Il problema non è il professore nazista, ma la zona grigia che lo ha tollerato
Del prof. Renato Pallavidini, il docente di storia e filosofia al Liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino molti hanno sollecitato e auspicato l'allontanamento dall’insegnamento. Non sono contrario, ma non credo né che sia una misura efficace, né che rappresenti la soluzione del problema.
Si potrebbe osservare se anche questa volta,come molte altre volte, si apra la procedura per trasformare qualcuno in un martire. In questo caso non è da dimenticare che la cultura di cui Pallavidini si fa portavoce prevede oltre all'incitamento allo sterminio anche il culto del martirio o del sacrificio di sé come testimonianza della verità e della prova di essere i “migliori”. Un aspetto che costituisce un elemento essenziale di coloro che si dichiarano nazisti. Ovvero il fatto di autonominarsi non solo padroni della vita degli altri, ma di presentarsi anche come esponenti di una società aristocratica, altamente elitista. Un club che prevede non solo il disprezzo per la vita di chiunque, ma anche il culto di sé, anche oltre il proprio corpo.
Il punto, tuttavia, non mi sembra questo.
Renato Palladivini insegna nella scuola pubblica dall’AS 1984-1985. E’ professore di ruolo, avendo superato brillantemente l’abilitazione nel 1983. Io avrei varie domande da fare.
Provo a elencarle:
1) In trenta anni circa di carriera in vari licei di Torino e provincia, ci sono state richieste da parte dei genitori sull'insegnamento del Prof. Pallvidini e se sì, quali?
2) Ci sono state iniziative culturali, di approfondimento, proposte e avviate dai suoi allievi oppure no?
3) Ci sono state iniziative di sensibilizzazione culturale nei quartieri e nei comuni, dove ha esercitato il suo magistero oppure no?
Credo che sia importante chiederselo. Non solo perché ritengo che una procedura sanzionatoria, del resto già messa in atto nell’AS 2007-2008, come ricorda Elena Loewenthal su “La Stampa” di oggi sia già avvenuta, ma perché il dato di cui io mi preoccuperei non è il pantheon di icone, dei, semidei ed eroi che popolano la mente di Renato Pallavidini, bensì ciò che è rimasto consciamente o meno nella mente dei suoi allievi attuali ed ex allievi.
Per esempio mi chiedo: nel corso dell’anno scolastico 2010-2011, come ha svolto e che cosa ha detto a proposito del 150° dell’Unità d’Italia, come ha raccontato il Risorgimento? Su quali figure e temi ha fatto lavorare i suoi allievi? Perché il problema non è che cosa si dice delle leggi razziali, o come si racconta la Seconda guerra mondiale, ma anche che cosa si dice prima, come si racconta la storia della filosofia antica, medievale moderna, prima di Hegel (argomento della sua tesi di laurea).
Per esempio come Pallavidini per anni ha parlato della patristica? Come ha raccontato la filosofia del Siglo de oro spagnolo? Come ha messo in relazione (ammesso che l’abbia fatto) la filosofia araba con la scolastica dell’ XI e XII secolo? come ha raccontato il Rinascimento? Che cosa ha detto (ammesso che qualcosa abbia detto) di Spinoza? Come ha affrontato l’illuminismo (non solo Rousseau o Voltaire, ma soprattutto Berkeley, Hume)? Come ha raccontato Pascal? E il nichilismo russo? Che cosa ha detto della Rivoluzione francese o della massoneria? Che cosa ha raccontato della pratica degli “uomini bomba” o dei kamikaze giapponesi?
Ovviamente non sarebbe meno interessante per ciascuno di questi argomenti (ma se ne potrebbero elencare molti altri) sapere anche che cosa non ha detto.
E infine sarebbe interessante e anche istruttivo sapere che cosa i suoi allievi abbiano trattenuto, ricavato e memorizzato dall’esercizio della sua docenza.
Perché il problema, a me pare, non sia tanto la sanzione rispetto alla diffusione delle idee, bensì la capacità di saper muovere contro quelle idee una controcultura; di non lasciare soli e non formati con narrazioni alternative degli adolescenti. Infine di favorire la riapertura di una riflessione in chi adolescente non è più e magari ha pensato di passare alcuni dei propri migliori anni con un professore stravagante, irascibile ma curioso e non è ma andato oltre ciò che ha ascoltato.
