Caltagirone, come è facile il credito se sei nel cda di una banca

Caltagirone, come è facile il credito se sei nel cda di una banca

La relazione fra credito e mattone è risaputa. La passione per le banche Francesco Gaetano Caltagirone e Banca Mps, pure. Il costruttore ed editore romano è stato per anni azionista (con una quota del 4% circa) e vicepresidente della banca senese, dalla quale è uscito a fine gennaio un po’ ammaccato, avendo subito minusvalenze per  circa 400 milioni di euro. Ma questa è solo una metà della storia.

Nel conto vanno messe infatti anche le operazioni concluse fra banca e socio-amministratore-cliente, che in tutti questi anni sono state il quid dell’investimento in Mps del costruttore romano. Non è nota l’esposizione complessiva della banca. Ma dal 2008 in avanti – da quando cioè le norme di trasparenza sulle operazioni fra parti correllate sono diventate più stringenti  e la banca senese ne ha dovuto dare notizia sui suoi bilanci – si può ricostruire quanto è successo: prestiti, compravendite di immobili, affari in comune. Malcontati fanno quasi mezzo miliardo di erogazioni, cui vanno aggiunti i finanziamenti ai fondi di Fabrica Immobiliare, la società di gestione di fondi immobiliari chiusi in joint venture fra banca e costruttore. Un flusso di denaro che non ha trovato, evidentemente, grandi ostacoli nella procedura prevista dall’articolo 136 del Testo unico bancario (voto favorevole unanime del cda e dei sindaci per le operazioni sulle operazioni della banca che hanno come controparti amministratori).

Immobili ceduti con i soldi della banca. Nell’ottobre 2008 la banca presieduta da Mussari ha erogato mutui fondiari alla Immobiliare Caltagirone (la “ICal”), controllata dalla capofila (non quotata) Fgc spa, per 120 milioni di euro. Sempre alla Ical vengono concessi muti per altri 30 milioni nel febbraio 2010. Ad aprile 2009, la quotata Cementir Holding, invece, è destinataria di «nuove concessioni creditizie di 49,5 milioni», mentre alla fine dello stesso anno una controllata del gruppo senese, la Antonveneta Immobiliare decide di vendere «alcuni immobili di proprietà situati in Roma alla società Immo 2006 srl al prezzo complessivo di 37.580.000». La società in questione è «è parte correlata di Banca Mps in quanto il vice presidente Ing. Francesco Gaetano Caltagirone controlla indirettamente Immo 2006 srl». La vendita dei singoli immobili verrà poi effettuata nel corso del 2010 e del 2011, e sarà assistita dalla contestuale erogazione di mutui fondiari.  

I finanziamenti diretti. A gennaio 2010, per esempio, «in occasione della revisione ordinaria di posizioni appartenenti al Gruppo facente capo all’ing. Francesco Gaetano Caltagirone sono state deliberate proroghe a linee di credito ordinarie, di diversa forma tecnica, per complessivi 198 milioni di euro circa». Già che il rapporto esiste e funziona a meraviglia, perché non allargarlo anche ad altre “parti correlate”? Così avviene nel mese di maggio 2010: il cda di Mps delibera un «incremento delle linee di credito ordinarie con utilizzo secondo varie forme tecniche per 175 milioni di euro a favore di Acea S.p.A», poi seguite da altri 15 milioni. La multiutility romana è ovviamente una partecipata da Caltagirone (allora al 13%, oggi al 15).

Una Fabrica di immobili e di mutui. Un capitolo a se stante è invece la Fabrica Immobiliare, società di gestione del risparmio specializzata in fondi immobiliari e appartenente al mondo Caltagirone. In teoria, la società non ha un socio di controllo: Caltagirone, framite la Fincal, detiene il 49,9%, e così pure Mps, mentre la parte restante è di Alessandro Caltagirone, figlio dell’ingegnere romano. Grazie a questo assetto proprietario, nessuno è tenuto a consolidare la sgr sui propri bilanci. 

Credito a rubinetto. Si va dalla proroga di linee di credito ordinarie per rilascio di fideiussioni finanziarie per 4,64 milioni alle nuove concessioni creditizie per 19,241 a favore di Fabrica Immobiliare e di fondi dalla stessa gestiti (aprile 2009). Due mesi dopo, è la volta di del Fondo Forma Urbis: mutuo da 14 milioni. Altri due mesi, e ancora il cda di Mps delibera una «nuova concessione di linee di credito utilizzabili in varie forme tecniche per 39,4 milioni a favore di Fabrica Immobiliare e dei fondi Pitagora, Etrusca Distribuzione e Socrate. Tutti gestiti da Fabrica Immobiliare. L’annata, però, è buona: così tre mesi dopo, a novembre, arriva una«concessione a favore del fondo Socrate, gestito da di Fabrica Immobiliare, di affidamenti a carattere ordinario per 35,1 milioni». L’ultima erogazione di cui si ha notizia è della primavera 2010: «Concessione di una linea di credito fondiaria/edilizia per 36,5 milioni a favore di Fabrica Immobiliare in qualità di gestore del fondo immobiliare chiuso Seneca». Pitagora, Seneca, Socrate: i fondi sono intestati ai grandi filosofi. All’ingegner Caltagirone piace così. Il credito, lui, sa ottenerlo con filosofia. Una filosofia che adesso potrebbe essere esportata anche in Unicredit, dove il costruttore ha da poco rilevato una partecipazione dell’1% e può contare su un solido rapporto con il vicepresidente Fabrizio Palenzona.

Twittere: @lorenzodilena

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta