuola, basta ‘condoni’: tornano le bocciature! E oltre 1 studente su 2 è pure d’accordo

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato una nota ai dirigenti scolastici con le istruzioni per gli scrutini di fine anno. Via il ‘tutti ammessi’ del 2020, torna la possibilità di fermare gli studenti. Alle scuole superiori servirà la sufficienza in tutte le materie. Ma i ragazzi sembrano prenderla bene

Tornano le bocciature scolastiche: ora è ufficiale. Confermate dunque le indiscrezioni di qualche settimana fa, che vedevano il ministero dell’Istruzione intenzionato a non confermare l’eccezione introdotta nel 2020 quando, a causa dell’improvviso e spiazzante lockdown di primavera, si era proceduto a un sostanziale ‘tutti ammessi’. Il MI ha infatti inviato agli istituti una nota con alcune indicazioni operative per gli scrutini di fine anno. L’interesse è soprattutto per quel che si è deciso per scuole medie e superiori. E le notizie per i ragazzi non sono proprio esaltanti.

Le regole per le superiori

Chi frequenta licei, istituti tecnici o professionali, per essere ammesso alla classe successiva senza ulteriori incombenze (recupero degli apprendimenti, ecc.) dovrà innanzitutto avere un voto di condotta non inferiore a sei. Dopodiché bisognerà avere una votazione ‘sufficiente’ (non inferiore a sei decimi) anche in tutte le discipline previste dal piano di studi, compresa l’Educazione civica. Infatti, un voto insufficiente anche solo in educazione civica comporterà la sospensione del giudizio e la necessità di superare una prova d’esame per ciascuna materia in cui si sono registrate lacune. Accertamenti da svolgere prima dell’inizio scolastico e che, se non superati, determinano la conferma della bocciatura. 

La palla torna ai Consigli di classe

Nonostante l’apparente linea dura, il Ministero ha però voluto comunque lasciare una qualche forma di tutela per i ragazzi, anche quest’anno penalizzati da lunghi periodi in Dad. In che modo? Esortando le scuole a considerare nella valutazione degli alunni la complessità del processo di apprendimento maturato nel contesto dell’attuale emergenza epidemiologica. Puntualizzando anche che il consiglio di classe procederà alla valutazione degli studenti sulla base dell’attività didattica effettivamente svolta, in presenza e a distanza; a prescindere da quali fossero i programmi iniziali. Le scuole, inoltre, potranno stabilire – per casi eccezionali e motivandole – straordinarie deroghe riguardo al rispetto del requisito di frequenza.

Anche alle medie si rischia

Alle scuole medie, invece, nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il Consiglio di classe potrà deliberare, ma solo con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva. Mentre la valutazione sul comportamento sarà espressa con un giudizio sintetico. Con i Consigli di classe che, anche qui, potranno stabilire, per casi straordinarie, delle deroghe rispetto al requisito di frequenza anche con riferimento alle specifiche situazioni dovute all’emergenza pandemica.

Gli studenti sono tendenzialmente favorevoli

Resta comunque il fatto che molti ragazzi rischiano di passare una brutta estate. Un notizia che, però, non sembra sconvolgerli più di tanto. Visto che, secondo un sondaggio Skuola.net su 2.500 alunni di scuole medie e superiori, la maggior parte si mostra favorevole al ripristino di una qualche forma di selezione. Anche se, in realtà, siamo di fronte a una spaccatura netta. È come se, all’interno degli istituti, si fronteggiassero due partiti. A spuntarla, seppur di poco, sono quelli che seguono la linea adottata dal MI: il 56% è d’accordo sul ritorno delle bocciature. Ma quelli che si oppongono a tale scenario li tallonano a poca distanza (44%).

L’impegno va premiato

È soprattutto la valorizzazione dell’impegno l’aspetto che spinge così tanti ragazzi a schierarsi a favore di veri scrutini di fine anno. Per oltre due terzi di loro (68%), infatti, chi aveva voglia di studiare ha continuato a farlo anche durante la difficile convivenza con la Dad e, quindi, non sarebbe giusto se venisse riservato lo stesso trattamento indistintamente a tutti gli studenti. Ancora più duro il 16%, secondo cui ‘fermare’ gli alunni più in difficoltà potrebbe essere quasi un bene, per aiutarli a recuperare le lacune accumulate nell’ultimo anno. Mentre per circa 1 su 10 sarebbe un errore promuovere tutti perché la Dad, quest’anno, non ha inciso così profondamente sul rendimento rispetto a dodici mesi fa.

Le ragioni dei ‘contrari’

Le tesi portate avanti dai ‘nemici’ delle bocciature, invece, ruotano in particolar modo attorno ai risvolti psicologici legati alla chiusura a singhiozzo delle scuole e, in generale, al momento che stiamo vivendo: per il 48%, nell’ultimo anno, ci sono state troppe difficoltà dal punto di vista emotivo e mentale per portare a un giudizio obiettivo da parte dei professori. Per il 30%, invece, la colpa è proprio della didattica a distanza, che ha impedito di rendere come sarebbe avvenuto in classe. Il 18%, però, allarga il discorso e chiama in causa chi ha gestito l’emergenza cosicché, ora, non vuole rischiare di pagare per responsabilità estranee alla sua volontà.

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