Cosa sta succedendo al Cairo e in Egitto, liveblogging

Liveblogging Egitto

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE IN BREVE

Esponente dei Fratelli Musulmani, Mohammad Morsi è stato eletto democraticamente dal popolo egiziano il 30 giugno 2012. Il 3 luglio 2013, un colpo di Stato dei militari, avvallato dalle proteste di piazza dei Tamarod (l’opposizione liberale guidata dal Nobel El Baradei), lo ha destituito. Da allora, Morsi è detenuto in una località segreta. L’unico diplomatico ad averlo incontrato è Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Unione europe a per gli affari esteri e la sicurezza.

Il 4 luglio viene nominato Presidente egiziano ad interim Adly Mansour, capo della Corte suprema costituzionale dell’Egitto. Il 9 luglio Mohammad el Baradei, leader dell’opposizione liberale, viene nominato vice presidente della Repubblica. Lo stesso giorno l’economista ed ex-ministro delle Finanze Hazem el-Beblawi viene nominato primo ministro dal presidente ad interim Mansour.

Dal 3 luglio al 14 agosto i Fratelli Musulmani si radunano attorno alla moschea di Rabaa el Adawiya e al Nahda, al Cairo, per protestare contro il colpo di Stato. Il 14 agosto entrambi i sit-in vengono sgomberati con un intervento armato dell’esercito guidato dal generale Al Sisi, ex ministro della Difesa del governo Morsi. Dopo le violenze dello sgombero e la morte di centinaia di pro Morsi, El Baradei si dimette da vice presidente e fugge a Vienna. Il governo ad interim dichiara lo stato di emergenza e iniziano gli arresti dei principali leader dei Fratelli Musulmani. 

A scatenare la protesta dei Tamarod contro il governo Morsi, iniziata il 30 giugno 2013 a Piazza Tahrir, è stata soprattutto la crisi economica che ha investito l’Egitto nell’ultimo anno, fatto di rincari dei beni di prima necessità, blackout di gas ed elettricità in molti quartieri del Cairo, e difficoltà ad assicurarsi rifornimenti di benzina in tutto il Paese. Malvista dai liberali egiziani anche la Costituzione approvata durante il governo dei Fratelli Musulmani, considerata troppo islamizzante, anche per il suo riferimento esplicito alla Sharia. 

LA STORIA DELL’EGITTO IN UNA INFOGRAFICA 

Dall’indipendenza al golpe militare, storia dell’Egitto

IL LIVEBLOGGING

24 settembre

BANDITE TUTTE LE ATTIVITÀ DEI FRATELLI MUSULMANI

10.00 Il tribunale del Cairo ha bandito tutte le attività pubbliche dei Fratelli Musulmani e delle organizzazioni associate, e ha deciso di confiscarne i beni e di farne chiudere le sedi. Nelle motivazioni, il tribunale accusa la Fratellanza di «essersi nascosta dietro la tolleranza dell’Islam» per le sue attività che, secondo la sentenza, «sono contrarie al vero Islam e alla legge».

Secondo il tribunale del Cairo, sotto il governo della Fratellanza «le condizioni di vita degli egiziani si sono deteriorate e per questo motivo il popolo si è sollevato pacificamente il 30 giugno scorso per esprimere il suo no all’ingiustizia, facendo ricorso alle forze armate, parte fondamentale della patria».

La sentenza del tribunale del Cairo segna l’ultimo tassello di una serie di misure contro il movimento dei Fratelli Musulmani. Dopo il colpo di stato del 3 luglio scorso che ha portato alla deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi, numerosi esponenti della Fratellanza sono stati arrestati con l’accusa di «incitamento alla violenza», soprattutto in occasione degli sgomberi delle piazze del Cairo nell’agosto scorso.

La reazione della Fratellanza

Il portavoce della Fratellanza ha definito le iniziative del tribunale del Cairo come «corrotte» e «politicamente immotivate» e ha fatto sapere che il movimento islamico presentera’ ricorso contro la sentenza.
Mentre  Il legale della Confraternita dei Fratelli musulmani, Ali Kamal, ha annunciato che farà ricorso davanti alla corte d’appello contro la sentenza di oggi con la quale vengono proibite le attività della Fratellanza e confiscati i suoi beni.

I Tamarod

Il movimento dei ribelli, i Tamarod, che ha dato vita alla massiccia protesta popolare che ha portato alla caduta di Morsi, ha, invece, accolto la decisione con soddisfazione.  La sentenza che blocca tutte le attività dei Fratelli musulmani e ne confisca i beni è «un passo avanti della rivoluzione». È soddisfatto il commento di Hassan Shahine, portavoce del movimento dei Ribelli Tamarod, che ha dato il via alle grandi manifestazioni anti Morsi di fine giugno. «Ora lo Stato deve usare i loro fondi e i loro beni per servire il semplice cittadino e realizzare la giustizia sociale», scrive Hassan sulla sua pagina Facebook, secondo quanto riferisce l’agenzia Mena.

Le misure precedenti

Oltre agli arresti, una settimana fa la corte di assise del Cairo aveva già congelato i beni di numerosi leader della fratellanza, fra i quali quelli della guida suprema Mohamed Badie, ma soprattutto di quello che era considerato come il banchiere della Fratellanza, l’influente businessman Khairat el Shater, all’epoca numero 2 della Confraternita. La decisione del tribunale, che ha ordinato al governo di creare un organismo ad hoc per amministrare i beni della Fratellanza in attesa della sentenza definitiva, potrebbe avere pesanti effetti sia sulla capacità di mobilitazione del movimento islamico, sia sulla sua efficacia di rete di sostegno sociale, finora molto diffusa sul territorio e uno degli elementi del suo successo elettorale. Con la sentenza di oggi la Fratellanza si riaffaccia nuovamente alla clandestinità.

LEGGI ANCHE: I Fratelli musulmani sull’orlo della clandestinità: ora è rischio terrorismo. Analisi del nostro inviato al Cairo, Giuseppe Acconcia

6 settembre

ESERCITO PRESIDIA CENTRI NEVRALGICI AL CAIRO

12.30 Venerdì di protesta indetto dai pro Morsi oggi al Cairo. I cingolati M113 dell’Esercito egiziano presidiano in forze i centri nevralgici del Cairo, e delle principali città egiziane. I tank bloccano l’accesso a Tahrir. Misure di sicurezza anche nei pressi del ministero dell’Interno, all’indomani dell’attentato contro il ministro Ibrahim rimasto illeso. Chiuse alcune strade a Mohandessin, a Giza. Blindati anche vicino alle ambasciate Usa e Gb. 

VOCI DI SCIOGLIMENTO DEI FRATELLI MUSULMANI

12.00 Ahmed el Borai, ministro egiziano per gli Affari sociali, ha deciso lo scioglimento della Confraternita dei Fratelli Musulmani in base alla legge che regola le Ong in Egitto: questa la notizia riportata dal giornale filo governativo al Akhbar. Ma la notizia è stata smentita da al Ahram, principale quotidiano governativo del Paese.
Al Akhbar ha riferito che il portavoce del ministro, Hani Mehana, ha annunciato che el Borai ha già preso la decisione di sciogliere la Fratellanza e che l’annuncio in un conferenza stampa avverrà la prossima settimana. Tuttavia, una fonte governativa citata da al Ahram smentisce che la decisione sia stata già presa.

La Confraternita si era registrata come Ong a marzo dopo il processo che aveva contestato la legalità del suo statuto.

La storia dei Fratelli musulmani in breve:

La Fratellanza è stata fondata nel 1928, ed è stata ufficialmente disciolta in Egitto nel 1954. Dopo il rovesciamento di Hosni Mubarak il suo braccio politico, Giustizia e Libertà è diventato il principale partito del Paese. Per oggi i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi hanno indetto manifestazioni. GRideranno lo slogan «il popolo difende la rivoluzione»

LEGGI ANCHE: Chi sono i Fratelli musulmani, l’alternativa allo Stato

5 settembre

AL QAEDA RIVENDICA ATTENTATO NEL CANALE DI SUEZ

19.00 Il gruppo jihadista Kataeb Al-Forqan, sedicente affiliato ad al Qaida, rivendica l’attacco contro un cargo nel Canale di Suez dello scorso sabato. A dare la notizia il quotidiano  governativo al Arham.

L’ALLEANZA DEI PRO MORSI INDICE MANIFESTAZIONI PER DOMANI

16.30 L’alleanza delle formazioni dei sostenitori del presidente egiziano deposto Mohammed Morsi ha indetto per domani un nuovo venerdì di mobilitazione. Lo annunciano gli organizzatori con un comunicato: lo slogan dei cortei sarà: «Il popolo difende la sua rivoluzione»

50 MEMBRI DEI FRATELLI MUSULMANI CONDANNATI AL CARCERE

15.30 Circa 50 membri dei Fratelli musulmani sono stati condannati al carcere dopo essere stati arrestati a seguito dei disordini esplosi nelle scorse settimane. A riferirlo la tv qatariota Al Jazeera.

COALIZIONE FORZE ISLAMISTE CONDANNA L’ATTENTATO AL MINISTRO

14.30 L’Alleanza Anti-Colpo di Stato (che raggruppa i movimenti ostili al colpo con cui i militari hanno deposto l’ex presidente Morsi il 3 luglio) attraverso suoi attivisti ha affermato che «l’attacco dinamitardo va condannato a prescindere da chi ne è stato l’autore». Una bomba è scoppiata al Cairo mentre passava il convoglio di Ibrahim, rimasto illeso. Otto i feriti. 

BOMBA ESPLODE AL CAIRO: OBIETTIVO IL MINISTRO DELL’INTERNO

12.30 Una bomba è esplosa stamattina al Cairo vicino alla casa del ministro dell’Interno Mohammed Ibrahim, sopravvissuto all’attentato. Ha colpito un convoglio di veicoli, compresa l’auto del ministro, vuota. L’attacco è avvenuto nel quartiere Nasr City, Cairo. 

Il ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim è poi apparso alla tv di Stato egiziana: «Sto bene»

Si è parlato inizialmente di autobomba, ma poi il ministero ha precisato: l’attentato è stato realizzato da uomini armati che hanno lanciato un ordigno contro il convoglio, e non con un’autobomba. Alla bomba ha fatto seguito una sparatoria in cui due attaccanti «sono stati uccisi». Sei le persone ferite, due i civili.

