Scrivere è ridisegnare un universo mal rappresentato. Mamma a tempo pieno, impiegata part-time, blogger per vocazione nei ritagli di tempo che restano a un io iper-indaffarato. Laureata in lingue, devo il mio primo approccio al femminismo alla letteratura inglese. Da una tesi sui matrimoni imposti, ho sviluppato, in seguito, una passione per l’analisi del linguaggio pubblicitario, principalmente quando questo utilizza la donna come soggetto-oggetto delle strategie di mercato. Freelance per testate online e riviste scientifiche. Attratta dalla sociologia dei fenomeni migratori e dalle politiche di integrazione, soprattutto se analizzate in un’ottica di genere. Per ampliare le conoscenze e dare spessore alle mie ‘ossessioni’, ho frequentato il corso finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Daphne su vittime della tratta degli esseri umani, crimini d’onore e matrimoni forzati.
Eterna indignata, bastian contraria della modernità, testarda e spesso incoerente, femminista a modo mio.