Primarie a Palermo, l’outsider che sfida la Borsellino e il Pd

Primarie a Palermo, l’outsider che sfida la Borsellino e il Pd

Nel Partito democratico ricordano bene come andò finire a Milano e Cagliari, quando Giuliano Pisapia e Massimo Zedda misero all’angolo i candidati scelti dell’apparato del partito. Ancora più fresco è il ricordo di come sono finite le primarie di Genova, dove ha prevalso il candidato si Sinistra ecologia e Libertà, Marco Doria. Ecco perché la preoccupazione sale con l’avvicinarsi delle primarie palermitane, dove i candidati sono quattro: Rita Borsellino appoggiata dai vertici Pd, il “renziano” democratico Davide Faraone, Fabrizio Ferrandelli e Antonella Monastra. Ieri il segretario Bersani ha detto che «le primarie non sono una cena di gala, ma a Palermo non ci sarà alcuna resa dei conti nel Pd».

La paura nel Partito democratico è la seguente: cosa succederebbe se Rita Borsellino, candidata ufficiale del Pd «ma senza tessera», perdesse malamente le primarie del prossimo 4 marzo? La sconfitta sarebbe ancora più pesante dato il sostegno di Leoluca Orlando (lo chiamano ancora ‘u sinnacu in città in ricordo della cosiddetta primavera palermitana degli anni ’90) e la compattezza del centrosinistra targato Idv-SeL-Pd.

Con il passare delle ore salgono le quotazioni dell’outsider Fabrizio Ferrandelli, candidato alle primarie appoggiato dall’ala del Pd che sostiene la maggioranza al governo regionale guidato da Raffaele Lombarda. I due esponenti principali sono Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Assemblea regionale siciliana e il senatore Beppe Lumia. Ferrandelli, 31 anni, maturità classica con laurea in lettere al seguito «ma senza lode», come tiene a specificare, da più di un mese è della partita: «Posso farcela, voglio fare il sindaco».

La carriera politica di Ferrandelli inizia a 25 anni con una candidatura alle regionali con la lista “Rita”, una lista civica a sostegno di Rita Borsellino, candidata alla presidenza della Regione nel 2006. Alle ultime amministrative di Palermo, si candida sotto la “lista Orlando Sindaco”, e riesce a diventare consigliere comunale. Infine l’approdo ad Italia dei Valori, «unica tessera di partito che ho avuto», ma oggi «non sono più dell’Idv in attesa del procedimento di espulsione».

In realtà la candidatura di Ferrandelli non nasce nel mese di gennaio, grazie alla spinta dell’ala Pd favorevole al dialogo con Lombardo del duo Cracolici-Lumia, ma parte da lontano. Ad ottobre un gruppo di associazioni riunite sotto il cartello “Per Palermo è ora” invita il giovane consigliere comunale dell’Idv a scendere in campo. Ferrandelli è lusingato dell’endorsement delle associazioni ma preferisce temporeggiare. Poi Idv lo scarica, optando per Orlando, e lui non ci sta. Il 14 gennaio in un cinema Imperia stracolmo di un migliaio di supporter “il candidato del polo civico”, così ama essere definito, annuncia la decisione «di correre direttamente al primo turno». Ma a fine gennaio, alcuni dicono eterodiretto da Cracolici e Lumia, fa un passo indietro: accetta di partecipare alle primarie.

Inizialmente aleggia un certo scetticismo attorno alla candidatura di Ferrandelli. Nel Pd nazionale sorridono appena il duo Cracolici-Lumia annuncia sostegno al giovane ex dipietrista: «Sono pazzi, si andranno a schiantare con un muro!». Bersani è sicuro di farcela: «Rita è la più forte, è sufficiente la “foto di Vasto” per vincere le primarie. Palermo non mi preoccupa».

