Lo scontro
13 Febbraio Feb 2019 0600 13 febbraio 2019

Niente accordo con le Regioni, niente reddito di cittadinanza per le europee: ecco l’incubo dei Cinque Stelle

Dopo una riunione fiume tra Di Maio e le Regioni, le parti si sono date appuntamento alla prossima settimana. Le Regioni promettono emendamenti sulla assunzione dei navigator ma non escludono ricorso alla Corte Costituzionale

Di Maio Linkiesta
(Alberto PIZZOLI / AFP)

Un filo diretto dalla Commissione del Senato al ministero del Lavoro. Mentre a Palazzo Madama ieri si discuteva il decreto sul reddito di cittadinanza, i Cinque Stelle erano in collegamento continuo con i dirigenti del ministero del Lavoro. Dove nel frattempo si è tenuta una riunione fiume tra il ministro Luigi Di Maio e le Regioni per trovare la quadra sulla assunzione dei seimila navigator. Il vertice si è concluso con un nulla di fatto e un nuovo appuntamento per la prossima settimana. Ma i tempi stringono e il bando per la selezione di coloro che dovranno trovare un lavoro ai beneficiari del reddito ancora non si vede.

I Cinque Stelle hanno fretta. Si cerca una “toppa” normativa, una modifica da inserire nel decreto, per procedere spediti all’assunzione dei navigator da parte di Anpal Servizi, la società controllata dalla Agenzia nazionale per le politiche attive, evitando ogni conflitto di competenze con le regioni. In modo da rendere operativi i neoassunti entro aprile, giusto in tempo per le elezioni europee del 26 maggio. Le Regioni dal canto loro hanno già assicurato che sui navigator proporranno al governo degli emendamenti, ma dovranno arrivare a un testo condiviso da portare come accordo in Conferenza Stato-Regioni, in tempo utile perché il governo ne recepisca il contenuto con la presentazione dei propri emendamenti durante l’iter parlamentare di conversione in legge del decreto.

L’atto finale della battaglia sul reddito di cittadinanza si consuma così, nello scontro tra governo e regioni. Che però – in caso di mancate modifiche – non escludono ancora il ricorso alla Corte Costituzionale sull’«invasione di campo» in materia di politiche attive del lavoro, che sono regionali. Uno scontro che si sarebbe potuto evitare, se il governo avesse consultato le Regioni prima, come hanno fatto notare in tanti. E che ora fa quasi rimpiangere ai Cinque Stelle quel “no” al referendum costituzionale di Matteo Renzi. «Si tratta di una questione politica», dice qualcuno. Visto che il muro contro muro arriva dalla Dem Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Toscana e coordinatrice della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni. Ma qui, oltre la politica, c’è di mezzo la carta costituzionale. Se fosse passata la riforma renziana, con le politiche attive nazionalizzate nell’Anpal, il bando per i seimila navigator forse sarebbe già stato pubblicato. E lo staff della comunicazione grillina - dopo le prime due convention con slide, sito e card – ora sarebbe già pronto ad annunciare la terza convention pre elettorale, con navigator e beneficiario del reddito sul palco. E invece così non è.

L’atto finale della battaglia sul reddito di cittadinanza si consuma nello scontro tra governo e regioni, che non escludono il ricorso alla Corte Costituzionale sulla «invasione di campo» del governo in materia di politiche attive del lavoro, che sono regionali

Tutto sembra ancora indefinito, nonostante i Cinque Stelle stiano cercando di accelerare. Il bando per l’assunzione dei seimila navigator è pronto: niente colloquio orale e test a risposta multipla per fare prima. E anche sulla nomina di Mimmo Parisi all’Anpal si procede, nonostante una interrogazione parlamentare urgente sulla sua incompatibilità e il potenziale conflitto di interessi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di nomina di Parisi. E ora manca solo l’ok della Corte dei Conti. Poi il professore del Mississippi potrà prendere un volo dagli Usa e tornare in Italia.

Ma sui suoi navigator è ancora nebbia fitta. Le Regioni parlano di una “soluzione pasticciata”. «Non abbiamo capito quest'accelerazione verso le assunzioni», dice Grieco. I seimila navigator che selezionerà Anpal servizi senza concorso creano «difficoltà organizzative» e problemi per la futura «stabilizzazione», visto che «andremo a inserire una massa di precari» in un ente che ha già «654 precari in attesa», ha spiegato Grieco alla bicamerale per gli affari regionali, sottolineando che «questa imposizione di personale rappresenta una invasione di campo rispetto a una competenza che è incontrovertibilmente delle Regioni».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di nomina per Mimmo Parisi all’Anpal. Ora manca solo l’ok della Corte dei Conti. Ma sui suoi navigator è nebbia fitta

Il problema è che mentre il governo preme per accelerare le assunzioni dei navigator a livello centrale, aggirando le regole sulle assunzioni pubbliche tramite Anpal servizi e i contratti co.co.co, a livello locale non si muove niente. Anzi. Mancano i decreti per bandire i concorsi per i 4mila navigator regionali previsti nel decreto, più i 1.600 previsti già nel piano di rafforzamento dei centri per l’impiego. Senza dimenticare che se l’assunzione dei seimila sarà nazionale, poi queste figure dovranno andare a lavorare sui territori, senza sapere però da chi saranno dirette. I centri per l’impiego hanno già fatto sapere di non avere gli spazi per ospitarli, né per formarli. Una cosa necessaria, quest’ultima, visto che il bando richiederà come requisito solo la laurea senza alcuna esperienza pregressa, clausola che altrimenti avrebbe richiesto il colloquio orale e l’allungamento dei tempi di selezione.

In Commissione Lavoro del Senato, dove si discute il decreto, intanto sono arrivati circa 1.600 emendamenti, di cui 900 soltanto da parte di Fratelli d’Italia, da elaborare in pochi giorni prima di passare il testo all’aula. La presidente Cinque Stelle Nunzia Catalfo non si agita e dice che, tranne per FdI, tutti gli emendamenti entrano nel merito. Ma sul fronte del contrasto con le Regioni rimanda al governo e assicura che ci sarà una modifica nel decreto «perché le Regioni vanno tenute in considerazione». Il Movimento non ha scelta. Perché senza l’ok delle Regioni, il bando per i navigator non può essere pubblicato, visto che Anpal servizi rischia l’accusa di danno erariale per violazione delle regole. E senza bando, addio navigator. E addio pure alla convention prima delle europee.

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