Se invece noi insisteremo solo sull’elemento della sanzione, continueremo a lasciarli soli e questo a me pare l’atto mancato più colpevole.
Commenti
Grandissimo intervento, o sommo David.
Ti prego, o eccelso, concedimi l'onore della tua amicizia su Facebook!
Sono d'accordo con tutto quello che hai scitto ma hai dimenticato un punto. La testimonianza estrema ha un fortissimo potere . Vivere in una societa' in cui si inneggia a mengele e' un primo passo verso l'abonimio e ci riguarda tutti. allo stesso modo di vivere in una societa' dove si violentano i bambini, e il fatto in se che snatura l'umanita tutta. Testimonianze del male come i ragionamenti di pallavidini o casseri , devo essere purificate , non basta la giustizia umana . Se non e' chiaro un esempio Ad un vicino leghista ho chiesto come si relazionava con l'evidenza della lega "romana" cheto lega difende l'indifendibile e che tutto sommato non ottiene niente di importante.la risposta e' stata , so bene tutto cio ' ma io vo to lega perche perche la mattina mi alzo e so che un ministro che ogni settimana dice "clandestini e stranieri : in culo" Avere al potere qualcuno che odia come te le cose che odi te , questo e' il vero problema . spero che tu abbia l'onesta intellettuale di riconoscerlo.
Caro David, due episodi in pochi giorni corrono in parallelo, sul crinale nazintellettuale: il caso Vattani, console italiano in Giappone, nazi dichiarato (o fascio dichiarato, ma anche su questo, caro David, ti chiedo: c'è una qualche diversità in epoca moderna?) e l'esimio professor Pallavidini, sulla cui vicenda mi pare tu abbia espresso i dubbi del caso e le tue perplessità su eventuali sanzioni.
Il punto centrale, credo, è che questi signori sono, nei loro mestieri, professionisti altamente integrati nella società da molti e molti anni. Il che porta alla domanda successiva: quali contromisure è in grado di mettere in campo la società medesima, rispetto all'espressione di certe idee, chi deve avere una sensibilità così fina da percepire il germoglio di un pericolo, quando, esternamente, questi signori mostrano probabilmente una inappuntabilità di maniera?
Tocca ai genitori, nel caso di Palladivini, o ai suoi presidi, magari? E nel caso di Vattani, immagino ai suoi diretti superiori. MI chiedo, ancora, se non ci sia una paura sotterranea, ma percebile, direi quasi fisica, nel decidere di intervenire su soggetti di questo tipo, che evocano paretesi terribili della nostra esistenza.
Insomma, ho solo dubbi su tutto. Ma il tuo intervento mi ha rasserenato per il suo equilibrio.
con affetto,
Michele Fusco
Grazie Daud, ma non ne possiamo piu di giudici e maestri. Facciamo come ci pare.
don't ask, don't tell. non chiederei, ai prof di filosofia nei pubblicilici, un giuramento di fedeltà ai principi democratici. ma se uno di loro fa propaganda nazimaoista, non esiterei a metterlo in pensione.
Non si tratta di una questione etica, pedagogica, politica, culturale. Il soggetto appare chiaramente affetto da turbe psichiche. Quasi sempre le psicosi si alimentano di un immaginario prelevato da due fonti principali: la religione e la politica. Il fatto che il soggetto abbia minacciato di fare una strage è una dichiarazione che va presa sul serio. E' un impulso che appare coerente con il suo probabile stato di malattia.
l'articolo di David è, a dir poco, un'assurdo gioco intellettuale che non accetto in alcun modo!
Un insegnante che afferma ciò che ha affermato questa persona è da considerarsi malato. Punto. E un malato di mente non può insegnare in una scuola. Punto.
Che poi diventi un martire è solo un fatto altrettanto patologico e che ne scrivano in questi termini, pure.
Se una persona strupra un bambino non mi chiedo cosa sa di filosofia: lo interno e basta.
Direi che ora basta con questi intellettualismi beceri che ci hanno portato fino a qui.
Rispondo a Anonimo delle 23.15, ma anche a tutti coloro che pensano che il problema sia solo Pallavidini.
Qualcuno vuol occuparsi dei suoi allievi? O la loro formazione non è un problema che ci riguarda?
Internato il matto testano i suoi allievi e i danni che ha causato. Altro che becero intellettualismo: è proprio la preoccupazione per le generazioni avvelenate da costui che ci dovrebbe spronare ad andare oltre e fare di più che comminare una sanzione. Grande David!