«Questo vile attacco è solo l’inizio di una serie di operazioni terroristiche», ha detto il ministro. L’ordigno «è stato azionato con un telecomando» e l’esplosione «ha distrutto 4 auto», ha aggiunto il ministro. L’emittente aggiorna il bilancio a 20 feriti, tra i quali un adolescente.

La scena dell’attentato:

3 settembre 

CAIRO, VOCI DI ATTENTATO AL PRINCIPE EREDITARIO DEGLI EMIRATI ARABI

16.00 Il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti (Eau) Mohammed bin Zayed al-Nahyan avrebbe subito un attentato lunedì mentre si recava all’aeroporto del Cairo, al termine della sua visita di due giorni in Egitto. Lo riferisce il portale di Middle East Monitor citando il sito Asrar Arabia.  

Stando al resoconto del sito Asrar Arabia il convoglio sul quale viaggiava lo sceicco sarebbe finito sotto un pesante fuoco, una delle macchine sarebbe stata colpita ed il convoglio si sarebbe spezzato.

L’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti al Cairo ha reso noto in un comunicato che si tratta di «voci infondate» per entrambe le versioni.

In rete però si moltiplicano i dubbi sulle versioni ufficiali e i commenti sul ruolo dello sceicco nella destituzione di Mohammad Morsi. Negli Eau i Fratelli Musulmani sono fuorilegge e nell’ultimo anno sono stati condotti decine di arresti di simpatizzanti o attivisti di organizzazioni legate alla Fratellanza. 

MANSOUR: NON VOGLIAMO INGERENZE DEL QATAR

23.45 Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour, rispondendo a una domanda sullo stato dei rapporti tra Il Cairo e il Qatar: «La nostra pazienza rispetto a certe attitudini regionali sta iniziando a finire». Quella di Mansour era la prima conferenza stampa in diretta tv da quando ha assunto i poteri lo scorso 4 luglio. Mansour ha ribadito che l’Egitto «non accetta ingerenze di nessun tipo» nella politica interna del Paese.

CHIUSA AL JAZEERA E ALTRE 4 TV EGIZIANE

15.00 Un Tribunale amministrativo del Consiglio di Stato egiziano ha vietato la trasmissione dei canali televisivi al-Jazeera, Yermuk, al-Quds (Jerusalem) e Ahrar 25 con l’accusa di sostenere i Fratelli Musulmani.
A prendere la decisione il giudice Hassouna Tawfiq, vice presidente del Consiglio di Stato egiziano, che ieri aveva chiuso l’emittente salafita el-Hafez.  

Il canale Al-Yarmouk ha sede centrale ad Amman ed è affiliato con i Fratelli Musulmani, quello di al-Quds con sede a Gaza e legato al movimento di resistenza palestinese Hamas e Ahrar 25,vicino alla Fratellanza egiziana.

I quattro canali satellitari hanno coperto in diretta i sit-in dei pro Morsi per sette settimane nelle piazze di Rabaa al-Adawiya e Nahda al Cairo.

Il Tribunale ha accusato le emittenti messe al bando di non essere in possesso delle licenze necessarie per trasmettere e di propagandare «notizie false» che «danneggiano la reputazione dell’Egitto».

La sentenza ha effetto immediato, ma potrà essere appellata.

CONDANNA ALL’ERGASTOLO PER 11 FRATELLI MUSULMANI

14.20 Condannati all’ergastolo da un tribunale militare 11 membri dei Fratelli Musulmani accusato di atti di violenza contro l’esercito nei disordini della città portuale di Suez il 14 agosto. Cinque anni di prigione sono stati inflitti ad altri 45 membri della Fratellanza, mentre altri otto sono stati assolti. 

2 settembre

MORSI AGLI INQUIRENTI: SONO IL VOSTRO PRESIDENTE, NON RISPONDO ALLE DOMANDE

18.30 «Sono io il vostro presidente, non risponderò alle vostre domande, sono il presidente, sono il presidente dell’Egitto»: è quanto ha detto Mohamed Morsi agli inquirenti durante l’interrogatorio di ieri. A riferirlo è stato lo stesso avvocato di Morsi, Mohssen el Damatti, che ha aggiunto: «L’interrogatorio è illegale, è un diritto non rispondere». 

IL CONSIGLIO DI STATO CHIEDE LO SCIOGLIMENTO DEI FRATELLI MUSULMANI

Un dipartimento del Consiglio di Stato egiziano chiede alla giustizia la cancellazione delle norme che permettono l’associazione dei Fratelli Musulmani, e di chiudere il quartier generale a Mokkatan. Se venisse soddisfatta la richiesta, di fatto la Confraternita diverrebbe nuovamente illegale.

La vicenda nasce da un processo in corso in cui l’ex parlamentare Hamdi el Fakhrani chiede la cancellazione dell’iscrizione dei Fratelli musulmani dall’elenco delle organizzazioni non governative. La Confraternita aveva adottato la trasformazione in Ong come strategia per aggirare lo scorso anno i dubbi sulla legittimità dell’organizzazione, alla luce del bando imposto negli anni ’50, quando i Fratelli musulmani vennero sciolti e dichiarati illegali.

L’udienza è stata aggiornata al 12 novembre. Hazem Beblawi, premier del governo provvisorio, ha messo sul tavolo dell’esecutivo la proposta di scioglimento, e tra le norme costituzionali che verranno sottoposte a referendum, dopo l’esame del comitato dei 50 creato ieri, spicca anche l’ipotesi di un bando a partiti politici che si ispirino alla religione, tra cui il partito Libertà e Giustizia dei Fratelli musulmani.

NOMINATI I MEMBRI DELLA COSTITUENTE. ECCO I COMPITI DELL’ASSEMBLEA

Il governo egiziano ha nominato i 50 membri della Costituente. La commissione ha il compito di togliere dalla Costituzione egiziana tutti i riferimenti islamici, introdotti dal precedente esecutivo guidato dai Fratelli Musulmani. Su 50 membri costituenti, solo due sono islamisti: uno è un esponente degli integralisti salafiti del partito al-Nour e l’altro è un ex membro della Fratellanza.

Il testo costituzionale «sarà materialmente redatto da un comitato di 10 esperti», riferisce una fonte del governo.

La Costituente si riunirà per la prima volta l’8 settembre. Ha ora 60 giorni di tempo per completare il lavoro. Il testo della nuova costituzione sarà sottoposto a un referendum: solo dopo si procederà a nuove elezioni parlamentari e presidenziali. Tra i primi articoli della nuova Costituzione, la probabile messa al bando di partiti di ispirazione religiosa. 

NUOVA ACCUSA PER MORSI: ATTI DI VIOLENZA E ISTIGAZIONE ALL’OMICIDIO

10.00 La sera del 1 settebre, la procura egiziana ha annunciato che l’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, deposto dal golpe il 3 luglio scorso e detenuto da allora in una località segreta, sarà processato con l’accusa «aver commesso atti di violenza e di istigazione all’omicidio». Con la stessa accusa sarano processati altri 14 esponenti dei Fratelli Musulmani. I fratelli musulmani avrebbero, secondo la procura, commesso atti di violenza e istigazione all’omicidio durante le manifestazioni dello scorso dicembre davanti al palazzo presidenziale di Ittihadiya a Heliopolis, a nord del Cairo, quando persero la vita sette persone negli scontri tra suoi sostenitori e membri dell’opposizione.
A riferirlo il procuratore generale Hesham Barakat.

Chi è Hesham Barakat

Nominato dal presidente ad interim Adly Mansour, Hesham Barakat è diventato procuratore generale il 10 luglio, una settimana dopo il golpe. Barakat era stato nominato dopo le repentine dimissioni del precedente procuratore, Abdel Meguid Mahmoud. A capo della procura generale dal 2006 (in piena era Mubarak), Mahmoud era stato rimosso da Morsi il 22 novembre 2012. Solo un giorno prima del colpo di stato (il 2 luglio scorso) la Cassazione aveva annullato l’atto di Morsi e lo aveva reinsediato.
Adly Mansour, il presidente egiziano ad interim che ha nominato Barakat è magistrato e presidente della Corte Costituzionale egiziana.

L’accusa di istigazione all’omicidio

Insieme a Mohamed el Beltagy, il segretario del partito del presidente deposto arrestato venerdì 30 agosto, ed Essam el Eryan, vicepresidente dello stesso partito, Mohammad Morsi è accusato di aver ordinato al comandante della Guardia repubblicana e al ministro dell’Interno di aprire il fuoco contro i dimostranti anti-governativi e porre fine al sit-in davanti al palazzo presidenziale nel scorso dicembre 2012.
Gli altri leader della fratellanza incriminati dovranno rispondere dell’accusa di aver mobilitato i propri sostenitori e i media per favorire la repressione violenta delle manifestazioni. 

La prima accusa a carico di Morsi

Il 26 luglio 2013 le autorità egiziane hanno emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti dell’ex Presidente Mohamed Morsi con l’accusa di avere avuto il sostegno dell’organizzazione palestinese Hamas per fuggire dal carcere nel 2011, dove il leader dei Fratelli Musulmani era stato rinchiuso dall’ex Presidente Mubarak.

Secondo la procura, Hamas avrebbe giocato un ruolo essenziale di supporto ai detenuti politici e agli attivisti islamisti durante le rivolte esplose contro Mubarak.

Quanti sono i Fratelli musulmani arrestati

Le cifre ufficiali parlano di oltre 2.000 Fratelli musulmani arrestati dal 14 agosto scorso, dopo lo sgombero di Rabaa.
Secondo gli avvocati della difesa, invece, il numero supera quota 4.000.
Secondo l’alleanza dei pro-Morsi si arriverebbe a 10.000, se si considerano gli arresti a partire dal 3 luglio scorso.

