La via di mezzo tra élite e mediocrazia

Mentre impazza il toto ministri: Gabanelli, Saviano, Rodotà, Petrini, don Ciotti, Barca...

Bersani sta provando a ripetere l’operazione Grasso-Boldrini nella composizione del nuovo governo: i partiti sono poco stimati e Beppe Grillo è al 25 per cento, quindi anziché scegliere per ministri dei politici di professione, è meglio puntare sulla società civile o presunta tale. Via alle consultazioni, via agli incontri non solo con sindacati e associazioni di categoria, ma anche con Saviano e la Gabanelli, via a Zagrebelsky, Farinetti e Rodotà come possibili membri dell’esecutivo.

Ora, io capisco che i tempi che ci ritroviamo non siano granché: abbiamo una classe dirigente largamente fallimentare, che occupa, nonostante tutto, governi, partiti, università, aziende pubbliche, giornali, ma perché dobbiamo arrivare al Fantacalcio per avere un nuovo governo?

Il disegno montiano delle élite al potere è stato sconfitto nelle urne, Grillo, uscito vincente dal voto di febbraio, vorrebbe la democrazia diretta anche per scegliere gli uscieri di Palazzo Chigi, in un trionfo di regime mediocratico. Il centrosinistra si mette in scia. Ma non ci sarebbe spazio per una via di mezzo?

Tratto da: il machiavello, blog di David Allegranti, pubblicato il 23 -03-2013

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