Si resta sbigottiti di fronte ad un caso del genere.
Ma mi chiedo: le famiglie degli alunni di questo "professore" non è che ora, per caso, intendano citare per danni il Liceo ed il suo direttorato? Secondo me sarebbe una cosa saggia, vista le probabili "nozioni" insegnate agli alunni. CAVOLI, MA PARLIAMO DI MINORI!!! CI SARA' PURE UNA TUTELA O NO? A parte i risvolti penali che spero vivamente non tardino ad arrivare, e pure belli pesanti, ma poi c'è da risolvere il mistero del fatto che un individuo del genere possa insegnare in un liceo. O vogliamo fare passare in sordina forse il vero nocciolo della questione??. CAVOLI MA PARLIAMO DI MINORI!! MINORI!!
MINORI E SCUOLA! CAVOLO!
Mi dispiace che l'oggetto sia un docente le cui idee mi ripugnano, ma non credo che uno chiunque di noi abbia il potere e le competenze per definire "malato" chicchessia. Del resto è una vecchia storia, quella del tentativo di esorcizzare il male relegandolo nel patologico e dunque espellendolo dai confini della società 'normale'. Hitler era pazzo, Mussolini era matto, Stalin era maniaco... Queste categorie non servono a capire. Non ho ben chiaro poi in base a quali regolamenti, a quali procedure, si possa licenziare un professore, vincitore di concorso, che non abbia demeritato con assenze o con comportamenti riprovevoli in classe. Credo sia più facile licenziare un docente che fuma in classe, perché esiste una precisa legge che vieta il fumo, piuttosto che licenziare un docente che spiega l'unità d'Italia, Spinoza o Kant secondo i suoi parametri culturali per quanto aberranti e discutibili. Il problema è sempre quello della laicità dello Stato. Chiedersi come il docente abbia spiegato la storia della filosofia e della società nazionale, e prepararsi a condannarlo per come l'ha fatto, presuppone l'esistenza di un giudice competente. Esiste dunque una didattica di Stato? un modello dal quale non ci si può discostare pena il licenziamento? Si può licenziare un docente per il contenuto di una sua lezione? o perché non ha parlato di Spinoza? Ma allora io potrei citare decine e decine di esempi di docenti che, con la scusa che i programmi sono vasti e le ore di lezione sono scarse, non nominano nemmeno certi filosofi. E' reato aver accennato solo di sfuggita alla pace di Westfalia? Tutta questa discussione mi sembra viziata dal preconcetto che esista un modello normativo rispetto al quale misurare l'operato di un docente e addirittura in forza del quale licenziarlo. Ma questo cozza con i principi dello Stato liberale. Intendiamoci, ribadisco che le idee del prof. in questione mi fanno schifo, e se fosse capitato come professore di mio figlio avrei protestato: sul piano culturale però, non su quello normativo, perché non avrei saputo a quale legge positiva dello Stato appellarmi. Se questa legge esiste, sarò grato a chi vorrà comunicarmela. Con personaggi di questo genere bisogna adottare il metodo Al Capone: visto che lo Stato dell'Illinois non riusciva a incriminare il gangster per le rapine e gli assassini, si trovò l'evasione fiscale e Al Capone finì dentro. Se ci si vuol liberare di questo professore bisogna trovare il punto debole: una multa non pagata, un furtarello ai grandi magazzini, una piccola violenza sessuale. Altrimenti, io penso che la Costituzione (che è liberale e non etica) lo garantisca, ahimé.
Il problema è ancora più ampio. Perché Pallavidini - che non è un nazista ma piuttosto uno stalinista - ha vinto borse di studio post-laurea e ha svolto attività didattica all'Università di Torino, ha collaborato con progetti di ricerca filosofica nazionale con eminenze del rango di Bodei (che ha prefatto un suo saggio), è stato un rifondatore comunista della prima ora e ha frequentato intensamente un dirigente di lungo corso come Armando Cossutta. E nessuno si è accorto del fuoco che covava sotto la cenere ...