LEGGI ANCHE: La bozza della nuova Costituzione riabilita il partito di Mubarak e bandisce i partiti religiosi

I PRO MORSI INVOCANO NUOVE MANIFESTAZIONI

11.00 L’alleanza delle formazioni pro-Morsi diffondono un comunicato con cui fanno appello a una nuova mobilitazione per domani: «Il golpe è terrorismo», è lo slogan dell’iniziativa. Lo annunciano i pro-Morsi in un comunicato. 

30 agosto

Tra imponenti misure di sicurezza, diverse migliaia di sostenitori pro-Morsi sono scesi in strada al Cairo e in altre citta’ egiziane, in un nuovo venerdi’ di protesta contro la deposizione del presidente islamista. Il bilancio provvisorio e’ di almeno tre morti, di cui due al Cairo, e una sessantina di feriti, secondo quanto riferito dal ministero della Salute. Nella capitale, un agente e un civile sono rimasti uccisi nell’assalto a un checkpoint della polizia nel quartiere di Heliopolis. Fonti mediche hanno riferito di un morto a Port Said e di un altro nella citta’ del Delta, Zagazig

Ad Alessandria, secondo città egiziana, in 10mila hanno partecipato a diverse manifestazioni separate. Cortei ci sono stati anche in diverse città nel delta del Nilo, tra cui Tanta e Fayoum, nelle tre città di Suez, Ismailia e Port Said e nella città meridionale di Assiut.

UN MORTO E 22 FERITI A PORT SAID

16.00 È di almeno un morto e 22 feriti il bilancio degli scontri tra dimostranti dei Fratelli musulmani e quelli anti-Morsi a Port Said, porta di accesso al Canale di Suez nel nordest dell’Egitto.

LANCIO DI LACRIMOGENI SUI MANIFESTANTI, UCCISO UN AGENTE

14.30 La polizia spara lacrimogeni nel quartiere di Mohandessin, nel cuore del Cairo. Ad Alessandria dispersa con la forza una manifestazione dei pro-Morsi. Scontri e lacrimogeni anche a Tanta.

Stando alle immagini diffuse dalle tv arabe, sono migliaia i manifestanti a Mohandessin, uno dei punti di raduno dei dimostranti. 

Incidente a Heliopolis, un agente ucciso

Un gruppo di uomini armati a bordo di due auto ha preso d’assalto un checkpoint della polizia egiziana al Cairo, uccidendo un agente e ferendo un altro agente e un civile. A dare la notizia il sito del quotidiano governativo al-Ahram, che cita una fonte del ministero degli Interni. L’incidente è avvenuto nel quartiere Heliopolis, dove si trova uno dei palazzi presidenziali. 

INIZIATE LE PROTESTE INDETTE DAI FRATELLI MUSULMANI

13.00 Sono iniziate le manifestazioni indette dai sostenitori dell’ex presidente Morsi: in migliaia stanno marciando in vari quartieri del Cairo

ARRESTATO MOHAMMED EL BELTAGY, RICERCATO NUMERO 1 DELL’ESERCITO

È stato arrestato nella notte a Giza, quartiere del Cairo, Mohammed El Beltagy, il Segretario del partito della Fratellanza, Giustizia e libertà. Era da giorni il ricercato numero 1 dell’esercito egiziano.

Prima di tentare la fuga dall’Egitto, El Beltagy ha lanciato un appello agli egiziani insieme a un altro leader dei Fratelli musulmani, Essan e Eryan, vicepresidente del partito Giustizia e libertà. Questo l’appello, diffuso con un video su Al Jazeera Misr e su un sito della Fratellanza: «Gli egiziani devono scendere in tutte le strade e tutte le piazze contro questi golpisti che stanno portando il Paese nell’abisso».

Nel video i due parlano seduti in una stanza dalle pareti bianche. Rasati, camicia stirata, sembrano in buone condizioni di salute.

Dopo l’arresto di Beltagy, Eryan resta il “most wanted” tra i leader dei Fratelli ancora in fuga. Sono entrambi ricercati per incitamento alla violenza e a compiere atti di sabotaggio.

Previste manifestazioni in tutto l’Egitto

E mentre i Fratelli musulmani annunciano manifestazioni per la giornata di oggi, i leader della confraternita ancora liberi avvertono: «I manifestanti non accettino provocazioni».
«Da sabato inizieremo la disobbedienza civile e organizzeremo nuovi sit-in fino a che non saranno accettate le nostre richieste», ha dichiarato l’Alleanza delle formazioni pro-Morsi in una conferenza stampa trasmessa dalle tv arabe, alla vigilia della «mobilitazione di massa» indetta per domani. Intanto sarebbero «oltre 4.000 i Fratelli musulmani in carcere, tra loro 300 donne»: ad affermarlo Ali Kamal, avvocato incaricato della difesa dei pro-Morsi arrestati.

Sono 1800 gli esponenti di spicco dei Fratelli musulmani finora arrestati in tutto l’Egitto

L’ultimo bilancio ufficiale, della scorsa settimana, parlava di oltre 1.800 detenuti. Solo nelle ultime 24 ore, afferma l’agenzia ufficiale Mena, sono stati arrestati 103 membri della Confraternita arrestati in tutto l’Egitto.

Esercito in stato di massima allerta

Le forze di sicurezza egiziane sono in stato di massima allerta da ieri, con il piano del ministero dell’Interno che dovrebbe scattare già oggi. Oggi il coprifuoco inizierà alle 19 e non alle 21.

Solo pochi giorni fa una lettera di Mohammad El Beltagy:

«Chi sono i veri terroristi?», chiedeva il leader. «I Fratelli Musulmani, o Il governo egiziano che sta usando l’arma del terrorismo contro i Fratelli per zittire l’opposizione?» Qui il testo integrale della lettera

28 agosto

SCONTRI AL CAIRO TRA PRO MORSI E POLIZIA

Sono scoppiati scontri al Cairo nel quartiere centrale di Mohendisin tra sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e polizia, che spara lacrimogeni per disperdere la folla. Lo riferiscono testimoni sul posto.

66 MILITANTI DEI FRATELLI MUSULMANI ARRESTATI

Una nuova operazione contro il movimento islamico ha portato all’arresto di almeno 66 militanti dei Fratelli Musulmani. A dare la notizia i media egiziani, che citano fonti della sicurezza locale. Tra le persone finite in manette spicca il figlio del vice leader della Fratellanza, Khairat al-Shater, prelevato stamani dalla polizia nella sua abitazione a Nasr City, quartiere del Cairo. Saad al-Shater è accusato di aver «fomentato la violenza». Gli arresti dei militanti della Fratellanza sono stati effettuati, oltre che nella capitale, anche nelle province di Suez, Gharbiya, Daqahliya, Sharqiya e Ismailiya. 

PIRAMIDI DESERTE: È L’EGITTO IN CRISI

Il reportage diffuso dall’Ansa

«È qui l’ufficio, vieni a fare i biglietti». Una folla di cacciatori di turisti assalta le poche auto in arrivo a Giza, dove si stagliano maestose le Piramidi, custodite dalla meravigliosa Sfinge. Uno si aggrappa al finestrino, «dai per favore, vi accompagno», un altro quasi si butta sul cofano, davanti allo sguardo annoiato di due militari a bordo dei carri armati M113, i cingolati con mitragliatrice pesante, che presidiano l’ingresso. «Non sono cattivi. Ti potevi fermare: sono affamati, non ci sono turisti», spiega un agente di polizia. Il crollo del flusso di visite è tangibile: un silenzio irreale rotto solo dal vento abbraccia un deserto di sabbia e umanità. Sulla spianata da cui si ammirano le tre Piramidi, uno stuolo di venditori sciama all’arrivo di una manciata di turisti, sudamericani: «Oggi sta andando bene. Nelle ultime due settimane arrivano si e no venti persone. Nessun americano, pochi europei», racconta Ramadan. «Molti di noi sono rimasti a casa, tanto non si fanno soldi. Ma noi dobbiamo mangiare, veniamo lo stesso». Poi ci sommerge di statuette, penne del Faraone, borselli di tutte le fogge: «Prendete tutto per 100 lire (circa 10 euro), vi prego». Arrivano due pullman, carichi di turisti indonesiani: «Con gli asiatici c’è poco da fare, hanno le guide delle agenzie turistiche, per vendere qualcosa devi sperare che chi li scorta sia tuo cugino», sbuffa Ramadan. Tutto costa, poco, ma costa. Anche una foto a un cammello: «Lo so che non ci sei salito sopra, ma dammi qualcosa, per favore», dice un ragazzo che racconta di chiamarsi Luca per carpire benevolenza. Al crollo dei prezzi dei souvenir all’ombra delle Piramidi fa da contraltare un’impennata dell’inflazione al Cairo: «È schizzata alle stelle per colpa di negozianti approfittatori», scrive la stampa filo-governativa. La crescita dei prezzi dei beni al consumo, si difendono i venditori, è dovuto all’instabilità e al coprifuoco che costringe a una chiusura anticipata. Alcuni denunciano che i «vigilantes» dei checkpoint notturni messi in piedi dai civili sarebbero «ladri, attaccano i negozi e rubano tutto», mentre la distribuzione, in particolare di cibo, è ostacolata dalla «scarsa sicurezza nelle province, da dove arrivano per esempio frutta e verdura». In molti casi, secondo i negozianti, «i camion vengono assaltati’’ e per questo «nei supermarket arrivano meno prodotti».

27 agosto

IL DISCORSO DI EL BELTAGY: “CHI SONO I VERI TERRORISTI?”

Al Jazeera diffonde un video di Mohamed el Beltagy, leader dei Fratelli Musulmani in Egitto e ricercato numero uno in questo momento dall’esercito egiziano. Su di lui pende un ordine di cattura per terrorismo, tortura e omicidio. Il governo egiziano, sostiene il leader, sta usando l’arma del terrorismo contro i Fratelli Musulmani per zittire l’opposizione. Ma chi sono i veri terroristi?

Il 25 agosto è stato arrestato il figlio maggiore di El Beltagy, Ammar, insieme ad altri tre figli di leader dei Fratelli musulmani in Alto Egitto, a sud del Cairo. Il 26 agosto Ammar è stato rilasciato perché le accuse a suo carico sono decadute. 

La figlia di el Beltagy, Asma, 17 anni, è rimasta uccisa durante gli attacchi del sit in di Rabaaa del 14 agosto.

