I segreti del giovane Kim Jong-un raccontati dai suoi compagni di classe

Quando era ancora un ragazzino, il dittatore nord-coreano (non una cima dal punto di vista dello studio) aveva studiato in un istituto svizzero. Sotto falso nome, era servito e riverito da uno stuolo di servi e guardiani, di fronte ai compagni stupiti

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Roslan RAHMAN / AFP

8 Giugno Giu 2018 0725 08 giugno 2018 8 Giugno 2018 - 07:25

Aveva una grande passione per il basket, in particolare per Michael Jordan. Non parlava bene tedesco (almeno, non al livello dei suoi compagni di scuola svizzeri), era seguito da vari servitori e guardiani, compreso un cuoco. Chi era? Semplice, il giovane Kim Jong-un.

Non tutti sanno che il giovane dittatore coreano ha fatto parte dei suoi studi in Europa, in particolare alla Liebefeld Steinholzli Schule una scuola superiore svizzera. I suoi compagni di allora se lo ricordano ancora oggi. All’epoca non sapevano che si trattasse del figlio del presidente Kim Jong-il, visto che per ragioni di prudenza utilizzava un falso nome, Pak Un, e dichiarava di essere figlio di uno degli ambasciatori coreani di stanza a Berna.

Eppure non era molto credibile: oltre al servizio di ordine e di controllo che lo seguiva in ogni momento (addirittura, filmavano le sue partite di pallacanestro), abbastanza eccessivo anche per il figlio di un importante diplomatico, nessuno aveva mai visto i suoi genitori. In più era costretto ad assentarsi spesso, tanto che alla fine dei due anni di scuola aveva totalizzato 180 giorni di assenza. Come risultato, venne bocciato per scienze ed ebbe voti bassissimi anche nelle altre materie.

Secondo i ricordi dei suoi compagni, era un personaggio molto timido. Poco sveglio con le ragazze, interessato più allo sport (il basket), per cui nutriva una vera e propria passione (spiegabile, e ai film di azione. Poco dotato per la scuola, era molto più attirato dai tipici formaggi svizzeri (vuoi vedere che la sua attuale stazza deriva da un eccesso di latticini?) e non sopportava gli spaghetti freddi.

Poi, a un certo punto, lui e i suoi servi sono scomparsi nel nulla. Nessuno, né i compagni né il personale scolastico, era stato avvertito. Dove era finito? Con ogni probabilità, era dovuto tornare in fretta in Corea, per prepararsi alla successione. E non si è più presentato in quei luoghi, nemmeno per la classica pizzata dei compagni di classe.

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