Primarie, è il sud il vero punto forte di Bersani

Primarie, è il sud il vero punto forte di Bersani

La rottamazione non sbarca nel mezzogiorno. Mentre al centro e al nord Matteo Renzi non dovrebbe sfigurare, e, ottenere un buon risultato. Gli slogan del sindaco di Firenze non scaldano l’apparato democratico del sud. Dalla Campania alla Puglia, passando per Sicilia e Calabria, il risultato sembra quasi scontato: «Al Sud Bersani farà strike», assicura a Linkiesta un alto dirigente democratico. Una vittoria netta del segretario nazionale del Pd nelle regioni del sud potrebbe consentire allo stesso Bersani di chiudere la partita al primo turno. E di rimandare i sogni del rottamatori Renzi.

Nella Campania, un tempo governata da Antonio Bassolino, il Pd ufficiale è quasi tutto per Bersani. In occasione delle primarie del 2009, quelle per le elezione del segretario nazionale del partito democratico, in Campania si recarono ai gazebo in 300.000, e Bersani ottenne il 60%. Oggi, al netto di Carlo Marino, che si candidò per il Pd a sindaco di Caserta, e dell’attuale tesoriere regionale del Pd campano, Alfredo Mazzei, che hanno fatto l’endorsement per il sindaco di Firenze, la nomenclatura campana è schierata in blocco con il segretario nazionale. «Credo di sì, non dovrebbe esserci partita. Giovedì Bersani è stato a Napoli, e la manifestazione che si è tenuta al Teatro Augusteo di Napoli è andata alla grande», dice a Linkiesta Luisa Bossa, parlamentare del Pd. E Bassolino e i bassoliniani? I bassoliniani tout court sono con Bersani, e giovedì sera lo stesso Bassolino era in sala al teatro Augusteo. Soltanto l’ex capogabinetto di Bassolino, Gianfranco Nappi, ha tradito l’ex presidente della regione, e scelto Nichi Vendola.

Nella Puglia di Nichi Vendola si prefigura un testa a testa fra lo stesso Vendola e Bersani. E anche in questa regione del sud Renzi non dovrebbe toccar palla, e fermarsi al terzo posto. Dalla parte del sindaco di Firenze sono schierati la parlamentare democrat Giusi Servodio, e il senatore Pd Giovanni Procacci. «Il primo posto se lo giocheranno Vendola e Bersani, molto sotto Renzi», assicurano a Linkiesta. «E, poi, tutto quello che non prenderà Bersani, lo prenderà Vendola». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha scelto Bersani, e Lecce, spiegano a Linkiesta, «è una roccaforte bersaniana». Quindi, anche in Puglia, il segretario nazionale del Pd può star sereno: la vittoria sembra (quasi) scontata.

In Calabria, dove il partito democratico ha perso 20 punti percentuali dalle politiche del 2008 alle regionali del 2010, «gran parte del gruppo dirigente e degli amministratori ha scelto Bersani», dice Marco Minniti a Linkiesta. Martedì scorso il segretario nazionale si è recato in Calabria, e «il giro è andato molto bene». «C’è un aria favorevole – continua Minniti – Rispetto alle precedenti primarie del 2009, dove Bersani sfiorò l’80%, è difficile fare una previsione, ma Renzi al centro-sud, e in Calabria, è poco radicato. Renzi è stato costretto a partire prima per la campagna elettorale. E adesso che si entra nella fase cruciale della campagna elettorale per le primarie il sindaco di Firenze è già stato qui. Questo nel sud è molto importante». A ciò si aggiunge che Renzi non ha «un gruppo dirigente in Calabria». Gli unici riferimenti sono l’ex sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, e l’ex assessore della giunta Loiero, Demetrio Naccari Carlizzi. Il quale a Linkiesta conferma che «tendenzialmente il gruppo dirigente tradizionale è schierato con Bersani. Tuttavia c’è una certa tendenza a spingere i giovani amministratori a stare con Bersani, anche in maniera esplicita. Il gruppo di Bersani è l’apparato, e ha condizionato diversi giovani pronti a scendere in campo per il sindaco di Firenze». Ad esempio, Salvatore Scalzo, candidato sindaco per il Pd a Catanzaro, aveva dichiarato inizialmente di stare con Renzi, poi ha ritrattato e si è allineato su Bersani. Ma, fra i renziani di Calabria, si teme il peggio: «Il risultato delle primarie del 2009 è un dato falso. Lì Bersani ebbe percentuali bulgare. E in alcuni seggi non ci furono controlli. Alle primarie del 2009 votarono più persone che in Ohio per Obama».

E la Sicilia? Ovviamente la regione del neo presidente Rosario Crocetta è con il segretario nazionale. All’indomani delle elezioni Crocetta ha fatto l’endorsement senza lasciare alcun dubbio: «Voterò Bersani perché credo sia una brava persone». Lo stato maggiore del pd siciliano è un monolite pro Bersani: dal senatore Beppe Lumia a Sergio D’Antoni, passando per Totò Cardinale e Francantonio Genovese, lo slogan è sempre lo stesso: «Bersani vincerà le primarie al primo turno, e governerà il Paese». Con il rottamotore di Firenze, Davide Faraone, che qualche settimana fa non è stato rieletto all’assemblea regionale siciliana, e Giacomo D’Arrigo, consigliere comunale di Nizza, comune del messinese. Un segnale?

@GiuseppeFalci  

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