trovo illuminante l'intervento del prof anglani, col quale concordo in massima parte. Primo punto: troppo comodo dare del "pazzo" (il prof in questione non lo è affatto, anzi è coltissimo e, verosimilmente, sano di mente). Secondo punto: non si può chiedere ai prof di filosofia dei licei statali un giuramento di lealismo civico (lo facevano gli stati etico-totalitari del secolo scorso: comunisti e fascisti). dunque: don't ask, don't tell (come per gli omosesuali americani nell'esercito). Terzo punto, sul quale però dissento alquanto da anglani: non è vero che lo stato liberale sia del tutto privo di eticità. direi invece che ha una eticità "democratica". si fonda infatti su una eticità di tipo moderno, postconvenzionale, post-tradizionale (in concreto: diritti umani, democrazia, multiculturalismo ecc). in tutti i codici europei del secondo dopoguerra (nelle nazioni che sono state sconfitte e si sono convertite alla democrazia) è esplicitamente previsto il reato di apologia e ricostituzione del fascismo. il prof di cui parliamo può essere incriminato per ciò che dice e pubblica (ecco la differenza da al-capone) , ed eventualmente condannato nel merito.
l'istigazione all'odio razziale è , giustamente, reato . Non mi piace che sia stato usato Fb come "rivelatore " e la gogna mediatica che ne è seguita . Esistono in rete liste di proscrizione per gli ebrei dissidenti ,esiste l'antisemitismo giudaico ,poco considerato e snobbato, verso gli ebrei non in linea, esiste l' odio verso l'Islam , i rom, gli stranieri. Allora stigmatizziamo e condanniamo tutti i gruppi che da una parte e dall'altra incitano all'odio qualunque sia il loro mantello Finiamola di usare l'antisemitismo come arma politica per zittire gli avversari svendendo questa parola pregna di dolore per meno di trenta denari e negandone, così, il significato autentic
cara signora renata, chiedo scusa, cosa vuol dire Fb? e inoltre, quale è, a suo parere, , il "significato autentico" dell'antisemitismo (al di là delle sue pretestuose strumentalizzazioni politiche, che siamo anche noi d'accordo a condannare)? ––– "condanniamo qualunque tipo di odio", lei dice. sul piano morale lei ha certo mille ragioni. la differenza però tra una una generica condanna morale (o politica) e una specifica condanna giudiziaria risponde a criteri e procedure diverse (quelle che, in uno stato di diritto, rendono imputabili e sanzionabili certe fattispecie di reato, definite dal legislatore).
Amplierei il discorso del signor ceppa: certo che può essere condannato per ciò che dice e scrive (personalmente me lo auguro), ma trattandosi di un insegnante, c'è qualcuno tanto ingenuo da credere che nella realtà tangibile il tizio in questione abbia svolto la sua funzione in modo molto dissimile da quanto fa nella realtà virtuale? certo, si sarà un po' più trattenuto, ma è ingenuo pensare che l'esternatore di tanto razzismo da vomito in precedenza non lo abbia mai manifestato, con l'aggravante di farlo con dei giovani in formazione, che possono aver così ricavato l'impressione che il razzismo e l'antisemitismo abbiano una dignità culturale. Bell'affare. E non mi risulta che le leggi non valgano per chi è coltissimo, anzi in questo caso, se risulta sano di mente (ed è probabile, visto che tale lo aveva riconosciuto la perizia che già fu svolta quando era finito nel mirino alcuni anni fa), credo che il reato commesso sia molto più grave e spero vivamente che non se la passi liscia.
Non capisco in base a quale regolamento il mio secondo intervento ha suscitato la reazione della censura e non è stato pubblicato. E meno male che in esso difendevo la libertà di espressione.
Bartolo Anglani
Ci saranno sempre più fascisti in giro. Per un semplice motivo. Che questo modello di società non sta funzionando. Io non credo che estistano modelli giusti "a priori", ma ogni modello, calato concretamente nella storia, deve FUNZIONARE. Deve, altrimenti è ovvio che sorga un'opposizione. Il filosofo marxista Zizek afferma, a mio avviso correttamente, che l'unica vero opposizione al modello (fallimentare) del pensiero unico odierno sono paradossalmente i fascisti e i razzisti. Sono gli unici rimasti ad avere una certa visione del POLITICO (das Politische, e non solo della politica - die Politik). Dare la "caccia" ai fascisti, in fondo gli unici oppositori, non serve. Anzi, l'opposizione deve sempre essere vista come utile in termini dialettici. L'unica vera speranza per la sopravvivenza della società liberal-democratica è cominciare a farla funzionare. Non sta accadendo e questo può portarla direttamente alla sua destituzione. Se vogliamo, il processo è già iniziato - cos'è infatti questa crisi economica? Pensate seriamente che ne usciremo mai senza gravi sconvolgimenti politici?
