E se fosse stato islamico?
6 Agosto Ago 2019 0600 06 agosto 2019

Qualcuno chieda ai sovranisti moderati di dissociarsi dall’attentatore di El Paso

Immaginiamo che l’autore dell’ultima strage messicana fosse stato musulmano: Salvini, Meloni, Trump avrebbero chiesto con forza la dissociazione dell’Islam moderato, altrimenti chiamato in correità. Nessuno oggi chiede loro conto delle teorie sovraniste di Crusius e di Luca Traini?

PATRICK CRUSIUS LINKIESTA
AFP PHOTO / Courtesy of KTSM 9 News Channe

Immaginate un mondo al contrario. Sì, lo so, siamo già abbastanza al contrario così, ma sforziamoci di rigirarlo per scoprire l’ipocrisia di certi comportamenti. Facciamo che c’è un killer spietato che uccide venti persone e ne ferisce trenta, una strage, i telegiornali che vomitano le immagini della fuga all’impazzata, il mondo che si stringe in cordoglio, le lacrime dei famigliari delle vittime zoomate fino a entrare nelle pupille, i social che si ingolfano di lutti a forma di meme e poi, inevitabilmente, tutti i feroci che urlano vendetta, che dicono basta. Ogni volta che l’assassino è un islamico ripartono le solite litanie dei soliti esperti di sovranismo che ci raccontano come sia una questione culturale, una loro stortura negli idoli, una religione che ha troppi rimandi alla morte. Si comincia a scavare dappertutto nella vita dell’omicida, si cerca di capire chi siano gli ispiratori, pagine e pagine sui libri ritrovati sul comodino del mostro e infine inevitabilmente la richiesta di prendere le distanze al mondo islamico, di dissociarsi con forza come se l’essere connazionale di un mostro sia una pena che marchia il passaporto. E tutti i telegiornali, ovviamente, a ricordarci tutto quello che si ritrova in archivio e che possa essere associato a un’ideologia che è più in testa degli odiatori piuttosto che degli assassini.

Benissimo, ora torniamo a noi: Patrick Crusius è stato arrestato per la strage di El Paso, in Texas, dove ha lasciato per terra una carneficina. Il suo manifesto non lascia dubbi su ispirazioni e aspirazioni: “Sono un sostenitore della strage di Christchurch e del suo manifesto. Questo attacco è una risposta all’invasione ispanica in Texas. Sono stati loro a istigarmi, sto semplicemente difendendo il mio Paese dall’invasione. Questo è il manifesto in cui spiego le ragioni del mio attacco”, scriveva Patrick Crusius. Più chiaro di così. E poi: “L’America è in decomposizione dall’interno. La verità scomoda è che sia democratici che repubblicani hanno fallito per anni. Entrambi sono coinvolti in uno dei più grandi tradimenti della storia americana”. “Gli ispanici sono migranti economici, sono disposti a tornare nei loro Paesi. Per far sì che ciò accada hanno bisogno di un incentivo che io, insieme ad altri patrioti americani, dobbiamo dare. Ho trascorso la vita a prepararmi per un futuro che non esiste. Presto gli ispanici prenderanno il controllo del mio amato Texas. Ricordate: l’inerzia è una scelta. Non posso più sopportare la vergogna”.

Non ci vuole un intellettuale o uno studioso di terrorismo per capire che l’azione di Crusius ha una forte impronta politica: è il sovranismo portato all’eccesso

Non ci vuole un intellettuale o uno studioso di terrorismo per capire che l’azione di Crusius ha una forte impronta politica: è il sovranismo portato all’eccesso, l’invasione che terrorizza il mondo e che viene usata come clava dalla politica, il nazionalismo che giustifica la violenza.

Beh, ma è successo dall’altra parte del mondo, direbbe qualcuno. E invece quell’attentatore di Christchurch è lo stesso che diceva di ispirarsi aTraini, l’italianissimo terrorista di Macerata che aveva Salvini come idolo e che nella Lega Nord si era addirittura candidato al consiglio comunale di Corridonia nel 2017.

Immaginatelo al contrario: tutte queste inquietanti connessioni avrebbero fatto saltare molti opinionisti sulla sedia, tutti lesti a chiedere che Salvini prenda le distanze, che gli elettori della Lega alzino le mani e chiedano scusa per non si capisce bene quale responsabilità. Fossero stati islamici ci sarebbe stato un diluvio e invece qui c’è stata solo un po’ di nebbia. Seguendo il ragionamento perverso e razzista che usa un pazzo omicida per contestare un’intera religione e tutti i suoi popoli oggi ci sarebbero migliaia di opinionisti in giro per il mondo a chiedere a Salvini e a tutti i sovranisti di dissociarsi con forza senza nessuna esitazione.

E invece è tutta una fanfara per riempire le casse di voti e per usare la cronaca nera a sostegno delle proprie tesi: una necrofilia politica che ogni volta che il killer è bianco e cristiano e sovranista si smutanda in tutta la sua fallacia. Chissà se se ne accorgono, quelli.

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