Ma quale Trump: il vero vincitore in America è "Did not Vote"

La maggioranza degli elettori americani non ha votato (compresi quelli che non si sono nemmeno registrati). Perché? Oltre alla disaffezione nei confronti dei candidati, c’è anche un altro problema: si vota martedì, e molti quel giorno devono lavorare

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Chip Somodevilla / Getty Images

19 Novembre Nov 2016 0830 19 novembre 2016 19 Novembre 2016 - 08:30

Un’ultima analisi del voto americano, visto che non ce ne sono state ancora abbastanza: quella del non-voto. Detto in modo rapido, come dimostra questa mappa ben fatta, se “Did not Vote” fosse stato il nome di un candidato, avrebbe stracciato chiunque: sia Donald Trump che, a maggior ragione, la Clinton.

Come si può vedere, solo in sei Stati su cinquanta ha votato la maggioranza degli aventi diritto (che, a sua volta, è solo una parte della popolazione, ancorché rilevante): in Wisconsin, Indiana, Minnesota, Massachussets, Maine, New Hampshire e Washington D.C. In tutti gli altri no, e questo non sarà un problema per la democrazia (è prevista, come libertà, anche quella del non-voto), ma qualche domanda sulla rappresentatività – almeno quella – la solleva.

Gli Usa permettono diverse modalità di voto, proprio per ovviare a questo problema. Si può votare via posta, ad esempio. In alcuni Stati come il Colorado la scheda per il voto arriva a casa per ciascun elettore, che può scegliere di restituirla nelle due settimane che precedono la votazione. Eppure, anche questo sistema non ha aiutato l’affluenza: anche in Colorado ha vinto il “non-voto”, e tra chi ha votato ha prevalso invece il campo della Clinton. Prima di dire/pensare che è tutta colpa della qualità dei candidati (è indubbio che fosse molto bassa da ambo i fronti), si aggiunga che, in molti Stati, insieme al nuovo presidente, si decideva anche su questioni legali interne: pena di morte, legalizzazione della marijuana, alcolici, scuole. Ah, anche per la composizione del Senato. Insomma, il non voto non riguarda solo i candidati. Riguarda la politica.

Il punto dolente, infine, è la giornata scelta: il martedì. In Italia, si parva licet, si vota nelle giornate festive, proprio per evitare che il lavoro non penalizzi il voto. E allora, si chiedono tanti utenti di Reddit (dove è stata postata la mappa): dato che non si può rinunciare alla tradizione, dato che non si può snaturare un uso che risale al 1.700 (chissà poi perché), perché non trasformare il giorno del voto (che rimarrebbe sempre martedì) in un giorno di vacanza per tutti gli States?. Così anche chi lavora molto può votare. È una buona idea, soprattutto per quegli elettori che ne approfitteranno per organizzarsi un bel ponte, da sabato a martedì. Del resto sono americani, mica santi.

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