Mohamed el Beltagy resta il ricercato numero 1 dalle autorità egiziane e il più importante tra i leader della protesta pro-Morsi ancora a piede libero.

Questo il testo in inglese del suo discorso:

Mohammed el Beltagy ritratto durante un discorso al Parlamento egiziano. El Beltagy è stato parlamentare egiziano tra il 2005 e il 2010, ed attualmente il Segretario generale del partito della Fratellanza, Libertà e giustizia. Il mandato di arresto nei suoi confronti è stato emesso il 10 luglio 2013, pochi giorni dopo la destituzione di Mohammad Morsi.

23 agosto

IL BILANCIO DEI CORTEI

18.30 I cortei più numerosi, con diverse centinaia di persone, si sono svolti a Giza, quartiere del Cairo. Qui i manifestanti hanno scandito slogan contro il generale Al Sisi, a capo dell’esercito. I manifestanti hanno protestato anche contro il coprifuoco proclamato dall’esercito nell’ambito delle misure di sicurezza dopo le violenze della scorsa settimana.

A Mansura, nel Delta del Nilo, la polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione degenerata in violenze tra gruppi rivali. A Tanta, sempre nel Delta, gli scontri tra fronti pro e contro Morsi hanno provocato 25 feriti. Nella stessa città, una ventina di esponenti dei Fratelli Musulmani sono stati arrestati per possesso illegale di armi. Ma proteste contro l’esercito si sono registrate anche a Sud del Cairo, nelle città meridionali di Assiut e Fayyoum, roccaforti dei Fratelli Musulmani.

78 TERRORISTI UCCISI IN SINAI

16.30 L’esercito egiziano ha ucciso 78 terroristi e ne ha catturati 203 nel corso di operazioni anti-terrorismo condotte in Nord Sinai. A riferirlo è l’agenzia ufficiale Mena.

UN MORTO A TANTA. SCONTRI A GIZA, CAIRO

15.40 Un morto e 14 feriti: è il bilancio attuale degli scontri in corso a Tanta, nel Delta del Nilo, tra manifestanti pro e anti Morsi.

Scontri tra manifestanti pro e anti Morsi sono scoppiati anche davanti alla moschea Estikama a Giza, il governatorato che abbraccia parte del Cairo. Lo riferiscono fonti sul posto. 

OBAMA, ORA SCELTE SUL DA FARSI IN SIRIA ED EGITTO

15.00 Sia sulla Siria, sia sull’Egitto, il presidente americano Barack Obama afferma che assumerà decisioni chiave. Lo ha detto alla Cnn

CORTEI IN TUTTO L’EGITTO

14.35 Cairo – Migliaia di manifestanti pro-Morsi, tante le donne, stanno marciando al Cairo, ad Abbaseia, diretti verso la sede del ministero della Difesa. Cortei anche a Marsa Matruh, sul mar Mediterraneo, e ad Assuan.

«Questa protesta è contro il colpo di Stato (…) il problema è più grande del presidente Morsi. Siamo qui per protestare contro l’uccisione dei nostri fratelli e sorelle di Rabaa», dice Sara Ahmed-Omar, ingegnere informatico di 22 anni. 

Le immagini dei cortei diffuse dai reporter di Al Jazeera

SPARI A MANSURA

14.40 La polizia ha sparato in aria e lanciato lacrimogeni per disperdere i pro-Morsi a Mansura, nel Delta a nord del Cairo. Gli scontri sono tra dimostranti e popolazione locale. Nella mappa:

Mansura è una cittadina del delta del Nilo, a Nord del Cairo

Egitto: nuove manifestazioni oggi dei Fratelli Musulmani dopo la scarcerazione di Mubarak. Chiusa piazza Tahrir http://t.co/fYLawMhjMT

— Giuseppe Acconcia (@stradedellest) August 23, 2013

BOZZE DI MODIFICA DELLA COSTITUZIONE

Sui media egiziani compaiono le bozze di riforma della Carta. Secondo quanto riferiscono i media locali, le modifiche  «metterebbero al bando i partiti religiosi» e «cancellerebbero l’articolo 219» sull’interpretazione della Sharia.
Gli emendamenti finora sono stati proposti dal comitato di revisione costituzionale. E dovrebbero poi passare al vaglio del Parlamento ed entro due mesi essere sottoposti a un referendum. 

CHIUSA PIAZZA TAHRIR, OGGI IL VENERDÌ DEI MARTIRI

Dodici tank leggeri schierati dai militari impediscono l’accesso a piazza Tahrir al Cairo.
I militari hanno spiegato cingolati anche a Rabaa, che oggi rimarrà chiusa ai fedeli in vista del venerdì dei martiri indetto dai pro-Morsi.
Massima allerta anche all’aeroporto del Cairo.

GLI USA SULLA LIBERAZIONE DI MUBARAK

Ieri 22 agosto Hosni Mubarak è stato scarcerato per ordine della magistratura. Il suo successore, l’ex presidente Mohamed Morsi democraticamente eletto resta segregato in una località segreta dal colpo di stato 3 luglio scorso.

Queste le dichiarazioni della portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jen Psaki:

«Con riguardo al processo Mubarak, e alle decisioni adottate nei suoi confronti, è un affare interno egiziano di natura legale»

«Sul conto del signor Morsi, la nostra posizione rimane la stessa», «crediamo che debba esservi un iter per la sua liberazione».

Sulla repressione da parte dei militari contro i Fratelli Musulmani: «perché vi sia un processo omnicomprensivo che progredisca, un processo politico inclusivo», ha osservato la portavoce della diplomazia statunitense, «riteniamo che tutte le parti debbano avere l’opportunità di prendervi parte. È difficile che ciò avvenga», ha sottolineato, «quando numerosi membri di una sola tra esse sono invece in prigione».

22 agosto

E ORA LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA CONTRO I TAMAROD

19.00 Atef Mostafa Hussein, iscritto al partito disciolto dell’ex presidente Mubarak, ha presentato denuncia contro i tre fondatori di Tamarod, accusati di voler provocare «il caos nel Paese, di seminare la discordia, di mettere in pericolo la pace sociale e di non rispettare la sovranità della legge».

Il movimento dei Tamarod ha aperto la strada alla destituzione del presidente Morsi con il colpo di stato del 3 luglio. Quando i militari e la polizia, guidati dal Generale Al Sisis hanno sgomberato con la forza le piazze Rabaa e Nahda occupare dai Fratelli musulmani, i Tamarod erano dalla loro parte.

Ieri, tuttavia, il gruppo aveva chiesto che il governo facesse quanto in suo potere per impedire la scarcerazione di Mubarak. 

Un’immagine delle proteste di piazza Tahrir agli inizi di luglio 2013. È grazie al movimento dei Tamarod che l’esercito ha potuto destituire Morsi, giustificando il colpo di stato con le manifestazioni anti Morsi della piazza

PROTESTE CONTRO LA SCARCERAZIONE DI MUBARAK

Ci sono proteste anti Mubarak a Nasr City (Cairo), Helwan e Suez. Le immagini diffuse da Al Jazeera:

PROTESTA DEI GIOVANI: “NO ALL’INGERENZA STRANIERA”

19.00 I giovani del movimento rivoluzionario 6 aprile hanno protestato al Cairo davanti alle ambasciate di Usa e Qatar contro «l’ingerenza straniera» in Egitto. «Abbiamo organizzato la protesta perché siamo contrati all’ingerenza nei nostri affari interni», ha affermato il portavoce del movimento, Mustafa al-Hegari. I giovani chiedono anche che gli Usa  blocchino gli aiuti all’Egitto, per ora solo sospesi: «Gli aiuti sono uno strumento di pressione nei nostri confronti». 

MUBARAK HA LASCIATO IL CARCERE DI TORAH

16.00 Mubarak ha lasciato il carcere di Torah. L’ex rais dovrebbe essere ricoverato presso un ospedale militare, probabilmente quello di Maadi, sempre al Cairo. Secondo l’emittente On tv sarebbe stato trasferito a bordo di un elicottero.

Un corteo di un centinaio di giovani ha sfilato questa mattina vicino all’ambasciata Usa al Cairo contro la liberazione di Mubarak. «Non siamo Fratelli musulmani» era uno degli slogan scanditi dai giovani manifestanti.
La decisione finale sulla scarcerazione di Mubarak è stata assunta dal premier egiziano Hazem Beblawi, «nel suo ruolo di vicecomandante dell’esercito e non di primo ministro» ha chiarito con una nota il governo egiziano.

Le immagini diffuse da Al Jazeera:

Secondo l’agenzia ufficiale Mena, sarebbe stato lo stesso Mubarak a chiedere di essere ricoverato in un ospedale del Cairo. Gli avvocati dell’ex rais avevano già anticipato questa mattina che Mubarak sarebbe stato ricoverato viste le sue condizioni di salute.

VENERDÌ DIVIETO DI PREGHIERA A RABAA E FATH

14.15 Il ministero degli Affari Religiosi egiziano ha vietato la celebrazione della preghiera del venerdì nelle moschee di Rabaa al-Adawiya e Fath, al Cairo, teatro di scontri tra le forze di sicurezza e i Fratelli Musulmani tri il 14 e il 17 di agosto. 

ARRESTATO ALTRO PORTAVOCE FRATELLI MUSULMANI

La polizia egiziana ha arrestato uno dei portavoce dei Fratelli Musulmani, Ahmed Arif. Il fermo è avvenuto all’alba, nel quartiere di Nasr City, al Cairo. A dare la notizia la tv di Stato, ripresa dalla Cnn

OGGI MUBARAK ESCE DAL CARCERE

L’ex presidente egiziano Hosni Mubarak destituito con la rivoluzione del 2011 dovrebbe lasciare il carcere di Torah dopo una detenzione durata 850 giorni e raggiungere la sua residenza di Sharm el Sheikh. Qui, riferisce la tv di Stato, sconterà gli arresti domiciliari.

Ieri, 21 agosto, la Corte Penale del Cairo ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Mubarak. La sua casa  al Cairo è stata considerata troppo poco sicura. Agli arresti domiciliari gli sarà assicurata assistenza medica, potrà richiedere di incontrare amici, ma non potrà uscire.

