Il Pd adesso sfida il Monopoly: «Insegna a speculare»

Niente case, si comprano stock di azioni

Hanno preso carta e penna, i sette deputati del Partito democratico. E hanno scritto una lettera aperta all’ambasciatore americano in Italia. Un appello accorato all’alleato statunitense, per mettere fine a una vicenda che rischia di avere serie conseguenze. Stavolta non c’entrano il Medioriente e le più recenti crisi internazionali. Né le difficoltà del governo Letta, pure seguite con ansia e preoccupazione oltreoceano. Al centro della formale richiesta dei nostri parlamentari c’è il Monopoly. Il celebre gioco da tavola in vendita fin dagli anni Trenta.

In pochi mesi potrebbe accadere l’irreparabile. La storica azienda americana Hasbro, che distribuisce l’articolo, sta per lanciare sul mercato una nuova versione. Si chiama Monopoly Empire e rischia di rivoluzionare l’intero impianto del gioco. Basta affari immobiliari. Archiviati vicolo Corto e vicolo Stretto, da questo Natale i giocatori potranno arricchirsi vendendo stock azionari delle principali multinazionali globali. Diventando trader finanziari a tutti gli effetti. 

Insomma, come segnalano al rappresentante americano in Italia i deputati democrat «si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa». Un impunito invito alla finanza irresponsabile. Ancor più grave per chi, bene in mente il crollo di Wall Street, continua a pagare le conseguenze della crisi mondiale. L’appello al presidente Barack Obama è sentito. «Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il “Monopoly”, gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato, torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008». 

A rappresentare il nostro Paese in questa battaglia di civiltà sono sette parlamentari, si diceva. Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno. Questi i nomi di chi firma l’appello apparso stamattina sulle pagine del Corriere della Sera, che si spera possano essere presto seguiti da altri politici. Ma i dubbi sull’etica del gioco non si limitano all’aspetto speculativo del nuovo Monopoly. A sollevare qualche perplessità è stata anche la decisione della Hasbro, che dalla nuova versione del gioco avrebbe persino deciso di eliminare la casella “prigione”. «Novità decisamente preoccupante» denunciano ora i nostri deputati. Il rischio, fin troppo evidente, è che sui nostri ragazzi passi «il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti».

Nessuno scontro diplomatico, almeno per ora. «Per noi gli Stati Uniti rappresentano il faro sulle tutele ai consumatori e spesso il nostro Paese ha seguito gli Usa su battaglie sociali a protezione dei cittadini» spiegano i firmatari dell’appello. «Perciò – scrivono all’ambasciatore – ci permettiamo di chiederle se non sia il caso di valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti o comunque una posizione critica sul nuovo “Monopoly”». E la Casa Bianca si interroga.  

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta