Come diventare cittadini di Asgardia, il primo Stato che nascerà nello Spazio

Sarà una piattaforma che rivoluzionerà tutto, il primo passo per trasferire l’umanità su un altro pianeta. La cittadinanza è semplice da ottenere, non serve nemmeno lasciare casa propria

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14 Ottobre Ott 2016 1103 14 ottobre 2016 14 Ottobre 2016 - 11:03
Tendenze Online

Per chi volesse lasciare il Paese ma non sapesse dove andare, si prepara una soluzione. Si chiama Asgardia e sarà (sarebbe) il primo Stato nello spazio. È l’ultima trovata di un team di scienziati e di esperti legali, convinti che questo nuovo soggetto statale aiuterà la pace e aprirà l’accesso alle tecnologie spaziali anche a Paesi che, al momento, non hanno risorse sufficienti. Un Paese nuovo con la sua bandiera, il suo inno e che, un giorno, avrà anche il suo seggio all’Onu.

Una bella idea, suggestiva. Ma a cosa serve? “Offrirà una piattaforma libera dalle leggi terrene, uno spazio in orbita che sia no man’s land”. Cioè? Non è chiarissimo: l’idea è di cominciare prima con un singolo satellite (partirà l’anno prossimo) in cui risidereanno alcuni cittadini. Ma attenzione: i cittadini saranno residenti sulla Terra, non andranno nello spazio. Le cose si complicano. I cittadini di Asgardia, secondo l’ideatore del progetto Igor Ashurbeyli, intervistato dal Guardian, “saranno di vari Paesi e potranno vantare una doppia cittadinanza: quella del loro Paese di origine e quella di Asgardia”. Appena arrivano a quota 100mila potranno far domanda per il riconoscimento di Stato da parte delle Nazioni Unite. Per chi volesse iscriversi, il modulo è qui.

Sì, ma perché uno dovrebbe farlo? “Prima di tutto, perché sarebbe una cosa prestigiosa”. E poi perché tutta l’iniziativa mira a promuovere una revisione delle leggi che regolano le attività nello spazio. Ora vale una legge degli anni ’60, l’Outer Space Treaty, che assegna la responsabilità per tutti gli oggetti che sono in orbita al Paese che ce li ha mandato. Adesso, per esempio, Asgardia potrebbe prendersene la responsabilità, senza riflettere gli interessi particulari dei diversi Stati, ma riassumere l’interesse primario dell’umanità.

Certo, in futuro Asgardia farà parte a se stessa e agirà in nome di tutti, ma almeno all’inizio dovrà ricevere la collaborazione degli Stati già esistenti. Poi potrà proteggere tutti dalle minacce dello spazio – che non sono gli alieni, come potrebbe pensare qualche spiritosone, ma la “spazzatura” spaziale (se ne è parlato qui) – e infine fornire una piattaforma per quando sarà necessario lasciare questo pianeta e colonizzare uno nuovo. Ci vorrà molto tempo, certo. Ma forse il momento per cominciare è arrivato.

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