21 agosto
 

VENERDI’ DEI MARTIRI

20.30 I Pro-Morsi annunciano venerdì dei martiri. Il fronte ha indetto manifestazioni «di massa» in tutto l’Egitto.

I Tamarod chiedono intanto che il governo faccia quanto in suo potere per impedire la scarcerazione di Mubarak.

Piazza Tahrir resta deserta, inaccessibile dalle 19 in poi, quando i tank dell’esercito tornano a presidiarla chiudendo i varchi puntellati dal filo spinato e i blocchi di cemento.

Per saperne di più: Egitto, con Mubarak scarcerato torna l’ancien régime

PAESI UE, SOSPESA LA VENDITA DI ARMI A EGITTO

17.00 Catherine Ashton nella conferenza stampa al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea oggi a Bruxelles: «È stato trovato un accordo per sospendere le licenze per gli equipaggiamenti che possono essere usati per la repressione» in Egitto. È quanto ha detto, sottolineando che però la decisione spetta ai singoli Paesi.

La Ashton ha aggiunto: «Condanniamo con forza tutti gli atti di violenza», in Egitto, «e riteniamo le recenti azioni dei militari siano state sproporzionate». Resteranno in vigore «le forme di aiuto ai più bisognosi», perché, «tutti gli stati membri vogliono continuare ad aiutare il popolo egiziano».

ORDINATA LA SCARCERAZIONE DI HOSNI MUBARAK

L’ex presidente Hosni Mubarak «sarà liberato domani e andrà a Sharm el Sheik», dove sarà sottoposto alla libertà condizionata in attesa delle sentenze dei processi a suo carico. 

Il tribunale ha ordinato la scarcerazione di Mubarak. A dare la notizia l’emittente degli Emirati Arabi Al Arabya.
La Corte Penale del Cairo ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dal difensore di Hosni Mubarak, Fareed el-Deeb, e ne ha disposto il rilascio. Lo stesso el-Deeb rende noto che Mubarak potrebbe essere rimesso in libertà entro domani.

La Procura egiziana fa sapere che non impugnerà la pronuncia con cui la Corte Penale del Cairo ha accolto l’istanza di scarcerazione a favore di Mubarak. 

La richiesta di liberazione di Mubarak è stata avanzata dai suoi legali dopo che sono venute a mancare tutte le basi legali per un’ulteriore proroga della custodia in relazione al processo per corruzione a suo carico. Sono infatti state lasciate cadere le imputazioni più gravi. 

Non è tuttavia la prima volta in cui viene ordinato il rilascio dell’ex presidente dell’Egitto. Ma nelle precedenti occasioni erano state subito formalizzate nuove accuse contro l’ex rais, in modo che i termini di custodia preventiva ripartissero da capo. 

Mubarak, in ogni caso, dovrà presentarsi in aula il prossimo 25 agosto, alla ripresa del secondo giudizio a suo carico: quello per aver ordinato, o comunque non impedito, l’uccisione di circa ottocento manifestanti durante la rivolta che nel febbraio 2011 condusse alla caduta del vecchio regime.

Il primo processo a suo carico, conclusosi con la condanna all’ergastolo il 2 giugno 2012, era stato poi annullato in appello con conseguente rinvio ai giudici di primo grado.

Per saperne di più: Egitto, con Mubarak scarcerato torna l’ancien régime 

IL VERTICE UNIONE EUROPEA

13.45 «Abbiamo discusso con le autorità egiziane e con gli altri su come portare una road map politica non solo sul tavolo ma in azione, per un processo inclusivo che porti tutti gli egiziani alla democrazia”. È quanto ha dichiarato Catherine Ashton, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, al suo ingresso al Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri della Ue riunito per discutere sull’Egitto. «Dobbiamo sostenere il popolo egiziano e in particolare le fasce più povere»

Come appare Piazza Tahrir al Cairo il 20 agosto, dopo che è stata parzialmente riaperta al traffico (Afp) 

L’ULTIMO TESTO DI BADIE PRIMA DELL’ARRESTO

Lo avrebbero pubblicato domani, l’anatema di Mohamed Badie, il leader dei Fratelli musulmani arrestato:

«Si pentiranno di quello che hanno fatto coloro che hanno scelto di sostenere l’oppressione e lo spargimento di sangue: i martiri sono stati uccisi perché resistevano a un tiranno traditore, il loro sangue sia maledetto per voi»

MUBARAK LIBERO OGGI 

11.30 Lo conferma Yosri Abdel Razek, avvocato del consiglio di difesa di Hosni Mubarak: l’ex rais «verrà liberato oggi», e che «con tutta probabilità» gli verrà consentito di recarsi nella sua residenza di Sharm el Sheik dopo la scarcerazione.

È del 19 agosto la richiesta di scarcerazione di Mubarak presentata dai suoi legali. Secondo gli avvocati, infatti, sono scaduti i termini per la custodia preventiva in carcere dell’ex Rais.

Per saperne di più: Egitto, con Mubarak scarcerato torna l’ancien régime 

NUOVI ARRESTI TRA I FRATELLI MUSULMANI

9.35 È stato catturato nella notte tra il 20 e il 21 agosto Safwat Hegazi, uno dei Fratelli più ricercati e noto per i suoi comizi a piazza Rabaa. È accusato di incitamento alla violenza. Lo hanno catturato nella località turistica di Marsa Matruh, al confine con la Libia.

Arrestato nella notte anche Murad Ali, portavoce del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico della Fratellanza. Ali si stava imbarcando per Roma dopo essersi tagliato la barba e indossato dei jeans. 

20 agosto

MODIFICHE COSTITUZIONALI

20.00 Dal nostro inviato al Cairo, Giuseppe Acconcia:

Mercoledì, dopo un mese di lavoro, gli esponenti della Commissione tecnica composta da dieci magistrati ed esperti annunceranno le proposte di cambiamento alla Carta fondamentale, sospesa in base alla roadmap stabilita dal presidente ad interim Adly Mansour. Secondo la stampa locale, saranno apportati cambiamenti fondamentali alla Costituzione voluta nel 2012 dagli islamisti e sottoposta a referendum nel dicembre scorso. In particolare sarebbero in corso revisioni impedendo la formazione di partiti politici, basati sulla religione.

STOP ALLE SOAP TURCHE IN EGITTO

17.45 Tre televisioni satellitari private egiziane (Al-Nahar, al-Hayat e al-Kahera Wal Nas) non trasmetteranno più le soap opera turche, che spopolano tra i telespettatori del paese arabo. La decisione è stata presa in segno di protesta contro le interferenze del governo turco guidato da Erdogan nella crisi egiziana. È dallo scorso 3 luglio, infatti, giorno della deposizione di Morsi, che il premier turco Recep Tayyip Erdogan contesta il «colpo di Stato» dei militari, ed è il più strenuo sostenitore dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, tanto da aver richiamato in Turchia il suo ambasciatore al Cairo.

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di Giuseppe Acconcia, inviato al Cairo

CAIRO – Le città in Egitto sono tappezzate di poster dei protagonisti più acclamati da Kbir Aoui di Ahmed Mekki a Niran Sadika con la bellissima Menna Shalabi. Quando non ci sono scontri o manifestazioni, si vive un clima di costante condivisione che coinvolge tutti: anche atei e cristiani. Verso le sei di sera compaiono venditori di mughetto il cui profumo prepara alla sera di festa. Dopo la cena, l’iftar, la lunga attesa di una giornata calda senza acqua né cibo si conclude con una pasto pantagruelico. E così per rilassarsi, in case, negozi e caffetterie milioni di telespettatori restano incollati davanti ai televisori per non perdersi una sola puntata del loro teleromanzo preferito, o musalsal in arabo. Leggi il resto.

SEGRETARIO GENERALE ONU AL CAIRO

17.00 Il vice segretario generale dell’Onu per gli affari politici, Jeffrey Feltman, è arrivato al Cairo per una visita di due giorni. È la prima volta dal 30 giugno scorso che un responsabile delle Nazioni Unite si reca in Egitto. 

PROCESSO PER EL BARADEI, LEADER DEI LIBERALI E DELL’OPPOSIZIONE A MORSI 

È stata fissata al 19 settembre la prima udienza del processo a Mohamed ElBaradei, ex vice presidente egiziano. A dare la notizia del processo il quotidiano filogovernativo Al-Ahram. Secondo il quotidiano il processo trae origine da una denuncia presentata dal rettore della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Helwan.

El Baradei ha presentato le sue dimissioni mercoledì 15 agosto, dopo le violenze commesse dall’esercito negli sgomberi dei sit-in islamici del 14 agosto.

Il premio Noblel per la Pace 2005 aveva detto di non poter più tollerare le violenze: «non voglio essere responsabile dello spargimento di neanche una goccia di sangue». Nel fine settimana El Baradei ha lasciato l’Egitto per Vienna. 

El Baradei è uno dei principali leader del Fronte di Salvezza Nazionale, l’opposizione che si batté contro il predominio dei Fratelli Musulmani e dei loro alleati fino alla destituzione del presidente Mohamed Morsi con il colpo di stato militare del 3 luglio.

A chiamare alla sbarra ElBaradei, almeno formalmente, non sono stati i vertici del nuovo regime provvisorio, bensì un accademico, Sayyed Ateeq, professore di Diritto presso l’Università Helwan, ateneo pubblico del Cairo. Questa la motivazione data dal professore: «Era stato nominato vice presidente nella sua qualità di rappresentante del Fronte di Salvezza Nazionale, e della maggioranza di coloro che avevano sottoscritto la dichiarazione di Tamarod», ha sottolineato, alludendo all’atto fondativo del principale movimento anti-Morsi nato il 28 aprile. «Gli era stato affidato quell’incarico», ha proseguito il docente, «e aveva pertanto il dovere di rivolgersi a coloro che glielo avevano conferito, e di chiedere loro di potersi dimettere»

Mohammed el Baradei, premio Nobel per la Pace nel 2005 (ricevuto in qualità di direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea) è stato nominato vice presidente dell’Egitto dal Presidente ad Interim Adly Mansour il 9 luglio 2013. Il 15 agosto le sue dimissioni e poi la partenza per Vienna

IL PRESIDENTE AUMENTA LO STIPENDIO DEI MILITARI 

16.15 Adly Mansour, presidente egiziano ad interim, ha deciso di aumentare – a partire dal primo agosto – gli stipendi di reclute, soldati e ufficiali dell’esercito. Per essere effettiva, la delibera deve ora essere recepita dal primo vicepremier e dai ministri della Difesa e delle Finanze.

