
10 // Bruce Springsteen – “Death to my hometown”
Una protest song vecchio stile. Che ci ricorda che, nonostante il passare degli anni, il potere non è quasi mai nelle mani giuste. E non c’è niente meglio di una melodia irlandese e della voce del Boss per tenerlo bene a mente.
09 // Cloud nothings – “No future no past”
Un adolescente disagiato e hipster accompagnato da chitarre post rock e prodotto da Steve Albini. Bellissimi pugni nello stomaco.
08 // Andy Stott – “Numb”
L’Inghilterra regala sempre delle gioie. Come questa canzone, un ponte tra il trip hop degli anni novanta e l’elettronica minimale degli anni dieci. Oscura e intrigante.
07 // Cat Power – “Ruin”
Il disco poteva essere meglio, ma questo è un grande pezzo. Cat Power in salsa Phoenix, con quella chitarra funk in sottofondo, è davvero irresistibile.
06 // Spiritualized – “Hey Jane”
Chitarrone alla Rolling Stones, coda psichedelica e basso quadrato. J. Spaceman è quasi morto di polmonite, ma è resuscitato. E sa sempre come si fa del buon rock’n’roll.
05 // Fiona Apple – “Periphery”
Fiona Apple è talmente bella e brava che andrebbe clonata. Dal suo ultimo impronunciabile album ne potevo tirare fuori una a caso, ma questa ha il finale migliore.
04 // Animal Collective – “Moonjock”
Ho un debole per questi americani strambi. Una canzone che intriga e stordisce. E alla fine scoppia in un urlo liberatorio. Bello perdersi dentro al caleidoscopio degli Animal Collective.
03 // Bob Dylan – “Long and wasted years”
Due persone anziane, stanche e con un passato da dimenticare si guardano indietro. Ma non c’è granché di bello da vedere. Era tanto tempo che Bob non scriveva una canzone così intensa. E quando si ricorda come si fa, ci fa venire la pelle d’oca.
02 // Alt-J – “Tessellate”
Questi ragazzi hanno studiato “In rainbows” dei Radiohead, l’album più sottovalutato del decennio, da bravi nerd della musica. E hanno rubato un po’ di mestiere creando diversi gioiellini pop. Come “Tessellate”, appunto.
01 // Jack White – “Freedom at 21”
Anche in questo caso, la scelta è quasi casuale. “Blunderbuss” è un disco impeccabile. Che chitarre, che voce, che suoni. Jack White è di un altro livello. Anche da solista.