Tanto rumore per nulla: Berlusconi non fa cadere Letta

Ora passiamo ad altro

Nessuna sorpresa per chi ha sempre pensato che alla fine il calcolo razionale di Silvio Berlusconi avrebbe vinto su falchi & pitonesse e sulla tentazione ancestrale di rovesciare il tavolo del governo Letta. Niente di tutto questo. Nel video messaggio, mandato in onda nel pomeriggio, il Cavaliere ha separato da par suo propaganda e sostanza politica. Nella prima casella ha infilato le specialità della casa vecchie di vent’anni (la crociata contro i magistrati politicizzati e la sinistra italiana mai diventata socialdemocratica), invitando gli italiani a ri-afferrare la bandiera di Forza Italia, ultima chiamata contro la catastrofe. Nella seconda casella, ben più importante per sè stesso e le sue aziende, ha infilato il passaggio forse più importante del lungo videomessaggio, la confessione a lungo allontanata ma alla fine accettata: decaduto o meno, sarò al vostro fianco, si può continuare a fare politica anche fuori dal parlamento…

Si vede che Berlusconi morde il freno, gesticola scomposto, non si piace nel video fatto e rifatto mille volte in questi giorni, quasi a voler trovare una pietra filosofale che non c’è (più) perché non potrebbe esserci. Sa bene che qualsiasi colpo di testa, qualsiasi decisione di reiterare una stagione politica ormai scaduta sarebbe ben peggiore. Condannato e indebolito elettoralmente, non gli resta che tornare alla simbologia del ’94, la scrivania, le foto dei figli, all’Italia che è il paese che amo (ancora, vent’anni dopo) e allo slogan della discesa in campo in difesa della libertà. Unica variante, questa volta, scendete in campo voi perché io non posso più…

Per questo, davvero, nessuna sorpresa, nonostante il tormentone estivo falchi-colombe sulla tenuta dell’esecutivo. Naturalmente Silvio B. continuerà a lanciare penultimatun al governo Letta ma non lo farà cadere. Meglio accettare un passo indietro restando al governo che rovesciare tutto e trovarsi all’opposizione, condannato e decaduto, i magistrati alle calcagna e magari un presidente della Repubblica nemico al Quirinale. E’ andata come doveva andare. Ora, per favore, passiamo ad altro… 

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