Giorno dopo giorno Ferrandelli incassa l’immediato sostegno di quasi tutti i consiglieri comunali palermitani del Pd. Secondo una fonte autorevole a Linkiesta, che vuole restare anonima: «Il Pd tranne il segretario Lupo è con Fabrizio. I consiglieri comunali del Pd, al netto di Maurizio Pellegrino, sono tutti con Fabrizio. Ad esempio, Vincenzo Tatania è consigliere comunale da tre anni, ha con sé l’Udu (Unione degli studenti universatari), e con lui ci sono tre consiglieri di circoscrizione. Poi ci sono: Rosario Filoramo, Ninni Terminelli, Salvo Allotta e Cesare Mattaliano. D’altronde in questa competizione più che i big sono importanti i consiglieri: chi è a contatto con i cittadini». Ma Ferrandelli annovera dalla sua anche un certo numero di big: l’europarlamentare Sonia Alfano, l’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, l’ex ministro delle telecomunicazioni Salvatore Cardinale e il deputato regionale del Pd Pino Apprendi.

Ferrandelli, che dice «ogni giorno mi sveglio alle sei e mi ritiro la sera all’una e mezzo», è la notorietà e il seguito che il giovane ha in città. Raccontano a Linkiesta: «Cracolici e Lumia decidono di sostenere Ferrandelli dopo aver fatto un sondaggio nel quale chiedono come prima cosa: conosci Fabrizio Ferrandelli? E se alla prima domanda la percentuale era già abbastanza alta per essere un giovane trentenne al primo mandato di consigliere, alla seconda domanda, “lo voteresti?”, Ferrandelli ha raggiunto numeri spaventosi». E ieri, a dimostrazione della notorietà e della capacità di mobilitare tantissimi giovani e meno giovani, Fabrizio Ferrandelli ha riempito il teatro Politeama. «Sono stata al Politeama – racconta una giovane studentessa universitaria – lasciamo stare i numeri sui quali non avevamo dubbi, ma al di là delle persone colpiscono l’entusiasmo e il coinvolgimento che trasmette Fabrizio». Un giovane democratico non ha dubbi: «Dopo quello che ho visto ieri al Politeama credo che il segretario regionale Lupo si sia reso conto che la partita è più aperta che mai».

L’obiettivo di Ferrandelli «è quello di continuare a fare iniziative in mezzo alla strada», confida a Linkiesta. «Sto adottando il modello Pisapia. E ha dimostrazione di ciò, ti dico che il coordinatore della mia campagna elettorale ha un nome e un cognome che Pisapia conosce fin troppo bene: Giorgio Schultze». Il quale è il portavoce europeo della marcia mondiale per la pace e per la non violenza, e lo scorso anno è stato uno dei registi della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. A Linkiesta Schulze spiega il modello Pisapia applicato alla città di Palermo: «Coinvolgiamo direttamente le persone dei quartieri. Ognuno si deve sentire sindaco del proprio ambito. Ogni cittadino apre la sua casa e apre il suo comitato per Ferrandelli-sindaco». Ma il modello Pisapia è la carta vincente per vincere le primarie di Palermo? Schultze ritiene di sì: «Le primarie sono basate sulla capacità di mobilitazione dal basso. Conta moltissimo per le primarie essere protagonista per quell’angolo di città. Questo può essere una sorpresa per chi pensa che ci vogliono soltanto i soldi».Proprio sui finanziamenti del Pd, accusato di sostenere la candidatura di Rita Borsellino, ci sono state polemiche. I vertici del partito hanno smentito, dicendo che si limitano a fornire supporto per le intere primarie.

Da parte sua, Ferrandelli come sta finanziando la sua campagna elettorale? «I fondi li prendo sopratutto dal conto corrente che ho aperto a Banca Etica e dove tutti i miei sostenitori possono versare una quota. Ad oggi la campagna elettorale mi è costata 7mila 200 euro. E comunque tutti gli eventi che ogni giorno mi organizzano sono autofinanziati da chi li organizza», assicura a Linkiesta. Insomma le premesse ci sono tutte: Ferrandelli è dato per sconfitto, non ha il Pd al suo fianco, e sopratutto è molto giovane. Forse è il profilo “giusto” per far passare un’altra brutta domenica ai democratici.

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