I ribelli del Pdl crescono. La fronda si organizza su facebook

I ribelli del Pdl crescono. La fronda si organizza su facebook

Il gruppo dei dissidenti cresce. I parlamentari del Pdl delusi dalla manovra e pronti a dare battaglia per modificare il provvedimento aumentano. Giovedì scorso, al termine dell’intervento del ministro Tremonti a Montecitorio, erano in quattro. Sono diventati nove il giorno in cui il Consiglio dei ministri ha licenziato il decreto. Oggi, raccontano, sarebbero già una ventina. E il malcontento si allarga. In queste ore sono in corso contatti per provare ad allargare ulteriormente il fronte dei delusi.

C’è il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto e l’ex ministro Antonio Martino. E poi Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Alessio Bonciani, Deborah Bergamini, Santo Versace, Isabella Bertolini. Tra i più attivi il fedelissimo del Cavaliere Giorgio Stracquadanio. Proprio il deputato milanese sta lavorando alla pagina facebook della fronda. Si chiama “Il Pdl non è il partito delle tasse. Cambiamo la manovra”. A breve saranno inseriti i comunicati del gruppo e la rassegna stampa. Creata da poche ore, al momento la pagina ha solo 7 “amici”. Un dato destinato a crescere. «In questi giorni – svela uno dei ribelli – sto ricevendo decine di mail e messaggi di incoraggiamento. Non è una manovra da Pdl e la gente se n’è accorta. Tutti ci chiedono di resistere. Mi dicono che se il presidente del Consiglio va avanti così, questa sarà la morte del partito».

Ancora mistero sull’identità degli ultimi parlamentari Pdl che hanno deciso di aderire alla protesta. Entro domani sarà pubblicato un comunicato con i nomi dei partecipanti alla fronda. Nel frattempo si lavora anche sui contenuti. I “delusi” stanno preparando un documento ufficiale con le loro proposte sulla manovra. «Saranno divise per titoli – spiegano – ad ogni voce sarà quantificato il relativo valore». Almeno due le direzioni in cui si muoverà il progetto. «Togliere gli aspetti più iniqui e depressivi inseriti nella manovra, cioè le nuove tasse – spiega Stracquadanio – e rafforzare il carattere riformatore del provvedimento per ridurre la spesa pubblica».

Al primo punto ci sarà con ogni probabilità il tema della previdenza. I “delusi” chiederanno al governo di alzare l’età pensionabile. Per modificare la voce il presidente Berlusconi dovrà vedersela con il ministro Umberto Bossi. «Ma insomma – racconta Stracquadanio – nel confronto interno alla maggioranza qualcosa il Cavaliere la dovrà pure ottenere». Probabile, poi, una proposta di aumento dell’Iva. Il sottosegretario Crosetto l’ha già chiesto espressamente. Ma non tutti all’interno della fronda sono d’accordo. «Per me – rivela qualcuno – quella dell’Iva deve essere considerata solo come una misura estrema». Ci sarà una nuova proposta sul pacchetto delle privatizzazioni. E un nuovo progetto per quanto riguarda la razionalizzazione degli enti locali. «Quello approvato dal governo è troppo caotico». Nuovi parametri per la soppressione delle province, quindi. Ma anche l’ipotesi di accorpamento per gli enti locali cancellati dalla manovra.

Come saranno incardinate queste richieste? Difficilmente si trasformeranno in altrettanti emendamenti. Più probabile che il governo possa premiare alcune delle proposte, inserendole in un maxiemendamento – magari assieme ad alcuni progetti dell’Udc – su cui chiedere la fiducia alle Camere. Non solo a Montecitorio. Ma anche al Senato, dove partirà l’iter della manovra. Il tutto giustificato dai pressanti inviti dell’Europa ad approvare in fretta il provvedimento.

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