Tutti gli accordi commerciali dell’Unione europea

Scheda: Ue e i suoi partner commerciali

Fra il 2013-2014, il 90% della domanda mondiale verrà generata al di fuori dell’Unione europea. Ecco perché una delle priorità dell’Ue sarà aprire un numero sempre maggiore di opportunità commerciali per le imprese del continente negoziando nuovi “accordi di libero scambio” con paesi strategici.

Se dovessero arrivare a conclusione domani tutti i negoziati attualmente in corso, secondo l’Unione europea, il Pil (Prodotto interno lordo) dell’Ue aumenterebbe del 2,2% o, in altri termini, di 275 miliardi di euro. Questo equivarrebbe ad aggiungere un paese delle dimensioni dell’Austria o della Danimarca all’economia dell’Ue. In termini di occupazione, questi accordi genererebbero 2,2 milioni di nuovi posti di lavoro, cioè  l’occupazione aumenterebbe dell’1 per cento. Di sotto, sono presentati i più importanti accordi commerciali ratificati, che stanno per essere siglati o che sono in corso di negoziazione.

Negoziati in via di conclusione

Stati Uniti d’America – Al G8 del 17 giugno 2013, il presidente Usa Barack Obama, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Romney e il primo ministro britannico David Cameron hanno ufficialmente iniziato i negoziati per la “Partnership transatlantica sul commercio e gli investimenti” (Ttip) (Discorso di Barroso). Precedentemente i Paesi membri dell’Ue avevano accettato le linee guida del negoziato, decidendo quindi di dare alla Commissione europea il via libera per iniziare i negoziato con gli Stati Uniti. Il primo round di negoziazioni è stato fissato l’8 luglio a Washington.

Le idea di un accordo transatlantico si basa sulle raccomandazioni di un “Gruppo di lavoro Ue-Usa di alto profilo sull’occupazione e la crescita”, che ha guidato le deliberazioni sui futuri rapporti tra Europa e Stati Uniti dalla fine del 2011. Secondo uno studio indipendente condotto dal Centro di ricerca per le politiche europee, con sede a Londra, un’ambiziosa e ampia partnership su investimenti e scambi transatlantici potrebbe portare benefici economici all’Ue pari a 119 miliardi di euro all’anno, una volta che l’accordo sarà a regime. Questo si tradurrebbe in un aumento medio di 545 euro del reddito disponibile per una famiglia su quattro nell’Unione europea.

Accordo sulla “Protezione degli investimenti” con la Cina

Cina – Il 23 maggio 2013, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di autorizzare l’apertura di un tavolo di trattativa con Cina in materia di protezione degli investimenti. Entrambe le parti hanno già espresso il loro interesse a intraprendere questi negoziati quando si sono incontrate alla quattordicesima edizione del “Eu-Cina summit” del febbraio 2012. Le bozze sulle direttive per i negoziati sono, ad ora, sotto la supervisione del Consiglio, il cui via libera è necessario affinché la Commissione possa iniziare le trattative. Questo accordo sugli investimenti tra Cina e Ue servirà ad ottimizzare un accordo bilaterale già esistente tra la Cina e i 27 membri dell’Unione europea.

Negoziati in corso

Giappone – le negoziazioni per un accordo di libero mercato sono in atto dall’aprile 2013. È previsto un secondo round di trattative a Tokio dal 24 giugno al 3 luglio.

Canada – le negoziazioni per l’Accordo comprensivo su economia e commercio tra Ue e Canada (Ceta) iniziarono nel maggio 2009 e sono ora alle battute conclusive.

Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean): l’Ue ha iniziato i negoziati per stringere accordi di libero scambio con Vietnam, Thailandia e Malesia. Gli accordi con Singapore si dovrebbero concludere nel dicembre 2013.

India: progressi concreti sono stati compiuti dall’inizio dei negoziati nel 2007. Ma le trattative sono ancora in corso.

Paesi del Mediterraneo meridionale: il primo round di trattative tra l’Ue e il Marocco per un accordo comprensivo sull’area di libero mercato ha preso luogo lo scorso 22 aprile.

Paesi dell’Europa orientale: dal 2012, l’Ue ha iniziato a negoziare per un accordo comprensivo sull’area di libero mercato con l’Armenia e la Georgia. Nel giugno 2013 si sono conclusi con successo anche i negoziati con la Moldavia.

Mercosur (Mercato comune dell’America meridionale): tenutisi il 26 gennaio 2013, i negoziati tra l’Ue e Mercosur hanno stabilito dei provvedimenti che non saranno però attuati prima dell’ultimo trimestre 2013.

Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc): i negoziati per un accordo di libero scambio con l’Ue furono sospesi nel 2008 da parte del Consiglio del Golfo. Tuttavia trattative informali sono tuttora in atto.

Paesi africani, caraibici e del sud-pacifico (Acp): ancora in corso le trattative per la ratifica degli accordi per la partnership economica (Epa) tra i due attori.

Accordi di libero scambio conclusi ma non ancora in vigore

Moldavia: l’Ue e la Moldavia hanno concluso con successo il round finale di negoziazioni sull’accordo comprensivo sull’area libero scambio il 12 giugno 2013

Ucraina: l’Ue e l’Ucraina hanno concluso le negoziazioni sull’accordo comprensivo sull’area libero scambio (DCFTA) nel dicembere 2011.

Singapore – Le negoziazioni sull’accordo di libero mercato (FTA) tra Unione europea e Singapore si sono concluse il 16 dicembre 2012 (IP/12/1380).

Colombia – la Colombia ha concluso un ambizioso accordo di libero mercato con l’Ue nel giugno 2012.

Paesi dell’America centrale (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama) – L’accordo di associazione tra Unione europea e i paesi dell’America centrale è stato approvato dal Parlamento europeo l’11 dicembre 2012 (IP/12/1353).

Accordi di libero scambio già in vigore

Perù – in vigore dal 1 marzo 2013

Sud Corea – in vigore dal 1 luglio 2011

Messico – in vigore dall’ottobre 2000

Sud Africa – L’Accordo per lo sviluppo e la cooperazione economica è in vigore dal 2000.

Cile – L’accordo di associazione del 2002, che include anche un patto di libero scambio entrato in vigore nel 2003.

In cima a questi “classici” patti commerciali, gli accordi di libero scambio sono una componente fondamentale degli accordi di associazione e delle unioni doganali (Andorra, San Marino, Turchia). Con questi strumenti, l’Ue ha anche stretto accordi con un certo numero di paesi e territori dell’Europa (Isole Faroe, Norvegia, Islanda, Svizzera, Macedonia Croazia, Albania, Montenegro, Bosnia e Herzegovina, Serbia) e del Mediterraneo meridionale (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Lebano, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia) e con tre paesi africani, caraibici e pacifici.

L’Ue ha quindi 28 accordi commerciali attualmente in vigore. Tra questi non è annoverata la Sira, con cui i rapporti commerciali sono stati interrotti.

*Scelto per voi dal sito ufficiale dell’Unione europea, Memo della Commissione europea pubblicato il 18 giugno 2013

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