FT avverte la City: in Italia si può fare shopping

C’era una volta il panfilo Britannia

Due articoli in tre giorni, a firma della corrispondente da Milano, Rachel Sanderson. Il primo, ripreso un po’ da tutti i quotidiani, sulla fine del “salotto buono”, le partecipazioni incrociate con cui Mediobanca ha tenuto le redini della finanza italiana dal dopoguerra a oggi. Le quali, scrive Rachel Sanderson, non hanno impedito ai colossi stranieri di comprare i big del lusso italiano. Oggi invece si parla del futuro del giornale di via Solferino. Il FT si augura che il presidente Fiat, John Elkann, diventato primo azionista del Corriere dopo l’aumento di capitale di Rcs, riesca a invertire la rotta mettendo in piedi un’operazione simile a Chrysler. Curiosamente, nota il FT, Fiat è salita in Rcs proprio nel momento in cui le storiche famiglie come i Graham, ormai ex padroni del Washington Post, hanno venduto a Jeff Bezos di Amazon. Traduzione: Elkann, come è noto, è alla ricerca di un cavaliere bianco (leggi un socio industriale). Il salotto buono non ha più soldi per difendere l’italianità delle imprese italiane. Due indizi non fanno una prova, ma un riflettore su possibili opportunità di acquisto per i tanti top executives che leggono la bibbia della City. Niente male come spot.