Notes da (ri)vedereIstat, giochi e scommesse duramente colpiti dalla pandemia

La pandemia del Covid-19 ha causato danni alla salute pubblica, provocando preoccupanti sconvolgimenti alle economie e al mercato del lavoro. Ha esacerbato sfide esistenti, con conseguenze che si sono riversate sulle imprese e sui lavoratori. Per rispondere a queste emergenze i governi, le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché altre parti interessate hanno collaborato per mitigare l’impatto della pandemia, al fine di proteggere le imprese e i mezzi di sussistenza, anche attraverso il dialogo sociale e la promozione degli standard internazionali del lavoro. Ci sono settori che sono stati particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria: tra questi anche il settore delle scommesse e dei giochi.

Istat, il rapporto sui settori più colpiti dalla pandemia

Secondo il rapporto annuale Istat 2021, pubblicato nel mese di luglio, l’economia mondiale ha avuto un profondo contraccolpo a causa della pandemia di Coronavirus, in seguito alle restrizioni imposte dai governi e alle chiuse forzate, al fine di contenere la diffusione del virus. In quasi tutti i paesi si è registrato un netto calo dell’attività economica, attutito dalla riapertura decretata nei mesi estivi del 2020. Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è stata registrata un momento di ripresa economica in diversi settori produttivi, grazie alla campagna vaccinale, ai sostegni elaborati dal governo e alle misure di contrasto al virus. Dopo la prima chiusura totale del paese, le misure restrittive in Italia sono state impostate su base regionale e, quindi, la vulnerabilità economica è variata in base ai territori di riferimento, che hanno subito diversi livelli di crisi di carattere locale, in relazione a diverse attività produttive. A pagare maggiormente la pandemia sono stati diversi asset: manifatturiero, tessile, abbigliamento, calzature, turismo, ristorazione, intrattenimento sportivo e culturale. Il settore che ha avuto una decisiva impennata, nel corso del lockdown, è stato sicuramente quello del gioco online, anche con la nascita di nuovi siti, che si possono consultare su sitiscommesse.com, portale in cui si conoscono i miglior bookmaker online.

L’industria dei siti di scommesse online

Secondo una nuova ricerca, i giocatori d’azzardo regolari avevano una probabilità sei volte maggiore di giocare online rispetto a prima della pandemia di Covid-19. Lo studio, condotto dall’Università di Bristol pubblicato a maggio sul Journal of Gambling Studies, ha mostrato che i giocatori d’azzardo regolari maschi erano particolarmente inclini al gioco d’azzardo online durante il blocco nel Regno Unito, rispetto alle abitudini di gioco precedentemente riportate. Sebbene – in generale – uomini e donne abbiano giocato meno frequentemente durante il blocco, in parte a causa della chiusura dei punti scommesse, alcune forme di gioco d’azzardo sono aumentate. Ad esempio l’uso del gioco d’azzardo online, inclusi poker, bingo e casinò, è cresciuto di sei volte tra i giocatori d’azzardo regolari. L’autore dello studio, il professor Alan Emond, della Medical School dell’Università di Bristol, ha dichiarato: «Questo studio fornisce approfondimenti unici in tempo reale su come gli atteggiamenti delle persone e il comportamento di gioco sono cambiati durante il blocco, quando tutti erano chiusi in casa, incapaci di partecipare alla maggior parte delle attività sociali». Sottolinea che «I risultati rivelano che, sebbene molte forme di gioco d’azzardo siano state limitate, una minoranza di giocatori d’azzardo regolari ha aumentato significativamente la propria attività legata al gioco d’azzardo e le scommesse online. Come con tante ripercussioni della pandemia, le disuguaglianze sono state esacerbate e i gruppi particolarmente vulnerabili sono stati maggiormente colpiti». La ricerca comparativa ha utilizzato due questionari online durante il primo blocco nel 2020, che hanno intervistato lo stesso gruppo di adulti, di età media di 28 anni, a cui erano state precedentemente poste domande simili sul gioco d’azzardo prima della pandemia come parte del rinomato studio Children of the 90s., noto anche come studio longitudinale Avon di genitori e figli (ALSPAC). Più di 2.600 adulti hanno risposto e i risultati hanno rivelato che durante il blocco gli uomini avevano tre volte più probabilità delle donne di giocare regolarmente, ossia più di una volta alla settimana. Il bere pesantemente, ossia più di sei unità in una sessione (equivalenti a più di tre pinte di birra) almeno una volta alla settimana, era fortemente legato al gioco d’azzardo regolare tra uomini e donne. È probabile che queste tendenze siano molto maggiori nella realtà, poiché la maggioranza (70%) degli intervistati ai sondaggi in isolamento erano donne. Il professor Emond, esperto di salute pubblica, ha dichiarato in merito: «Il forte legame tra il binge drinking e il gioco d’azzardo regolare è di particolare preoccupazione, poiché sono entrambi comportamenti di dipendenza che possono avere gravi conseguenze sociali e sanitarie. Con l’ampia disponibilità di gioco d’azzardo attraverso diversi canali online, i gruppi vulnerabili potrebbero essere coinvolti in un ciclo distruttivo. È necessario un approccio della salute pubblica per ridurre al minimo i danni del gioco d’azzardo».

Francesco Fravolini

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