Ciao Giuseppe Baiocchi, storica penna lombarda

Ripubblichiamo il suo ultimo articolo

Se n’è andato dopo una lunga malattia il nostro collaboratore Giuseppe Baiocchi. Nato nel 1950 a Milano era assistente di Giorgio Rumi alla cattedra di Storia Contemporanea della Statale di Milano quando fu convinto al giornalismo dal compagno di studi e amico più caro, Walter Tobagi, assassinato nel 1980 dai terroristi rossi perché cercava di “voler capire e poter spiegare”. Un anno di lavoro ad Avvenire, 23 anni al Corriere della Sera fino al ruolo di caporedattore, dal 1999 al 2002 direttore de La Padania, e infine alla RAI di Milano. Autore di diversi volumi su Tobagi, il giornalismo, il sindacato. Ha scritto la biografia di Giuseppe Prisco (Pazzo per l’Inter) e di recente, sui temi della bioetica, “Se la vita si rianima”. L’ultimo libro, con prefazione di Giuseppe De Rita, è la biografia non autorizzata di Umberto Bossi, Storia di uno che a modo suo ha fatto la storia… Fino a cimentarsi, da intrigato neofita, nel “giornalismo senza carta”.

Il suo ultimo articolo per noi pubblicato lo scorso 4 giugno:

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