Diritti d’autore
11 Aprile Apr 2019 0600 11 aprile 2019

Davide batte Golia: Siae e Soundreef siglano la tregua

Dopo anni di battaglie legali nel mercato dei diritti d’autore arriva l’accordo che permette di definire le controversie in corso. Alla fine la Siae ha dovuto fare un passo indietro e aprire alla concorrenza

Fedez Linkiesta

Alla fine Davide ha abbattuto Golia. Siae, Soundreef e l’associazione Lea, Liberi autori ed editori – che riscuote per Soundreef i compensi sul territorio italiano – hanno siglato una tregua, raggiungendo un accordo per definire le controversie in corso e rinunciando di fatto a tutte le cause pendenti. Alla fine, dopo anni di battaglie legali, pronunciamenti dell’Antitrust e accuse di spionaggio, Siae ha dovuto fare un passo indietro, aprendo alla concorrenza: non solo ha riconoscìiuto i danni provocati a Soundreef, impegnandosi a risanare il debito entro i prossimi dieci giorni, ma ha anche rinunciato a inglobare i diritti d’autore per gli artisti iscritti a Soundreef. L’obiettivo, si legge nel comunicato congiunto, è quello di «garantire il buon funzionamento del mercato nell’interesse innanzitutto dei titolari dei diritti d’autore nonché degli utilizzatori». E così nel mercato dei diritti d’autore italiano sembra tornare la pace tra il gigante Siae e la giovane Soundreef, l’ente di gestione indipendente che per primo ha aperto una breccia nel granitico monopolio guidato da Mogol, arrivando oggi a gestire oltre 17.400 artisti in Italia. E l’armistizio viene firmato non a caso proprio mentre una proposta di legge sul tema, a prima firma del deputato Cinque Stelle Paolo Lattanzio, sarebbe sulla rampa di lancio.

Le due parti, che si sono date battaglia per quattro anni a suon di carte bollate, si sono accordate su un insieme di principi base. Anzitutto viene stabilita la definitiva liberalizzazione del mercato (sebbene nei limiti dettati dal decreto legislativo 35/2017). E da questo presupposto Siae non solo riconosce la legittimità di Lea a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef e i suoi iscritti, ma anche che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di Siae anche con Lea nel caso in cui venga suonato un repertorio di quest’ultima. In poche parole: il pagamento della licenza Siae, come accaduto finora, non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica. Tra le altre cose, l’accordo stabilisce anche che ciascun ente di intermediazione dei diritti d’autore amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti d’autore affidatagli in gestione dal titolare dei diritti, escludendo l’applicazione di qualsiasi regola sulla comunione dei diritti sulla singola opera e riconoscendo il rilascio delle cosiddette licenze “blanket”.

L’armistizio viene firmato non a caso proprio mentre una proposta di legge sul tema, a prima firma del deputato Cinque Stelle Paolo Lattanzio, sarebbe sulla rampa di lancio

A fine ottobre 2018 l’Antitrust, proprio su questi punti, aveva accertato l’abuso di posizione dominante da parte di Siae, obbligandola ad adeguarsi entro 60 giorni. «La Società degli autori ha continuato essere l’unico interlocutore per gli organizzatori di eventi e concerti, riscuotendo anche quanto invece doveva essere corrisposto a noi. E quando un’opera era in comproprietà tra un iscritto Siae e un non iscritto, veniva chiesto di dare a Siae la totalità dei diritti», aveva denunciato a Linkiesta Davide D’Atri, amministratore delegato di Soundreef. Che in questi anni nel suo portfolio ha collezionato nomi del calibro di Enrico Ruggeri, Fedez, J Ax, Rovazzi e Achille Lauro.

Ora, entro dieci giorni – prevede l’accordo – Soundreef e Siae concorderanno una serie di regole operative. Ed entro il 30 giugno 2019 le due società modificheranno i propri statuti e moduli per recepire il contenuto dell’accordo. L’ultimo tassello sarà una legge che regolamenti il settore una volta per tutte, completando la liberalizzazione che il governo Gentiloni ha lasciato a metà. I Cinque Stelle lo avevano inserito nel programma. La proposta del grillino Sergio Battelli è rimasta però nei cassetti. Ora pare che sia la volta buona, ma nel mondo della musica i colpi di scena – si sa – sono dietro l’angolo.

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