VOCI DI UN TENTATO SUICIDIO DI MORSI IN CARCERE

15.40 Voci sui social network parlano di un tentativo di suicidio di Mohammad Morsi, con un coltello del presidente egiziano deposto, in carcere dallo scorso 3 luglio. Secondo le stesse voci, Morsi sarebbe stato salvato nella notte dai militari. Ma i Fratelli musulmani smentiscono: «Un vero musulmano non si suicida». Piuttosto, «si sta preparando l’omicidio di Morsi in prigione».

Mohammad Morsi è detenuto in una località segreta dallo scorso 3 luglio. L’unico diplomatico ad averlo incontrato è Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Unione europe a per gli affari esteri e la sicurezza.

Esponente dei Fratelli Musulmani, Mohammad Morsi è stato eletto democraticamente dal popolo egiziano il 30 giugno 2012. Il 3 luglio 2013, un colpo di Stato dei militari, avvallato dalle proteste di piazza dei Tamarod (l’opposizione liberale guidata dal Nobel El Baradei), lo ha destituito. 

A scatenare la protesta dei Tamarod è stata soprattutto la crisi economica che ha investito l’Egitto nell’ultimo anno, quello guidato da Mohammad Morsi, fatto di rincari dei beni di prima necessità, blackout di gas ed elettricità in molti quartieri del Cairo, e difficoltà ad assicurarsi rifornimenti di benzina in tutto il Paese. Malvista dai liberali egiziani anche la Costituzione approvata durante il governo dei Fratelli Musulmani, considerata troppo islamizzante, anche per il suo riferimento esplicito alla Sharia.

Per un approfondimento sulla crisi economica egiziana: L’Egitto senza grano né turismo è rimasto in ginocchio

di Giuseppa Acconcia, inviato al Cairo

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Gli egiziani, dopo la morte di Gamal Abdel Nasser – mentre ancora era in carica – e l’assassinio di Anwar al-Sadat, erano abituati ad una durata indefinita dei mandati presidenziali. Che gli ex leader politici non abbiano vita facile lo dimostra lo stato di detenzione di Mubarak, che ormai da anni non appariva in pubblico per il timore di attentati e critiche. Ma anche la partenza per Vienna dell’ex vice-presidente Mohammed El-Baradei dopo aver rassegnato le dimissioni. E prima ancora gli esili forzati del vice-presidente Omar Suleiman e del secondo classificato alle presidenziali del giugno 2012 e ultimo premier dei tempi di Mubarak, Ahmed Shafiq. E neppure gli egiziani avrebbero potuto sopportare un Mohammed Morsi rimosso dal suo incarico e libero di circolare. All’inizio si parlava di un suo arresto per ragioni di sicurezza, poi sono arrivate le imputazioni di spionaggio, legami con Hamas e incitamento alla violenza. Leggi il resto

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TAMOROD: SCIOGLIAMO LA FRATELLANZA

14.50 Tamarod, il movimento che ha guidato le proteste di Piazza Tahrir contro Morsi dal 30 giugno al 3 luglio, giorno della deposizione di Morsi, chiede lo scioglimento dei Fratelli Musulmani in Egitto. «Rifiutiamo qualsiasi via d’uscita politica per la Fratellanza», affermanoi vertici del comitato esecutivo di Tamarod in una conferenza stampa al Cairo. Tamarod chiede lo scioglimento di tutti i partiti di orientamento religioso, tra cui al-Nour, di ispirazione salafita. Già lo scorso 17 agosto, il premier Hazem el-Beblawi aveva proposto di sciogliere i Fratelli Musulmani.

I PRO MORSI: “ORA DISOBBEDIENZA CIVILE”

14.30 La coalizione che sostiene l’ex presidente Morsi guidata dai Fratelli musulmani annuncia in una conferenza stampa l’inizio della disobbedienza civile. Boicotteranno giornali, canali satellitari e siti web colpevoli di «seminare l’odio e le menzogne». Ma anche «le società di uomini di affari egiziani che hanno finanziato il golpe e dei prodotti degli Stati che sostengono il golpe». La disobbedienza civile aumenterà gradualmente, spiegano gli alleati, in base alla situazione nel Paese. 

MUBARAK, DOMANI L’ESAME DEL RICORSO

11.30 Sarà esaminato domani il ricorso per la scarcerazione di Hosni Mubarak presentato dai legali dell’ex rais. I giudici della Corte si recheranno nel carcere di Torah, dovesi trova Mubarak. Se il ricorso sarà accolto, Mubarak potrebbe essere scarcerato perché ha già restituito i soldi ottenuti a suo tempo dal direttore di al Arahm. Ma su Mubarak pende ancora l’accusa di aver ordinato l’uccisione di manifestanti nelle rivolte del 2011.

Mubarak, ecco cosa è successo ieri:

Fareed El-Deeb, uno degli avvocati dell’ex rais, aveva annunciato solo ieri, 19 agosto: Mubarak sarà libero dagli arresti domiciliari entro 48 ore. Il legale ha confermato che la procura ha prosciolto l’ex rais da tutti i casi di corruzione che lo riguardavano ad eccezione di un presunto episodio di tangenti ricevute da un editore.

Sono 4 i procedimenti in cui Mubarak è coinvolto: il più grave riguarda l’uccisione di dimostranti nel 2011, per il quale fu condannato all’ergastolo con un verdetto che è stato però annullato con rinvio a un ulteriore processo. Il nuovo processo, tuttavia, non impone misure restrittive della libertà.

Le altre imputazioni erano per presunti guadagni illeciti, distrazione di fondi statali e per il versamento di tangenti al direttore del quotidiano statale al Ahram. Le prime due sarebbero cadute, secondo quanto sostiene il legale, poiché non sono state formalizzate entro i 18 mesi di carcerazione preventiva dell’ex presidente. L’ultimo caso, il versamento di tangenti, non giustificherebbe da solo il prolungamento della detenzione.

IL RACCONTO DELL’EGITTO DI MONS JOANNES ZAKARIA

Il vescovo copto cattolico di Luxor all’agenzia vaticana:

12.40 «Sto piangendo per tutta questa umanità semplice, musulmani e cristiani, che risiede nei villaggi della zona che non ha niente perché le scorte alimentari stanno finendo e la gente ha paura di uscire di casa. Anche chi è benestante non può comprare il cibo perché tutti gli esercizi commerciali sono chiusi. Vorrei recarmi da loro per aiutarli ma non posso perché anch’io sono segregato in casa».

Mons. Joannes Zakaria ha subito un tentativo di aggressione lo scorso venerdì 16 agosto, il giorno della collera indetto dai Fratelli musulmani, conclusosi con lo sgombero sanguinoso di piazza Ramses da parte dell’esercito.

«I manifestanti pro Morsi dopo essere stati cacciati via dal centro di Luxor, sono arrivati sotto il Vescovado gridando “morte ai cristiani”. Per fortuna la polizia è arrivata in tempo a salvarci. Ora polizia ed esercito stanno presidiando la casa con due mezzi blindati»

«A Luxor la situazione è critica anche se non come nel Basso Egitto (Minya, Assiut) o al Cairo. Comunque anche qua ci sono stati disordini nel corso dei quali diverse case di cristiani sono state bruciate. Dieci giorni fa, inoltre, in un villaggio qui vicino sono stati uccisi 5 cristiani e un musulmano»

«Per motivi di sicurezza abbiamo cancellato le celebrazioni dell’Assunta, che qui si festeggia il 22 agosto e non il 15. Ognuno è chiusa nella propria casa. Io sono rinchiuso nel Vescovado da circa 20 giorni. Le forze di sicurezza mi hanno consigliato di non uscire»

«Loro (i Fratelli Musulmani, ndr) pensano che i cristiani siano la causa della caduta di Morsi».

«È vero che i cristiani hanno partecipato alle dimostrazioni contro Morsi, ma erano 30 milioni gli egiziani, la maggior parte dei quali musulmani, scesi in piazza contro il deposto presidente. Attaccando i cristiani vogliono gettare l’Egitto nel caos».

Il punto A della mappa segna la città di Luxor, che sorge lungo il Nilo, a metà circa tra Alto e Basso Egitto

15 GIORNI DI CARCERE PREVENTIVO PER BADIE

12.05 La procura generale egiziana ha stabilito 15 giorni di carcerazione preventiva per Mohamed Badia, la guida suprema dei Fratelli Musulmani arrestato nella notte tra il 19 e il 20 agosto. L’accusa è di incitazione alla violenza dei propri sostenitori.

GLI USA SOSPENDONO GLI AIUTI MILITARI

11.30 Gli Stati Uniti hanno sospeso – temporaneamente – una parte degli aiuti militari all’Egitto. Gli Usa stanno inoltre rivedendo i finanziamenti destinati all’esercito. Lo ha confermato alla Cnn David Carle, portavoce del senatore Patrick Leahy a capo della sottocommissione del Senato per gli aiuti all’estero.

Gli Stati Uniti non hanno mai definito la situazione in Egitto come «un golpe», il farlo, comporterebbe la cessazione definitiva degli aiuti, pari a 1,3 miliardi dollari annui.

NOMINATA NUOVA GUIDA DEI FRATELLI MUSULMANI

11.15 Nominata la nuova guida spirituale dei Fratelli Musulmani dopo l’arresto nella notte tra il 19 e il 20 agosto di Mohammad Badie. Si tratta di Mahmoud Ezzat, uno dei vice di Mohamed Badie. A dare la notizia il corrispondente di El Mundo per il Medio Oriente, Javier Espinosa.

