Il mondo e noi: perché l’Italia non è un paese serio

Un distanza siderale

La distanza non potrebbe essere più lunare, tutta concentrata in poche ore. In Russia oggi si apre il G-20 che dovrà discutere di come agganciare finalmente la ripresa economica dopo 5 anni di crisi sfibrante e capire se esiste una composizione politica e di interessi sul probabile attacco alla Siria; in Medioriente è in corso una terribile escalation di sangue e violenza; i parlamenti di Usa, Inghilterra e Francia, il vecchio occidente democratico, discutono se e come intervenire per punire il regime di Damasco; la Germania, il gigante europeo, si sta avviando ordinatamente al voto del 22 settembre. E l’Italia, invece? Ancora ferma a Berlusconi. Ostaggio di un signore condannato che non ne vuole sapere di lasciare la scena a dispetto di tutto e di tutti. Al netto di come la si pensi sul Cavaliere e sul conflitto infinito con la magistratura, basta questa brevissima istantanea per capire che il mondo corre veloce, esistono altre priorità e urgenze ben maggori del nostro piccolo ombelico. Continuare a guardare le cose dallo specchietto retrovisore senza alcuno scatto di orgoglio della politica e del Pdl, non può che condannarci ancora di più all’irrilevanza…