Un secolo compiuto
31 Luglio Lug 2019 0600 31 luglio 2019

Un paio di cose che non sapevate su Primo Levi, in occasione del suo centesimo compleanno

Forse sapevate che Primo Levi amava la poesia; di sicuro, però, non sapevate che aveva imparato l’inglese da autodidatta. A cent’anni dalla sua nascita, ecco la curiosa storia che si cela dietro all’autore de “Se questo è un uomo”

Primo Levi_Linkiesta
PangeaNews

Come si sa, Primo Levi è nato il 31 luglio di un secolo fa. L’omaggio più alto e curioso a marcare il centenario viene dalla Nuova Zelanda ed è una traduzione, in stampa limitata, delle poesie di Primo Levi. A compiere la traduzione, un poeta americano, Harry Thomas, e un grande studioso e traduttore italiano, Marco Sonzogni – esegeta massimo di Seamus Heaney, speleologo nell’opera di Montale – che insegna e vive a Wellington. Il libro si intitola The Occasional Demon e – al di là dell’autore a cui è applicato e alle ragioni che lo reggono – pare il sunto del dire poetico. La poesia è un demone, cioè qualcosa di anarchico, improvviso, inavvicinabile (che si può rifiutare, per paura d’ingombro); ed è occasionale, perché non ha meridiane né cronologie, non la contieni né la tieni. La poesia è un assalto.

Dietro all’occasione – il centenario di Levi – in questo caso il destino ha disseminato una storia. La storia ha un nome. Gideon Algernon Mantell (1790-1852). Medico inglese, costui, leggo sulla Treccani, “si dedicò anche alla geologia, raccogliendo un’importante collezione di fossili”. In particolare, si deve a lui “la scoperta dell’Iguanodonte”. Cosa c’entra l’Iguanodonte con Primo Levi? Eccoci. In calce al delizioso librino neozelandese ci vien detto che “Primo Levi ha imparato da sé l’inglese – traducendosi un libro. Nel 1924, quando aveva 15 anni, suo padre, Cesare, ‘un habitué accanito di tutte le botteghe di libri usati in via Cernaia’, a Torino, portò a casa un ‘volume sottile, elegantemente legato’”. Si trattava di Thoughts on Animalcules or, a glimpse of the Invisible World revealed by the microscope, del fatidico Gideon Algernon Mantell, stampato a Londra nel 1846. Il libro, ricco di illustrazioni “abbaglianti”, attrasse il ragazzino che si comprò un dizionario e così, parola per parole, prese a masticare l’inglese.

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