MB announced that Mahmoud Ezzat is their new supreme leader after arrest of Mohamed Badie #coup #Egypt

— Javier Espinosa (@javierespinosa2) August 20, 2013

GRUPPI TERRORISTICI NEL SINAI, ECCO CHI SONO

Dopo l’attentato di ieri nel Sinai (la penisola egiziana al confine con Israele), in cui hanno perso la vita 24 poliziotti di frontiera egiziani (uccisi con un colpo di pistola alla tempia), i servizi interni israeliani dello Shin Bet hanno creato un’unità speciale contro gli attacchi terroristi provenienti dal Sinai egiziano.

Secondo quanto riferisce il quotidiano israeliano Haaretz, l’unità sarebbe formata da tanti uomini quanti quelli impiegati da Israele per difendersi dagli attacchi provenienti dalla Cisgiordania.

Sarebbero 15, secondo l’Haaretz, i gruppi salafiti affiliati ad al Qaeda e alla Jihad globale attivi nel Sinai. Per un totale, riferiscono i servizi dello Shin Bet, di diverse centinaia di uomini. Secondo l’intelligence militare, invece, sarebbero alcune migliaia.

Il quotidiano diffonde anche i nomi dei gruppi salafiti più attivi contro Israele, formati per lo più dai beduini locali che hanno sposato la causa fondamentalista:

Ansar Bayt al Maqdis, che ha lanciato un missile contro Eilat la settimana scorsa

Majlis Shura al Mujahidin Fi Aknaf Bayt Maqdis che ha ucciso un civile israeliano al confine nel giugno 2012

Al Takfir wal Hijira, responsbaile dell’attacco dell’agosto 2012 in cui furono uccisi 16 poliziotti egiziani

Jaish al Islam, un gruppo creato dal clan dei Dughmush a Gaza, lo stesso che rapì il soldato israeliano Gilad Shalit.

Uno dei video diffusi in rete dal gruppo Majlis Shura al Mujahidin Fi Aknaf Bayt Maqdis

Chi ne fa parte

Oltre ai beduini locale, tra le fila dei fondamentalisti del Sinai ci sono anche sauditi e yemeniti, ma soprattutto militanti provenienti da Gaza. La Striscia di Gaza, ritiene l’intelligence egiziana, è diventata una base d’addestramento per salafiti di tutto il mondo arabo. Con il benestare di Hamas, l’organizzazione palestinese che controlla Gaza, che chiude un occhio, purché i militanti attacchino Israele a partire dal Sinai.

ARRESTATO MOHAMMAD BADIE; GUIDA SUPREMA DEI FRATELLI

Muḥammad Badī, leader dei Fratelli Musulmani è stato arrestato nella notte fra il 19 e il 20 agosto dalle forze di sicurezza egiziane. Secondo la Reuters, Baide è stato fermato in un appartamento a Nasr City, nella zona Nordest del Cairo, «dopo che l’apparato di sicurezza ha ricevuto informazioni riguardo al suo nascondiglio», per l’agenzia di stampa di stato egiziana. Su Facebook, il ministro dell’Interno ha pubblicato una foto di Badie (qui a fianco). A luglio, sempre secondo Reuters, a Badie era stata contestata l’accusa di aver incitato all’uccisione di manifestanti. Oltre a lui, anche i suoi due vice verranno processati il 25 agosto. La “guida suprema” dei Fratelli musulmani era considerato dagli oppositori del deposto presidente Morsi come il vero dominus dell’azione di governo dell’organizzazione islamica. Badie è l’ottava “guida suprema” dei Fratelli musulmani, una posizione che ricopre dal gennaio 2010.

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19 agosto 

8.50 I corpi dei soldati egiziani uccisi nell’attacco nei Sinai di questa mattina sono trasportati presso la base militare al Cairo. La foto diffusa da Al Jazeera:

DETENZIONE PROLUNGATA PER I FRATELLI ARRESTATI

20.40 15 giorni di detenzione preventiva stabiliti dalla procura per oltre 360 membri della Fratellanza, sostenitori di Morsi. Sono accusati di aver incitato e partecipato alle violenze di venerdì e sabato scorso al Cairo a piazza Ramses e nell’assedio alla moschea al Fatah al Cairo.

DIPLOMAZIA EUROPEA

18.30 Si è chiusa la riunione degli ambasciatori a Bruxelles sulla questione Egitto. L’inviato speciale della diplomazia Ue per il Mediterraneo del Sud Bernardino Leon afferma nella conferenza stampa che l’Unione europea vuole essere «interlocutore chiave» nella crisi egiziana. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 21 agosto, quando l’Ue prenderà decisioni «con l’obiettivo di trovare una soluzione politica». 

Per quel giorno, gli ambasciatori, ha continuato lo stesso Leon, hanno incaricato Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue, a presentare un documento con le opzioni a disposizione per rispondere alla situazione in Egitto. Tra queste la possibilità di imporre un embargo alla vendita di armi nel Paese e la sospensione degli aiuti economici all’Egitto. 

PROLUNGATA LA DETENZIONE DI MORSI

17.45 La procura prolunga la detenzione preventiva di Morsi, deposto da un golpe il 3 luglio, per altri 15 giorni con una nuova accusa: l’ex presidente dell’Egitto, esponente del partito dei Fratelli musulmani, avrebbe partecipato ad «atti violenti» lo scorso dicembre contro i manifestanti davanti al palazzo presidenziale di Ittihadiya a Heliopolis, nella zona nord del Cairo.

È dallo scorso 3 luglio – giorno del golpe – che Morsi è detenuto in una località ignota, con l’accusa di omicidio e spionaggio. L’unico diplomatico che lo ha incontrato è stata Catherine Ashton, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Fonti giudiziarie al Cairo riferiscono infatti che Mohamed Morsi deve rispondere da oggi di un nuovo capo d’accusa oltre a quello di spionaggio. È accusato infatti di «complicità» in omicidio e turtura dei manifestanti che erano scesi in piazza davanti al palazzo presidenziale alla fine del 2012.

CONFERMATA LA LIBERAZIONE DI MUBARAK, ECCO PERCHÉ

Fareed El-Deeb, uno degli avvocati dell’ex rais conferma: Mubarak sarà libero dagli arresti domiciliari entro 48 ore. Il legale ha confermato che la procura ha prosciolto l’ex rais da tutti i casi di corruzione che lo riguardavano ad eccezione di un presunto episodio di tangenti ricevute da un editore.

Sono 4 i procedimenti in cui Mubarak è coinvolto: il più grave riguarda l’uccisione di dimostranti nel 2011, per il quale fu condannato all’ergastolo con un verdetto che è stato però annullato con rinvio a un ulteriore processo. Il nuovo processo, tuttavia, non impone misure restrittive della libertà.

Le altre imputazioni erano per presunti guadagni illeciti, distrazione di fondi statali e per il versamento di tangenti al direttore del quotidiano statale al Ahram. Le prime due sarebbero cadute, secondo quanto sostiene il legale, poiché non sono state formalizzate entro i 18 mesi di carcerazione preventiva dell’ex presidente. L’ultimo caso, il versamento di tangenti, non giustificherebbe da solo il prolungamento della detenzione.
Al momento Mubarak si trova ancora nel carcere di Torah

Il NYT: GLI USA NON FORZINO LA DEMOCRAZIA

Gli Stati Uniti «devono ridimensionare le loro ambizioni e lavorare con i governi di transizione per creare le fondamenta di governi responsabili, se non democratici». È quanto scrive il New York Times, che aggiunge: «Mentre Washington deve inequivocabilmente condannare la violenza lanciata dai militari egiziani, chiedere un rapido ritorno alla democrazia è fuorviante». «Spingere alle urne stati in transizione fa spesso più male che bene, portando a regimi disfunzionali e illiberali». «Gli Stati Uniti devono fare il possibile per propiziare l’avvento di democrazie liberali in Egitto e in altre parti del Medio Oriente. Ma il miglior modo di farlo è andarci piano e aiutare gli stati della regione a costruire governi funzionanti e responsabili. La democrazia può attendere»

CROLLANO LE ESPORTAZIONI ITALIANE IN EGITTO

L’Ufficio studi della Coldiretti: «Le esportazioni agroalimentari in Egitto che nell’intero 2012 erano state pari a 99,2 milioni di euro, sono calate del 47% rispetto allo scorso anno nei primi 5 mesi del 2013». La Coldiretti aggiunge: «Le importazioni agroalimentari che nel 2012 erano state pari a 133,3 milioni di euro sono aumentate del 16% rispetto allo scorso anno nei primi 5 mesi del 2013. Le importazioni di datteri dall’Egitto nel 2012 sono state pari ad appena 83.400 euro mentre sono state importate patate per 27,4 milioni di euro e uva per 6,7 milioni di euro».

ARABIA SAUDITA: PRONTI AD AIUTARE L’EGITTO

15.30 Il ministro degli Esteri saudita Saud al-Faisal ha dichiarato: «A coloro che hanno annunciato che taglieranno i loro aiuti all’Egitto, o minacciano di farlo, rispondiamo che le nazioni arabe e musulmane sono ricche e non esiteremo ad aiutare il Paese». Già nei giorni scorsi l’Arabia saudita si è detta pronta a rivedere i suoi rapporti con il Cairo dopo le violenze delle ultime settimane. 

BILD: ALLARME TERRORISMO SULLA TAV EUROPEA  

Gli apparati di sicurezza in Italia avvisano: c’è attenzione ma nessun allarme specifico, dopo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild questa mattina. Secondo la Bild infatti, al Qaeda starebbe preparando attentati sulla tav europea, la rete di treni ad alta velocità.

«È un momento caratterizzato da una grande effervescenza per quanto sta accadendo in Egitto e per la situazione nell’area mediorientale e yemenita, ma le analisi non evidenziano particolari elementi dai quali emerga un allarme specifico», dicono fonti della sicurezza italiane. 

Secondo il quotidiano tedesco, si ipotizzano sia atti di sabotaggio alle rotaie e alle linee elettriche aeree, sia attentati con ordigni esplosivi su tratti di percorrenza rapida e bombe all’interno dei convogli.

Le autorità tedesche già da alcune settimane hanno rafforzato le misure di sicurezza. I servizi di sicurezza tedeschi si basano anche su quanto riportato dall’agenzia americana Nsa, che alcune settimane fa avrebbe intercettato una telefonata fra due importanti membri di Al Qaeda. Al centro della conversazione, una serie di attentati ai treni in Europa. 