Bidussa, sono le sue domande, con la loro valenza inquisitoria, a essere incompatibili con la democrazia e la costituzione, non Pallavidini. In Italia esiste ancora l'articolo 33 della costituzione (libertà d'insegnamento). E' la psicopolizia che è incompatibile con la democrazia.
Rispondo ad Andrea Carancini al post 8 gennaio 2012 - 11:59
Lei confonde, non so se volontariamente o meno due cose:
1. Che nessuno è una bocca della verità e dunque io non credo di avere o di possedere la verità;
2. Che a fronte di una libertà di insegnamento ideologizzata la risposta è un intervento di supporto con altri contenuti
Io non propongo né un tribunale della verità, né una commissione di detentori del vero che sostituisca Pallavidini.
Ma una volta ammesso questo non è che tutto rimane come prima e ci siamo fatti un’analisi della realtà per non modificarla. IO credo che l’analisi della realtà sia utile se poi si fa qualcosa.
Allora intervenire senza presumere che solo la sanzioni funzioni o che si definisca un tribunale del popolo, si può a mio avviso e si può considerando gli utenti. Bene gli allievi del Prof. Pallividini e le loro famiglie, sono degli utenti. Forse sono soddisfatti del prodotto che ricevono. Non posso obbligarli a valutare la conseguenza di questa loro valutazione, ma devo riflettere sugli effetti che essa potrà avere in futuro.
Oppure gli allievi del Prpf. Pallavidini e le loro famiglie,non sono soddisfatti, e dunque si tratta di mettere in pratica un’azione di supporto.
Se lei in tutto questo vede un atto inquisitoriale lo vede solo lei.
Nessuno è una bocca della verità? Lo dica, e lo ripeta pure: il tono del suo precedente intervento lasciava presumere il contrario. In secondo luogo, prima di predicare dal pulpito contro il "nazista" Pallavidini, lei è davvero sicuro che le affermazioni che sono state attribuite al prof. torinese, lui le abbia scritte davvero? Fatemi vedere la pagina Facebook di riferimento, e poi ne riparliamo.
chiunque abbia conosciuto Pallavidini è strasicuro che quelle affermazioni le abbia scritte lui, anche se ovviamente la magistratura dovrà accertarlo tecnicamente per l'imputazione (e mi creda, ci metteranno un attimo, non per il complotto ebraico, ma per la ragione di cui sopra); c'è anche il non trascurabile "dettaglio" che anche quando fu sottoposto a un'inchiesta alcuni anni fa, Pallavidini non negò mai di aver scritto su internet le sue solite bestialità razziste e antisemite per cui lo conosce tutta Torino (in quell'occasione il proposito di far leggere agli allievi il Mein Kampf, che in teoria non è un reato, ma lo diventa se il proposito dichiarato è quello di alimentare tramite il libro l'antisemitismo)...libertà d'insegnamento, suvvia, siamo seri...se siete nazisti dichiaratelo e sopportatene le conseguenze penali, fate più "bella" figura...o vi vergognate perfino voi di ammetterlo?
Quella dove sono casualmente capitato mi sembra una gabbia da matti e non intendo restarci oltre... ma almeno su un dato di fatto vorrei invitarvi: state ai fatti ed andatevi per lo meno a sentire l’Intervista appena rilasciata dallo stesso Pallavidini, da dove risultano due cose: A) È lo stesso Pallavidini che se ne vuole andare in pensione... Se lo aiutate, vi sarà grato. Giustamente, di questa scuola, che è proprio quella da voi divinata si è disgustato... Ed io ringrazio il cielo di non essere finito insegnante in questa cuola impossibile... B) Quanto alle dichiarazioni attribuite a Pallavidini emerge che si tratta di mera spazzatura raccolta da Repubblica, in compartecipazione con gli ambienti che Bidussa rappresenta. È una delle solite sudice operazioni ordite da Repubblica e dagli Amici... (vediamo se passa, se no...) Ah il link... ma andatevolo a cercare...
Certo certo, è sempre il complotto giudaico-massonico, mica è nazista Pallavidini! ma quanto siete ridicoli? ma ci rendiamo conto di che pericolo pubblico sia questo personaggio? O siete convinti anche voi che gli ebrei di Wall Street o di Hollywood non abbiano talmente un c. da fare che abbiano ordito una trappola a questo italico babbeo travestito da intellettuale e mantenuto dal contribuente? E come avrebbero potuto farlo, se questo figuro non avesse scritto di suo quelle idiozie in cui crede fermamente? Le ha scritte sotto dettatura di un agente del Mossad che lo minacciava a mano armata?
