Meno vincoli edilizi, così il Governo aiuta i vip del golf

Meno vincoli edilizi, così il Governo aiuta i vip del golf

Taglio della spesa pubblica, semplificazione della burocrazia, riforme fiscali. Ma soprattutto, incentivi per la costruzione di campi da golf. La ricetta del governo per combattere la crisi economica è ampia e variegata. Tra le misure al vaglio del Parlamento, colpisce il provvedimento presentato dal ministro per il Turismo Michela Brambilla, attualmente all’esame della Commissione Industria del Senato. Un piano strategico per incentivare la proliferazione di campi a diciotto buche e sviluppare l’offerta turistica italiana. E siccome, va da sé, i turisti hanno bisogno di dormire, il ministro ha pensato bene di incoraggiare nello stesso ddl anche la costruzione di strutture ricettive annesse agli impianti sportivi. Il rischio di speculazioni è dietro l’angolo. Anche perché il provvedimento snellisce non poco le procedure di edificazione nelle aree naturali protette e nelle zone sottoposte a prescrizioni dal codice dei beni culturali.

A salvaguardia delle bellezze paesaggistiche del Belpaese restano i vincoli previsti nei piani regolatori. A quelli, però, ci ha pensato un altro disegno di legge. Presentato dai leghisti Alberto Filippi e Mario Pittoni e all’esame congiunto della stessa commissione di Palazzo Madama. Una proposta finalizzata a snellire le procedure burocratiche per i costruttori di campi da golf (e non solo). Che prevede «la possibilità di realizzare strutture di ricezione turistica e residenziale nelle aree limitrofe con procedure edilizie acceleratorie. Anche in deroga al piano regolatore vigente».

Una manna per tanti imprenditori italiani. Tra questi, anche i fortunati proprietari della Cortina Srl: la società che gestisce il campo dell’Associazione Golf dell’esclusiva località dolomitica. Un’azienda – raccontano in Veneto – che già da tempo sogna di ampliare lo splendido percorso dalle attuali nove a diciotto buche.

Spulciando la lista dei proprietari di Cortina Srl – sede legale in via Fraina 14, capitale sociale di oltre 4 milioni e mezzo di euro – si resta stupiti. Più che un’azienda dedita alla «gestione di impianti sportivi finalizzati alla pratica del golf», sembra un club esclusivo. Ci sono decine tra i più noti esponenti del gotha finanziario del nostro Paese. Capitani d’industria come Giuseppe Gazzoni Frascara e Guido Barilla, rampanti economisti come Vittorio Grilli. Persino protagonisti della cultura nazionalpopolare come il noto regista di cinepanettoni Carlo Vanzina. Sarà stata l’aria di montagna. Forse la passione per l’attività sportiva più à la page del panorama olimpico (il golf sarà inserito nel programma dei Giochi di Rio del 2016). Fatto sta che negli ultimi tempi la lista dei soci proprietari di Cortina Srl è cresciuta a dismisura. E oggi arriva a contare circa 150 nomi.

L’elenco non può che partire – almeno in termini di prestigio – da Vittorio Grilli. Già membro dei consigli d’amministrazione di Bnl, Enel e Alitalia, dal 2005 è il direttore del Tesoro. Stando alle indiscrezioni di Palazzo, sarà lui il prossimo governatore della Banca d’Italia. Per entrare a far parte del prestigioso club ha versato la quota minima: 18.100 euro. Ammonta a più di 70mila euro, invece, l’assegno staccato dall’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni. Consigliere di amministrazione di Assicurazioni generali, vicepresidente del London Stock Exchange Group, dirigente della Fondazione Teatro alla Scala e, a quanto raccontano, eccellente golfista.

Mr Idrolitina Giuseppe Gazzoni Frascara, già presidente del Bologna calcio, ci ha messo 54mila euro. Il presidente del più famoso pastificio italiano Guido Maria Barilla, oltre 180mila. La lista continua. Ci sono anche l’amministratore delegato di Mediaset e Publitalia, il Cavalier Giuliano Adreani e l’editore del Secolo XIX Carlo Perrone (entrambi hanno versato 18.100 euro). Doppia quota, pari a 36mila euro, invece, per Andrea Riello (presidente dell’omonimo gruppo industriale) e per il re dei divani Pasquale Natuzzi.