I saggi di Napolitano, la Gerontocrazia al potere

I saggi di Napolitano, la Gerontocrazia al potere

Non ci sono donne tra i saggi scelti dal presidente Napolitano, non va bene. In questi giorni si è scatenata la polemica, in rete come sui giornali, per la mancanza di quote rosa nel gruppetto di esperti che dovrà avvicinare le posizioni litigiose dei partiti. Tanto da costringere poco fa Pasquale Cascella, portavoce del capo dello stato, a precisare via Twitter: «Non sono generici “saggi” ma personalità scelte con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto». 

Eppure a colpirci è anche un altro dato, forse meno sollevato, ma altrettanto se non più indicativo: l’età dei prescelti. Senza voler fare del giovanilismo sterile, tranne Giancarlo Giorgetti che veleggia intorno ai 45 anni, tutti gli altri sono abbondantemente sopra i 50-60 anni se non di più. I puritani potrebbero dire che, trattandosi di saggi, l’età e la maturità fanno la differenza. Vero solo in parte. Basta scorrere qualche nome dei partecipanti all’Assemblea Costituente, nell’Italia in macerie appena uscita dalla guerra: Andreotti aveva 27 anni, Amendola 39, Pajetta 35 e La Malfa (Ugo) 43. Insomma saggi sì, ma forse non abbastanza maturi?

(Andreotti, fotomontaggio dal web)

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