A quest'ora lo avrebbe già detto per scagionarsi...Chi difende un simile personaggio lo fa perché è come lui e dimostra una capacità di raziocinio perfino inferiore alla sua, e abbiamo detto tutto...
Io proporrei l'incriminazione anche di chi lo difende..ma vi rendete conto che la propaganda dell'odio razziale su internet è ancora più grave perché, ammesso che Pallavidini non dia seguito alle minacce (ma dobbiamo fidarci di lui, che è come minimo da ebeti con uno squilibrato del genere), nel numero enorme di persone con cui può entrare in contatto via internet niente vieta che ci sia qualcuno più fulminato di lui, o un ragazzino instabile che, magari incitato anche dalla "autorevolezza" del "professore", lo prende sul serio e va a stendere qualcuno che ebreo o di colore può benissimo essere una persona integerrima? Come se di italiani cattolici bianchi delinquenti ce ne fossero pochi...Il morto in quel caso a chi dovrebbe dire grazie? E se nella traiettoria del proiettile vi trovaste voi, vostra madre o vostra sorella, che finiscono in una pozza di sangue, come la mettiamo? Difendereste ancora Pallavidini blaterando del complotto giudaico-massmediatico? Svegliatevi italiani e accendete il cervello se ne avete ancora uno, in un paese civile uno così sarebbe già stato arrestato, mentre qui si fanno "dotte" discussioni sullo stato liberale, bravi bravi "intellettuali" dei miei zebedei, per non dire peggio...meno male che ci sono ancora magistrati e giornalisti che sanno fare il loro lavoro...
Mi sembra che il tono generale dei commenti sia piuttosto sbilanciato. Per quel che vale ho scritto il seguente email alla segreteria del Liceo Cavour,
"Chi vi scrive e' all'opposto di ogni estremismo. Sono un ingegnere torinese (liceo classico peraltro non al Cavour) da anni residente negli USA. Voglio esprimere la mia completa solidarieta' al Prof. Renato Pallavidini.
Anche se vi sembrera' un'ingenuita' colossale vorrei ricordarvi l'espressione di Voltaire, "Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo." E altrettanto ingenuamente vi pregherei di non lapidare una persona chiaramente qualificata, solo perche' osa esprimersi contro-corrente.
E soprattutto evitate di finire come gli US of A dove nessun parlamentare puo' permettersi di usare il termine "Palestina" invece dell'ammesso "Territori Occupati" pena la perdita del seggio.
Cordiali saluti!
Per giudicare con obbiettività della vicenda Pallavidini, bisogna tenere presente i capitoli precedenti, dei quali uno dei punti fermi è di certo la sentenza di ASSOLUZIONE contro le sue precedenti imputazioni (qui nella sintesi di Moffa, se c'è qualcuno che riesce a trovare il testo integrale sarà benemerito):
http://www.21e33.it/pdf/liberticidi/liberticidit/liberticidit07/pallavid...
Dunque, farò outing qui:
sono stata un'allieva del detto professore, in quarta e quinta liceo.
é ormai passato qualche anno, quindi i miei ricordi non sono freschissimi...ma vorrei dare due o tre contributi alla discussione (dato che dopotutto si parla di me e dei miei altri colleghi).
Innanzitutto, quell'uomo è una macchietta comica, niente di più, niente di meno. Partiva in sproloqui sulla scuola gentiliana, che era molto meglio di quella di adesso, e non la smetteva più di farci studiare Russeau e Fichte (di cui peraltro mi ricordo molto poco.)
DI tutta la filosofia (e la storia) che ho studiato, ricordo molto poco, forse per mia colpa, o forse perchè ricordo ciò che ho approfondito in seguito per mio conto.
Ricordo però alcuni frammenti di lezione, e ricordo che la storia, con i suoi commenti, era per lo meno calata nel contesto. Ricordo che risi per ore al suo discorso per cui "I Nazisti persero la guerra in Russia perchè partirono tardi, a causa degli Italiani che si andarono ad incasinare in Grecia".
