Sonia Modi
L’Altra Opinione
22 Settembre Set 2019 2017 22 settembre 2019

C’ERA UNA VOLTA LA FESTA DE L’UNITÀ

Si è da pochi giorni conclusa la “mini festa” de l’Unità, ma molti non si sono neppure resi conto che anche quest’anno è stata organizzata una Festa del Partito Democratico.

Questa edizione – fiorentina, provinciale e regionale - si è svolta, per così dire, in “formato ridotto”, per numero di giorni, per l’estensione degli spazi affittati per l’evento e, soprattutto, per gli ospiti invitati.

Dopo la decisione di abbandonare il parco delle Cascine, la suggestiva ubicazione che ha ospitato la Festa negli ultimi anni, poche settimane prima dell’inizio dell’evento è stata scelta l’ambientazione storica simbolo di tante battaglie della sinistra, ovvero l’area esterna del “Mandela Forum”.

Che la kermesse del PD di quest’anno sarebbe stata sensibilmente ridimensionata si è iniziato a capirlo già nel mese di luglio, quando si è posta la questione del luogo dove svolgere il consueto appuntamento estivo del Partito.

Fin dall’anno scorso però si vociferava che la Festa de l’Unità avrebbe dovuto traslocare dalle Cascine ad una location meno costosa. Ma alla fine, l’edizione del 2018 fu organizzata sempre nella consueta ambientazione lungo l’Arno, a due passi dal centro storico e al tempo stesso in una zona facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e privati.

Quest’anno, invece, è prevalsa la necessità di contenere le spese e così sono state valutate alternative più economiche. Dopo aver concretamente esaminato la periferica ubicazione del Parco di San Donato, accantonati anche i progetti di organizzare la festa del Partito al Tuscany Hall e in una parte della Fortezza da Basso, la scelta è infine ricaduta sullo stesso luogo già utilizzato negli anni ’90.

Alla fine però il risparmio economico si è tradotto in una austerità complessiva della kermesse della sinistra; l’area utilizzata per la Festa è stata molto limitata, l’ubicazione prescelta è risultata essere difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, gli stand previsti sono stati quasi esclusivamente quelli gestititi dai volontari del Partito Democratico e dai Giovani Democratici e gli ospiti di rilievo nazionale sono stati davvero pochi (la Ministra Teresa Bellanova, Marco Minniti e la Maria Elena Boschi).

Spiccano le assenze dei vertici del Partito, come quelle del Segretario Nicola Zingaretti, dei Vicesegretari Andrea Orlando e Paolo De Micheli e del Presidente Paolo Gentiloni.

Indubbiamente sono apparsi molto lontani gli anni 2000, quando il Partito organizzava le Feste de l’Unità, anche per un mese intero, in ampi spazi come quello della Fortezza da Basso, ad un passo dalla stazione centrale e in una zona facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo, pubblico e privato.

All’epoca venivano invitati artisti di grande livello nazionale, si allestivano numerosi stand e ai dibattiti partecipavano i maggiori leader della politica del Paese. Eventi come quelli erano in grado di richiamare l’attenzione di centinaia di persone, militanti, simpatizzanti, curiosi e, soprattutto, tanti giovani.

Quest’anno i visitatori sono stati davvero pochi. Gli intervistati sono apparsi disorientati dalla repentina ed inattesa svolta dell’alleanza con i Cinque Stelle. Probabilmente non hanno giovato le conseguenti polemiche interne, che si sono poi concretizzate nella contestazione di Matteo Richetti e nella fuoriuscita di Carlo Calenda; ma ancor di più è sembrato pesare nell’aria ciò che ancora non era successo ma che già nel corso della kermesse tutti presagivano, cioè la creazione di quel nuovo soggetto politico targato Matteo Renzi.

Nel corso della Festa dell’Unità già si vociferava che l’esponente toscano avrebbe potuto portare via al Partito Democratico numerosi leader e che con il nuovo progetto politico avrebbe potuto ridisegnare gli equilibri politici che tanto apparivano, ed appaiono, labili. Solo pochi giorni fa si pensava che si sarebbe però dovuto attendere l’imminente Leopolda 10 affinché Renzi uscisse allo scoperto svelando il nuovo partito.

Invece, sono trascorsi solo quattro giorni dalla chiusura della Festa che il senatore di Scandicci ha annunciato la nascita del soggetto politico in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Con questa mossa Matteo Renzi ha creato un terremoto nel Partito Democratico e nel panorama politico del Paese. E’ troppo presto per dire quali saranno gli sviluppi di “Italia Viva”. Il vero campo di prova non sarà tanto nel conteggio dei parlamentari che abbandoneranno il vecchio PD per aderire ai nuovi gruppi parlamentari, ma quanto sarà il numero di elettori disposti ad abbracciare il nuovo progetto politico.

Ma per questo tipo di verifica bisognerà attendere i prossimi mesi. Per il momento, per capire i contorni del nuovo progetto politico, sarà il caso di fare un salto alla Leopolda 10.

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