In Italia non accadrà mai nulla contro i cori antisemiti negli stadi

In Italia non accadrà mai nulla contro i cori antisemiti negli stadi

Domani allo stadio Olimpico di Roma, in occasione di Lazio-Parma, si tengono le primarie del tifo. Cosa succederà nella curva Nord? Ci saranno di nuovo cori antisemiti? Anche qui l’attenzione si sposta sulle regole. In caso di cori in che misura la società di Lotito sarebbe responsabile e in che misura potrebbe intervenire sui responsabili? Ma, soprattutto, chi è veramente responsabile della sicurezza di uno stadio dove in media (unendo i numeri delle due società) transitano 73 mila persone per turno casalingo? In neanche 48 ore il West Ham infangato dai cori inneggianti ad Adolf Hitler nel derby contro il Tottenham ha visto arrestati due dei tifosi responsabili dei cori grazie alle telecamere dello stadio degli Spurs. Poi a uno dei due, abbonato alla stagione del West Ham, la società ha inviato una lettera in cui viena radiato per sempre dalle partite del West Ham. Nell’attesa di una reazione come in Inghilterra, qui a Roma i tifosi possono fischiare i cori ed è successo, la società può simbolicamente far scendere in campo le squadre con una maglietta con scritto “no al razzsimo” (ed è una notizia che ha fatto il giro del mondo), ma chi davvero può individuare e punire i responsabili dei cori?

Sul sito di entrambe le squadre romane si trova il “Regolamento di accesso ed uso dello stadio”. Nel testo si fa cenno del Gruppo Osservatorio Sicurezza (Gos) che ogni volta che si gioca all’Olimpico controlla la sicurezza nello stadio della capitale. Non è vero che in mezzo alla folla è difficile rintracciare i responsabili di violazioni, anche il singolo può essere rintracciato: a gennaio di quest’anno “l’autore dell’accensione di un fumogeno che, al termine della gara, è stato fermato da persona della Digos e, una volta accompagnato presso gli uffici di polizia, denunciato per accensione di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive. Per lui il Questore di Roma, una volta terminati gli accertamenti del caso, ha adottato il Daspo per la durata di due anni. Il giovane è stato identificato anche grazie alle telecamere a circuito chiuso dello stadio, monitorate da personale della Questura dalla Sala Gos”.

Alla fine della stagione passata il questore Tagliente (oggi sostituito da Fulvio Della Rocca), ha presentato i dati a cominciare dall’aumento degli spettatori per le partite di Roma e Lazio del 3% in un anno (“abbiamo riportato le famiglie allo stadi”). Le denunce sono calate del 31% (da 71 a 49 in un anno), calati anche gli arresti (44%, da 18 a 10), mentre sono aumentati i tifosi accompagnati agli uffici di polizia per accertamenti (da 19 a 23). Sette gli striscioni sequestrati durante il campionato e 176 i fuochi esplosi (in calo del 6 per cento in un anno). Diminuite le armi sequestrate (da 14 a 6) tra cui una pericolosa penna-coltello con un’affilatissima lama. Poi il dato più interessante: diminuite del 14 per cento le forze dell’ordine impiegate per lo stadio (14.790 unità) mentre sono aumentati gli steward (4% in più, 15.735 unità) che sorpassano così le forze di polizia.

Gli steward (introdotti da legge 4 aprile 2007, n. 41) però non sono poliziotti (la selezione e formazione degli steward è a cura delle società romane sotto il controllo e la verifica del prefetto). Hanno compiti di smistamento e di verifica del regolamento di uso degli impianti sportivi. È un’altra misura di persuasione insieme al biglietto nominativo e rilasciato solo dietro controllo documenti d’identità. Ogni biglietto significa un posto e solo quello. Persuasivo anche il tornello elettronico che non fa sconti a nessuno. La Pubblica Sicurezza può controllare chiunque allo stadio ma alla vigilia dell’ultimo derby il questore Della Rocca ha chiarito la situazione: “Noi come forze di polizia siamo fermi ormai fuori dai tornelli, ma speriamo di andare ancora via, meno polizia abbiamo nei pressi degli stadi e più civiltà acquisiamo. Credo che lo stadio Olimpico sia uno degli impianti migliori, se non il migliore, che c’è nel nostro paese e l’organizzazione che si sta modulando e affinando sta dando buoni risultati. La speranza è che la polizia vada allo stadio a vedersi la partita come tutti gli altri cittadini”. 

Per controllare gli striscioni è stato addirittura istituito un albo. Cosa succederebbe invece se ci fossero cori domenica? Come potrebbero essere individuati e raggiunti i tifosi? Lo stadio è soggetto a controllo audiovisivo sia all’interno che all’esterno dell’impianto sportivo di proprietà del Coni. C’è un divieto chiaro da far rispettare: “diffondere suoni, immagini o scritte razziste, incitanti alla violenza o comunque offensive; cartelli, stendardi orizzontali o verticali, banderuole, bandiere, documenti, disegni, materiali stampati contenenti propaganda per dottrine politiche, ideologiche o religiose, asserzioni o concetti inneggianti alla violenza o che possano determinare reazioni violente nei destinatari, ovvero possano ostacolare lo svolgimento degli incontri”.

Per rilevare tutto questo, allo stadio Olimpico all’interno di due box che sovrastano le tribune au­torità e stampa della Mon­te Mario c’è la sala operativa del Gos, il Gruppo organizzativo di sicurezza. Non si trova molto in rete (ovvero sui canali ufficiali, anche su sollecitazione) sulla esatta composizione della sua struttura, soltanto un articolo del “Corriere dello Sport” ripreso da una rassegna stampa di un portale di tifo: “Il Gos è composto da un funzionario responsabile che nel caso della Capitale è il dirigente del Commis­sariato Prati (la zona dell’area dello stadio), un rappresentante del Comando Carabinieri sempre di zona, uno dei Vigili del Fuoco, uno del Comando Polizia Roma Capitale, uno del Coni, uno della società di calcio ospitante ed eventualmente uno della so­cietà ospite, un re­sponsabile del servizio sani­tario della società presso lo stadio ed eventuali altri or­ganismi che di volta in volta si rende necessario coinvol­gere (spesso ci sono un rap­presentante degli steward e della società che gestisce il sistema di telecamere). Attigua c’è la sa­letta dove il Questore, con i funzionari più stretti della Questura – il capo di Gabinet­to, i dirigenti di Digos, Anti­crimine e Amministrativa, il capo Ufficio Stampa – moni­tora e decide le cose da fare di fronte ad eventuali critici­tà: de­nunce, fermi, daspo, riprese tv utili all’individuazione dei fatti in tempo reale”. Infine: “nella com­posizione del Gos la presenza del capo Ufficio Stampa del­la Questura è ritenuta fonda­mentale in virtù di una tra­sparenza dell’informazione che permette agli organi di informazione di conoscere in tempo reale le criticità”.

Insomma i cori antisemiti, purtroppo ci sono. Così come le bordate di fischi dei tifosi contrari ma impotenti. Anche i regolamenti dello stadio ci sono (dal novembre 2011) e forze pronte a farli rispettare immediatamente. Che succederà domenica?  

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