Le 10 canzoni che ho amato di più nel 2012 / G. Ansaldo (Internazionale)

Le 10 canzoni che ho amato di più nel 2012 / G. Ansaldo (Internazionale)

10 // Bruce Springsteen – “Death to my hometown”

Una protest song vecchio stile. Che ci ricorda che, nonostante il passare degli anni, il potere non è quasi mai nelle mani giuste. E non c’è niente meglio di una melodia irlandese e della voce del Boss per tenerlo bene a mente.

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09 // Cloud nothings – “No future no past”

Un adolescente disagiato e hipster accompagnato da chitarre post rock e prodotto da Steve Albini. Bellissimi pugni nello stomaco.

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08 // Andy Stott – “Numb”

L’Inghilterra regala sempre delle gioie. Come questa canzone, un ponte tra il trip hop degli anni novanta e l’elettronica minimale degli anni dieci. Oscura e intrigante.

07 // Cat Power – “Ruin”

Il disco poteva essere meglio, ma questo è un grande pezzo. Cat Power in salsa Phoenix, con quella chitarra funk in sottofondo, è davvero irresistibile.

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06 // Spiritualized – “Hey Jane”  

Chitarrone alla Rolling Stones, coda psichedelica e basso quadrato. J. Spaceman è quasi morto di polmonite, ma è resuscitato. E sa sempre come si fa del buon rock’n’roll.

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05 // Fiona Apple – “Periphery”

Fiona Apple è talmente bella e brava che andrebbe clonata. Dal suo ultimo impronunciabile album ne potevo tirare fuori una a caso, ma questa ha il finale migliore.

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04 // Animal Collective – “Moonjock”

Ho un debole per questi americani strambi. Una canzone che intriga e stordisce. E alla fine scoppia in un urlo liberatorio. Bello perdersi dentro al caleidoscopio degli Animal Collective.

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03 // Bob Dylan – “Long and wasted years”

Due persone anziane, stanche e con un passato da dimenticare si guardano indietro. Ma non c’è granché di bello da vedere. Era tanto tempo che Bob non scriveva una canzone così intensa. E quando si ricorda come si fa, ci fa venire la pelle d’oca.

02 // Alt-J – “Tessellate”

Questi ragazzi hanno studiato “In rainbows” dei Radiohead, l’album più sottovalutato del decennio, da bravi nerd della musica. E hanno rubato un po’ di mestiere creando diversi gioiellini pop. Come “Tessellate”, appunto.

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01 // Jack White – “Freedom at 21”

Anche in questo caso, la scelta è quasi casuale. “Blunderbuss” è un disco impeccabile. Che chitarre, che voce, che suoni. Jack White è di un altro livello. Anche da solista.

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