CRISTIANI SPAVENTATI

Il rappresentante britannico della Chiesa copta egiziana, il vescovo Angaelos sostiene che alcuni cristiani in Egitto si sentono minacciati. Il suo intervento su Al Jazeera:

 https://www.youtube.com/embed/jpPhwkMn_wA/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Un’immagine della chiesa copta di Amir Tadros, a Minya, 250 km a sud del Cairo. È stata incendiata il 14 agosto

RIUNIONE UE MERCOLEDI’ 21 AGOSTO

14.30 Si terrà mercoledì la riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri Ue. I 28 capi diplomatici decideranno le misure da adottare per rivedere i rapporti diplomatici con l’Egitto

ARRESTO 400 MUSULMANI

I Fratelli Musulmani hanno denunciato l’arresto di 400 loro dirigenti negli ultimi tre giorni. Accusano le autorità di aver torturato i 36 detenuti morti ieri durante un tentativo di evasione. L’avvocato Ahmed Abu Baraka, ha assicurato tuttavia che i dirigenti sono stati messi in custodia preventiva per 15 giorni.

CHIESA CATTOLICA EGIZIANA CON L’ESERCITO

La Chiesa cattolica egiziana ha diffuso un comunicato in cui afferma il suo sostegno «fermo, cosciente e libero» alle istituzioni del Paese, in particolare alla «polizia egiziana e alle forze armate per tutti gli sforzi che stanno compiendo per proteggere il Paese» e «rifiuto categorico di ogni intromissione negli affari interni dell’Egitto o di ogni tentativo di influenzare le sue supreme decisioni, da qualsiasi parte provengano». 

SCARCERAZIONE MUBARAK

13.15 Fareed El-Deeb, avvocato di Mubarak afferma che il suo assistito sarà libero dagli arresti domiciliari entro 48 ore. Confermando che la procura ha prosciolto l’ex Rais da tutti i casi di corruzione che lo riguardavano ad eccezione di un presunto episodio di tangenti ricevute da un editore.

13.00 Disposta la scarcerazione per l’ex presidente Hosni Mubarak da parte delle autorità giudiziarie. A motivare la decisione delle autorità giudiziarie, la caduta di alcune accuse piuttosto gravi legate alla corruzione, secondo quanto ha riferito il suo legale Fareed e Deeb che ha anche reso noto che Mubarak sarà rilasciato entro 48 ore.

Restano però in piedi accuse legate allo scandalo corruzione. Il prossimo 25 agosto Mubarak, 85 anni, sarà chiamato a processo per rispondere delle accuse di complicità nella morte dei manifestanti durante le rivolte del 2011. 

Leggi anche: Egitto, la guerra tra fazioni passa anche per le tv

UNA LISTA DI EDIFICI CRISTIANI ATTACCATI

Il sito Asia News ha pubblicato la lista di edifici cristiani attaccati nel corso degli ultimi tre giorni, stilata dai rappresentanti delle Chiese cristiane. Sono almeno 58 chiese, scuole, istituzioni, case e negozi di cristiani che sono stati attaccati, saccheggiati e bruciati negli ultimi tre giorni dai Fratelli musulmani e dai sostenitori di Morsi, deposto lo scorso 3 luglio. Il 14 agosto, il giorno in cui più di 600 persone sono state uccise (sono i dati ufficiali) e migliaia ferite, c’è stato in tutto l’Egitto anche un violento attacco a chiese cattoliche, ortodosse, evangeliche, ma anche a case e negozi di cristiani. 

La lista: La lista di chiese, scuole, istituzioni, negozi cristiani incendiati dai Fratelli musulmani negli ultimi tre giorni

GENERALE UCCISO NEL SINAI

Un generale della polizia egiziana è stato ucciso a Al Arish, nel Sinai, da un cecchino mentre saliva a bordo di un veicolo blindato, poco distante dall’agguato in cui sei uomini armati hanno trucidato 24 poliziotti. L’ufficiale è morto sul colpo. Nella stessa città, uomini armati hanno attaccato la sede di una banca e quella della Procura militare, causando la morte di un poliziotto.

DETENUTI MORTI, LA CONFERMA DEL GOVERNO

Con un comunicato il ministero degli Interni conferma la morte di 36 detenuti islamisti che avevano tentato di evadere ieri 18 agosto da un carcere a nord del Cairo.

I detenuti, ha detto il ministero, sono morti soffocati dai lacrimogeni usati per fermarne la fuga. I prigionieri, dice il comunicato, avevano preso in ostaggio un agente mentre tentavano di fuggire. Le 36 vittime facevano parte di un gruppo di 612 sostenitori dei Fratelli Musulmani arrestati sabato. 

LE MANIFESTAZIONI DI OGGI AL CAIRO

Nuove manifestazioni indette per oggi dai pro Morsi guidati dai Fratelli musulmani. I luoghi indicati sono i quartieri di Heliopolis, dove ha sede il palazzo presidenziale, il quartiere di Giza, Maadi, e Imbaba. Cortei anche a Helwan e Zeitun. 

DIVISIONI NEL FRONTE ANTI MORSI

11.00 Dopo le dimissioni e la partenza per Vienna del vice presidente El Baradei (che ha lasciato la carica dopo le violenze commesse dai militari contro gli islamisti del 14 agosto) la coalizione anti-Morsi chiede oggi l’apertura di una inchiesta internazionale sui «crimini orribili commessi dal ministro dell’Interno, il generale Mohamed Ibrahim, e da quello della Difesa», che è il Generale al-Sissi. A comunicare la notizia è l’Alleanza delle formazioni pro-Morsi sulla sua pagina Facebook.

IL NUOVO SIMBOLO DELLE PROTESTE

Una mano con quattro dita alzate e il pollice basso: è il nuovo simbolo delle proteste del fronte pro Morsi. Rabaa ad Adawiya, il nome della moschea simbolo dei sit in islamisti, sgomberata lo scorso 14 agosto dai militari, in arabo ha lo stesso suono del numero 4, rabaa. Da qui il simbolo delle proteste con le quattro dita alzate.

RIUNIONE STRAORDINARIA UE

10.40 Gli ambasciatori Ue sono riuniti in un incontro straordinario per preparare e coordinare posizione e azioni comuni in Egitto. L’obiettivo resta quello di fermare le violenze e riavviare il processo democratico. Il tavolo prepara il terreno per la riunione dei ministri degli esteri previsto per i prossimi giorni.

ESPLOSIONE A RAFAH

9.20 Decine di membri delle forze di sicurezza egiziane, 24 secondo la Bbc, sono rimasti uccisi da una esplosione a Rafah, nel nord del Sinai, nei pressi del confine con la Striscia di Gaza. Due autobus della polizia egiziana, secondo il sito dell’emittente britannica, sono finiti sotto attacco. Un numero imprecisato di agenti è rimasto ferito. Dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi, avvenuta il mese scorso, il Sinai è stato teatro di numerosi attacchi di gruppi jihadisti contro le forze di sicurezza egiziane.  

AIUTI MILITARI USA

8.00 Secondo quanto riferisce il Washington Post, dopo aver bloccato a luglio la consegna di 4 caccia-bombardieri F-16 all’Egitto per la deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi, l’amministrazione Obama sta valutando anche la possibilità di cancellare la consegna di 12 elicotteri d’attacco Apache AH-64D, prevista per settembre. La mossa Arappresenterebbe la sospensione degli aiuti militari all’Egitto.

18 agosto

20.25 Uccisi 38 prigionieri dei Fratelli Musulmani. Sarebbero accaduto durante una rivolta in una prigione. I pro-Morsi avrebbero provato ad approfittarne per evadere. Questa è la versione fornita dalle forze di sicurezza, confermata dal ministero dell’Interno.

19.30  Sparatoria anche a un cinquantina di chilometri dal Cairo, nel tentativo –  a un gruppo di Fratelli Musulmani –  di liberare alcune decine di dimostranti appena arrestati. L’episodio è avvenuto a Kaliubeya, sul delta del Nilo a nord del Cairo. Non ci sono per ora bilanci ufficiali sul numero delle vittime.

19.00 Nel pomeriggio la polizia avrebbe disperso, dopo una breve sparatoria, un sit-in di manifestanti pro-Morsi a Bab El-Shaariya. Al termine dello scontro ci sarebbero stati 114 arresti (tra cui 18 donne) per “possesso di arma da fuoco”.

18.45 I cortei diretti a piazza Roxy sono sei. I manifestanti mostrano il simbolo del sit-in di Rabaa

18.30 Centinaia di dimostranti pro-Morsi si stanno radunando a Piazza Roxy, a pochissima distanza dal palazzo della presidenza egiziana a Heliopolis. La sede del governo, al momento, è presidiata in forze dai blindati militari

17.30 “In Egitto c’è spazio per tutti”. La frase più conciliante dell’intervento del comandante delle forze armate, ministro della Difesa e vicepresidente egiziano, il generale al-Sisi. L’azione dell’esercito è stata difesa: meglio evitare il “tunnel oscuro” di un “conflitto religioso”. Nel tentativo di una tregua, i Fratelli Musulmani hanno annullato due cortei previsti in giornata. Ma la tensione resta alta.
 

16.20 Secondo un tweet dell’emittente Al Arabiya la manifestazione prevista per oggi alle 16 dei Fratelli Musulmani è stata annullata per motivi di sicurezza.

15.20 Mohamed El Baradei ha lasciato l’Egitto ed è partito per Vienna. L’ex vicepresidente egiziano si era dimesso per protesta contro la repressione dai militari

La diretta twitter di Marina Petrillo


Tweets di @alaskaRP

9.20 Annunciato una nuova grande manifestazione per oggi al Cairo. I sostenitori di Morsi si troveranno davanti alla sede della Corte costituzionale intorno alle ore 16

La cronaca del colpo di Stato egiziano, dal 3 luglio in poi:

Cosa sta succedendo al Cairo e in Egitto, liveblogging

Cairo, 16 agosto – Supporter dei Fratelli musulmani trasportano un manifestante ferito in piazza Ramses (Afp)

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