Per Lonely Planet Trieste è la più bella fra le città dimenticate dai turisti
Trieste è la più bella fra le destinazioni snobbate dai turisti. Parola di Lonely Planet, il colosso delle guide per viaggiatori indipendenti. La casa editrice ha infatti recentemente messo il capoluogo del Friuli Venezia Giulia in cima alla lista dei luoghi assolutamente da vedere fra quelli ancora rimasti fuori dai sentieri battuti dal turismo di massa.

La Fontana dei Quattro Continenti in piazza Unità d'Italia (foto: Paola di Bella)
“Perché -si chiede Lonely Planet- questa atipica città italiana non si trova in testa a una classifica di luoghi da non perdere?”. Trieste viene quindi descritta con quese parole:
è un melting pot culturale che si estende su una lingua di terra che si affaccia sul mare, a ridosso della Slovenia. Fu il porto principale dell'Impero Austro-ungarico e tuttora conserva un'aura affascinante del passato. James Joyce, che risedette in questa città, cominciò a scrivere l'Ulisse proprio qui e non a Dublino. Trieste è una città che trabocca della magnificenza asburgica, dai caffè viennesi, alla cucina mitteleuropea, al suo ampio lungomare in stile neoclassico.
Nella classifica Trieste precede Arras (Francia), Gujarat (India), Chóngqìng (Cina), Aberdeen (Scozia), Utrecht (Olanda), Meknès (Marocco), Helsinki (Finlandia), Jerez de la Frontera (Spagna) e Takayama (Giappone). Tutte località osannate per la loro bellezza, ma che secondo Lonely Planet restano destinazioni atipiche per il turista medio a causa della loro posizione geografica, per la presenza di località vicine di maggior richiamo o per semplice caso.
Commenti
peccato che sia male amministrata da sempre.,Ma con il magazzino vini( 2 piani sotterranei per il museo delle scienza???) e l'acquario del mare ( dove parcheggeranno il milione di visitatori previsti? )sarà tutta un'altra cosa.
Ogni tanto torno a trovare mia zia ma vedo che la città è un pò come lei: una bella anziana che fu una bella giovane. Tanto fascino ma nessuna energia. Tagliata fuori dai treni e dagli aerei, se vuoi conoscerla, ci devi venire per forza o in macchina o con tanta pazienza. Tanti cani, pochi bambini, bella ma destinata a divenire un museo o una necropoli. Bellissima ma troppo tranquilla.C'è un pezzo della mia storia famigliare qui ma è tutto troppo lontano. Preferisco la mia caotica Tel Aviv
Il termine TURISMO DI MASSA fa paura. E' apprezzabile non essere schiacciati da un'orda di turisti. Conosco molte persone che apprezzano Trieste pur vivendo molto lontane, magari in città più "famose". Ci sono ancora persone che scrivono sulla nostra città, non è finito tutto con Svevo! Forse potrebbe bastare? Nel senso, è necessario inventare qualcosa di nuovo per essere più interessanti? Non sembrerebbe un'operazione di marketing? Ci si potrebbe limitare a organizzare meglio ciò che già c'è, in senso qualitativo. Ma non capisco la necessità di incrementare la quantità. L'espressione TURISMO DI MASSA fa pensare solo a questo genere di incremento.
A Trieste bisogna viverci, come ho fatto io 5 anni, per comprenderne la bellezza e il bon vivre dei suoi ritmi, dei suoi caffè....
I turisti che la visitano non sono orde, ma neanche pochissimi, sono discreti e spesso mimetizzati dall'obiettiva multinazionalità dei suoi abitanti.
E' un poco spenta, per attività economiche, ma la vita dei Triestini non sembra affatto spenta, anzi...
Non finirò mai di rimpiangerla
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L'autore
Nasce nel 1983 nel capoluogo giuliano, dove si laurea in Pubblicità e Comunicazione d'Impresa. Scrive sul quotidiano di Trieste Il Piccolo e sul blog Il Magazzino www.magazzo.wordpress.com .
Twitter: @giovaortolani