Ricordo anche che per avere un buon voto con lui dovevi davvero studiare un sacco... e non per forza essere della sua stessa opinione. Da come lo ricordo io era un estremista comunista, assolutamente non nazista...e per quanto riguarda il Mein Kampf, io lo lessi per conto mio all'epoca per avere un approfondimento critico sul pensiero nazista (tutti ne parlano, ma pochi l'hanno letto) in maniera da preparare per bene la tesina di maturità...e quando gli proposi l'idea, mi guardò stranito chiedendomi se ne fossi proprio sicura, e dicendomi che era una lettura terribile...(E in effetti è terribile, è scritto malissimo ed è delirante)
Alla maturità in compenso si rivelò un prof orrendo, cercando di metterci in difficoltà in tutti i modi, e portando come domanda in terza prova un periodo storico che neppure aveva affrontato...odio profondo da parte di tutti, come potrete immaginare.
In conclusione, la mia personale opinione è che sia rimasto la persona piccola, frustrata e mediocre che era una decina di anni fa, addirittura più frustrato di prima. Era un bravo insegnante, nel senso che la storia e la filosofia dovevi impararle davvero a menadito, e che dovevi essere in grado di sostenere le tue tesi in maniera ferma.
Sono rimasta stupita non tanto dalle sue uscite, che sono in linea col suo personaggio eccessivo, quanto per il clamore mediatico suscitato... secondo me non sarebbe in grado di fare male a una mosca, è solo una piccola persona che si riempie la bocca per sentirsi osannare dai quattro pirla che seguono il suo profilo...
Poi ovviamente posso sbagliarmi, e quindi è comunque giusto che venga controllato.
queste discussioni in rete sono nocive. qualcosa di mezzo tra una chiacchera al bar e una scritta di sfogo sulla parete del cesso. l'anonimato è una delle cause dello svaccamento. urge bavaglio per gli irresponsabili.
Ma dott. Bidussa, quanto tempo è che non entra in una scuola? Lei lo sa che da quando ho cominciato questo lavoro (30 anni fa) sono passate circolari e "riforme" che non hanno mai aiutato il professore in nulla (qualunque corso di aggiornamento, a meno che non sia imposto dal ministero e qualunque libro è a carico nostro?) se non a mettergli sempre piu' allievi in classe, insieme a pressioni di natura contrastante (all'interno dellla scuola si preme per "non bocciare" e dall'esterno arrivano i quiz "invalsi" testati su argomenti standard scelti alla "pene di segugio") e a limitazioni su limitazioni (quest'anno non ho manco ottenuto di avere le cartine geografiche in classe). Ho due terze di 32 persone. Alla società circostante interessa una cosa sola, che i loro bambini vengano promossi, senno' si devono pagare le scuole private. Se di "brodo di coltura" si deve parlare è del sistema economico che ha ridotto la scuola ad inutile diplomificio senza offrire mezzi per gli approfondimenti, per il recupero individuale, contro la dispersione scolastica. Con 32 allievi in classe è già moltissimo se riesci a farti seguire dall'80 % degli allievi. Se non hai una buona competenza nella "tenuta" del gruppo, fai una fatica enorme a lavorare e gli studenti di oggi non sono leggerini: è gente con tempi bassissimi di concentrazione e con una cultura di base da narrativa dei videogiochi. Dica le cose come stanno: il prof Pallavidini (che anche dai racconti della sua allieva non mi pareva fosse un fanatico nazista. A parte ce era di rifondazione) è sclerato perchè perseguitato dal sistema mediatico. Quando ti bollano da negazionista a scuola stai peggio che un appestato. Perchè non dirlo? Svolgere un compito come quello scolastico e nel frattempo far fronte alle pressioni derivanti da un'accusa del genere è difficile umanamente.
La pietà umana dovrebbe essere il primo argomento, se lei si dice un seguace dell'intelleetto, verso il prof. Pallavidini. Invece lei non fa altro che reiterare un berlusconiano "odio per i professori" che inculcano. Certo, lei lo fa meglio di Berlusconi. Riecse anche a convincere l'interlocutore di una sua probabile ragione. Ma non ne ha. Almeno ai miei occhi.
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L'autore
David Bidussa (Livorno 1955) storico sociale delle idee. Lavora presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Il suo ultimo libro è Dopo l’ultimo testimone (Einaudi 2009). Ha curato Goffredo Mameli, Fratelli d’Italia (Feltrinelli 2010) e Antonio Gramsci, Odio gli indifferenti (Chiarelettere 2011).
